Esiste un problema micotossine negli allevamenti del Parmigiano Reggiano?
I dati del Laboratorio Analisi Zootecniche di Gonzaga su oltre 2.800 campioni di unifeed fotografano la presenza di Zearalenone, DON e Fumonisine negli allevamenti italiani, con un focus sul Comprensorio del Parmigiano Reggiano e sui livelli realmente associati al rischio per le bovine

Nell’articolo divulgativo dal titolo “Micotossine: un problema da affrontare con la massima serietà”, pubblicato lo scorso mese su questa rubrica di Ruminantia, abbiamo ricordato i rischi che la presenza di questi contaminanti può comportare sia per la salute delle bovine da latte sia per la sicurezza dei prodotti destinati al consumo umano.
Immaginare una loro totale assenza, sia negli alimenti zootecnici che quelli destinati all’alimentazione umana, è considerato biologicamente impossibile. E’ invece un obiettivo realistico, e molto importante, quantificarne la presenza attraverso analisi routinarie dei singoli alimenti o meglio degli unifeed, quando questa modalità di alimentazione viene adottata in allevamento.
In questo contesto assume particolare valore il lavoro unico in Italia svolto dal Laboratorio Analisi Zootecniche (LAZ) di Gonzaga (Mantova) che periodicamente pubblica le sintesi dei sui referti analitici in modo che veterinari, zootecnici e allevatori possono tenere sotto controllo la situazione e, se necessario, intervenire.
Recentemente il LAZ ha pubblicato un report dedicato alla presenza delle micotossine negli unifeed destinati alle bovine in lattazione, analizzando i campioni conferiti al laboratorio negli ultimi quattro anni. Lo studio ha preso in considerazione tre principali contaminanti: Zearalenone (ZEN), Deossinivalenolo (DON) e Fumonisine totali.
I dati relativi all’aflatossina B1, visti i limiti stringenti imposti dalla legge sulla concentrazione del suo derivato Aflatossina M1, non sono stati elaborati perché superflui.
Nell’arco temporale considerato, il LAZ ha determinato la presenza di Zearalenone in 2.445 campioni, di Deossinivalenolo in 2.983 campioni e di Fumonisine totali in 2.833 campioni di unifeed destinati a bovine in lattazione, provenienti da allevamenti distribuiti sull’intero territorio nazionale.
Da questa importante mole di referti analitici il LAZ ha estratto quelle riconducibili ad allevamenti del Comprensorio di produzione del Parmigiano Reggiano per verificare qual è realmente la situazione in quest’area. Si tratta di 104 campioni per lo Zearalenone, 126 per il Deossinivalenolo e 108 per le Fumonisine, che grosso modo corrispondono al 3-4% della statistica globale.
Nelle tabelle successive, è riportato un confronto tra i dati generali e quelli provenienti dagli allevamenti del Comprensorio.
Quello su cui è importante soffermare l’attenzione è il primo “livello critico” indicato sulla base di un importante lavoro di sintesi condotto dal Prof. Antonio Gallo e dal Dott. Alessandro Catellani del DiANA dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza.

Fonte: Laboratorio Analisi Zootecniche (LAZ) di Gonzaga

Fonte: Laboratorio Analisi Zootecniche (LAZ) di Gonzaga

Fonte: Laboratorio Analisi Zootecniche (LAZ) di Gonzaga

Conclusioni
È importante precisare che i risultati analitici elaborati dal LAZ si riferiscono a campioni di unifeed destinati a bovine in lattazione inviati al laboratorio prevalentemente in seguito a sospetti diagnostici di contaminazione da micotossine. Pertanto, questi dati hanno un significato statistico relativo rispetto ad uno screening routinario condotto su un campione casuale di allevamenti, ma assumono comunque un importante valore indicativo per comprendere la diffusione del fenomeno e individuare eventuali criticità.
Per quanto riguarda lo Zearalenone (ZEN), concentrazioni superiori a 25 ppb sono state rilevate nel 65,4% dei campioni provenienti dal PR e nel 75,3% degli altri campioni analizzati. Tuttavia, i livelli considerati critici per la salute delle bovine sono stati raggiunti solo nello 0% dei campioni PR e nell’1% del totale degli altri campioni, indicando una presenza frequente del contaminante ma generalmente a concentrazioni non associate a un elevato rischio sanitario.
Il Deossinivalenolo (DON), noto anche come Vomitossina, presenta una diffusione ancora più ampia: valori superiori a 100 ppb sono stati riscontrati nel 71,2% della totalità dei campioni e nel 77% dei campioni PR. La fascia considerata critica, compresa tra 500 e 1.000 ppb, è stata invece rilevata nell’8,7% dei campioni complessivi e nello 0,8% di quelli provenienti dal Comprensorio del PR.
Per le Fumonisine totali, la positività (concentrazioni superiori a 500 ppb) ha interessato il 66,1% dei campioni complessivi, mentre nei campioni PR la percentuale è risultata significativamente più contenuta, pari al 28,7%. Il livello di attenzione indicato da Gallo e Castellani, compreso tra 2.000 e 4.000 ppb, è stato raggiunto nel 15,3% dei campioni totali e in circa il 5-6% dei campioni PR.
Nel complesso, i dati confermano come la presenza di micotossine negli unifeed rappresenti un fenomeno frequente, anche se nella maggior parte dei casi i livelli rilevati non raggiungono concentrazioni considerate di particolare rischio per le bovine in lattazione. Il monitoraggio analitico rimane tuttavia uno strumento fondamentale per individuare tempestivamente situazioni critiche e supportare le decisioni gestionali in allevamento.















































































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