Fertilizzanti: la Commissione ENVI toglie, il Parlamento europeo dà
La Commissione ENVI del Parlamento europeo ha votato la rimozione della clausola di salvaguardia per i fertilizzanti all'interno del meccanismo CBAM, nel malcontento delle associazioni. Al contempo, il Parlamento accelera le procedure per gli aiuti finanziari agli agricoltori

Giorno 6 luglio 2026, presso la sede di Bruxelles, la Commissione per l’Ambiente, la Sanità Pubblica e la Sicurezza Alimentare (ENVI) del Parlamento Europeo ha adottato una posizione sulla revisione del Meccanismo di Adeguamento del Carbonio alle Frontiere (CBAM). La decisione è stata presa con 56 voti favorevoli, 11 contrari e 12 astensioni, con l’obiettivo di rafforzare l’integrità ambientale dell’Unione e prevenire l’elusione delle norme sulle emissioni.
Il giorno dopo, 7 luglio, il Parlamento europeo accelera sugli aiuti per finanziare gli acquisti di fertilizzanti per la prossima stagione agricola, con una modifica alla PAC ottenuta con 576 voti a favore, 62 contrari e 15 astensioni.
Le modifiche sul CBAM
Tra le varie proposte di modifica, il provvedimento elimina l’articolo 27a, una disposizione precedentemente proposta che avrebbe consentito di sospendere temporaneamente il CBAM sui fertilizzanti in caso di gravi crisi di mercato. In sostituzione di tale valvola di sicurezza, gli eurodeputati hanno introdotto il Fondo Temporaneo di Decarbonizzazione (TDF), volto a ridistribuire i proventi del meccanismo verso i settori colpiti dall’aumento dei costi degli input.
La modifica alla PAC
Secondo il testo approvato, gli agricoltori potranno ricevere un sostegno di liquidità fino all’80% dei costi aggiuntivi sostenuti per i fertilizzanti. Gli Stati membri avranno inoltre la possibilità di aumentare gli anticipi sui pagamenti diretti dal 70% al 75% e di erogarli direttamente agli agricoltori interessati dopo la richiesta (e non solo dopo il 16 ottobre, come previsto dalle norme attuali). Gli Stati membri avranno anche maggiore flessibilità nell’adeguare i propri bilanci per i pagamenti diretti per il prossimo anno. Il testo dovrà ora essere formalmente adottato dal Consiglio, prima di entrare in vigore il giorno successivo la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale UE.
L’impatto sulla filiera dei fertilizzanti
Da una parte, la cancellazione della valvola di sicurezza per i periodi di crisi, precedentemente proposta, lascerebbe gli agricoltori pienamente esposti ai costi aggiuntivi generati dal CBAM anche quando i prezzi di mercato sono già in forte aumento. Dall’altra, gli operatori del settore potranno verosimilmente accedere prima, e con un potere d’acquisto maggiore, agli aiuti per acquistare fertilizzanti per la prossima stagione produttiva. In definitva, sebbene il Parlamento proponga di compensare queste difficoltà attraverso il Fondo Temporaneo di Decarbonizzazione, operativo tra il 2027 e il 2029, e la modifica alla PAC, i tempi di attivazione e le procedure burocratiche sollevano forti perplessità tra gli agricoltori, che non sono pienamente soddisfatti.
La posizione di Copa-Cogeca
Secondo Copa-Cogeca l’inclusione definitiva di concimi chiave nel CBAM può comportare aumenti immediati compresi tra 40 e 60 euro per tonnellata solo per l’urea. In questo scenario, l’associazione ha espresso una forte opposizione alla scelta della Commissione ENVI, sottolineando che rimuovere la clausola di salvaguardia invia un segnale errato ai produttori europei in una fase di estrema instabilità geopolitica. Secondo i rappresentanti degli agricoltori, il Fondo di Decarbonizzazione appare come un palliativo insufficiente, poiché il CBAM è un meccanismo permanente con costi crescenti fino al 2034, mentre il sostegno finanziario previsto è limitato a un periodo di soli due o tre anni.
Prossimi step
La decisione adottata in Commissione ENVI sul CBAM rappresenta un passaggio cruciale ma non ancora definitivo nel percorso legislativo. Il Parlamento europeo è chiamato a votare formalmente il proprio mandato negoziale durante la sessione plenaria di settembre, momento in cui gli agricoltori sperano in una rettifica della posizione sulla clausola di emergenza.



















































































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