Formazione come motore d’impresa: la scommessa della Mignini & Petrini Academy
Dalla sostenibilità alla nutrizione animale avanzata, l’azienda umbra trasforma la formazione in leva industriale e di filiera: «La conoscenza è il vero fattore competitivo», spiega il CEO Mario Mignini, che punta a un centro di competenza che unisca mondo produttivo e ricerca scientifica

In un settore come quello mangimistico, che negli ultimi anni ha subito una rapida trasformazione, la formazione non è più un accessorio, ma una leva strategica.
È da questa consapevolezza che nasce la Mignini & Petrini Academy, il progetto con cui Mario Mignini, CEO di Mignini & Petrini, ha deciso di strutturare e rafforzare l’investimento sulle competenze come motore di crescita aziendale e di filiera.
Nata come Scuola di Formazione per la Sostenibilità delle Filiere dei Mangimi (FeedNetZero), l’Academy ha posto fin dall’inizio il mangime al centro non solo come prodotto, ma come tecnologia strategica capace di incidere su emissioni, efficienza produttiva e qualità delle produzioni animali. Dopo una prima fase dedicata alla formazione interna, il progetto si è esteso a concessionari e allevatori, diventando un punto di riferimento per l’aggiornamento tecnico-scientifico delle principali filiere zootecniche.
Oggi l’Academy è un ecosistema strutturato, guidato da un Comitato Scientifico presieduto dal Prof. Giuseppe Pulina, che integra metodo scientifico e innovazione applicata.
In questa intervista, Mario Mignini ci racconta le ragioni che hanno portato a lanciare questo progetto e quali saranno gli sviluppi futuri.
Perché dedicare tanti sforzi a questo progetto?
Crediamo che la conoscenza sia oggi il principale fattore competitivo del nostro settore. La mangimistica non è più soltanto produzione: è nutrizione animale avanzata, sostenibilità, sicurezza alimentare, innovazione tecnologica e capacità di interpretare mercati sempre più complessi.
Investire in una Academy significa investire nelle persone, cioè nella vera infrastruttura dell’azienda. Le competenze non sono statiche: evolvono continuamente, e con esse devono evolvere anche il nostro modo di lavorare, di progettare, di assistere i clienti e di creare valore lungo tutta la filiera.
Abbiamo scelto di dedicare energie importanti a questo progetto perché vogliamo che la crescita dell’azienda sia una crescita consapevole, strutturata e duratura. Formazione e aggiornamento non sono un costo, ma un investimento strategico che migliora la qualità delle decisioni, accelera l’innovazione e rafforza la nostra capacità di affrontare il futuro.
Inoltre, un’Academy non serve solo a trasferire conoscenze tecniche: crea cultura aziendale, favorisce il confronto tra generazioni, valorizza i talenti interni e rende l’organizzazione più coesa e responsabile.
In sintesi, dedichiamo tanti sforzi a questo progetto perché vogliamo costruire competenze prima ancora che risultati. I risultati, quando le competenze sono solide, arrivano naturalmente.
Perché nominare un comitato scientifico di grande spessore?
Abbiamo voluto un comitato scientifico di alto profilo perché la formazione, per essere davvero utile, deve poggiare su basi solide, aggiornate e rigorose. In un settore come il nostro — dove nutrizione animale, sicurezza alimentare, sostenibilità e innovazione tecnologica si intrecciano continuamente — non basta trasmettere esperienza operativa: serve anche il contributo della ricerca e del pensiero scientifico più avanzato.
Coinvolgere professori universitari e docenti di riconosciuta autorevolezza significa garantire qualità, metodo e visione. Il loro ruolo non è solo quello di insegnare, ma di orientare i contenuti formativi, stimolare il confronto critico e aiutarci a interpretare l’evoluzione del settore con uno sguardo indipendente e prospettico.
Per noi è fondamentale costruire un ponte stabile tra mondo accademico e mondo produttivo. L’università produce conoscenza, l’impresa la applica e la trasforma in valore concreto. Quando questi due ambiti dialogano in modo strutturato, la formazione diventa realmente generativa: non si limita a trasmettere ciò che già sappiamo, ma ci prepara a ciò che ancora dobbiamo comprendere.
La presenza di un comitato scientifico qualificato è anche un segnale culturale: indica che prendiamo la formazione sul serio, che vogliamo standard elevati e che crediamo nel rigore come condizione dell’innovazione.
In sintesi, abbiamo scelto personalità di grande spessore perché desideriamo che la nostra Academy non sia solo un luogo di aggiornamento, ma un vero centro di competenza, capace di produrre conoscenza, orientare il settore e contribuire alla crescita dell’intera filiera.
Che futuro per questa iniziativa?
Vediamo questa Academy come un progetto destinato a crescere nel tempo, non come un’iniziativa episodica. L’obiettivo è farne un punto di riferimento stabile per lo sviluppo delle competenze nel nostro settore, capace di accompagnare l’evoluzione dell’azienda e, più in generale, dell’intera filiera agro-zootecnica.
Nel prossimo futuro vogliamo ampliare progressivamente i contenuti e le modalità formative, integrando sempre più ricerca scientifica, innovazione tecnologica e applicazione pratica. Pensiamo a percorsi strutturati, aggiornamenti continui, momenti di confronto tra professionisti e una sempre maggiore apertura verso collaborazioni con università, centri di ricerca e operatori del settore, anche a livello internazionale.
Ma soprattutto immaginiamo l’Academy come un laboratorio permanente di crescita: un luogo in cui si sviluppano competenze, si condividono esperienze e si formano le professionalità che guideranno il settore nei prossimi anni. In un contesto in cui sostenibilità, efficienza produttiva e qualità alimentare saranno sempre più centrali, la formazione diventerà un fattore determinante di competitività.
Se dovessi riassumere in una frase, direi che il futuro di questa iniziativa è diventare non solo uno strumento interno di sviluppo, ma un centro di cultura e competenza capace di generare valore ben oltre i confini dell’azienda.
Perché investire nella conoscenza significa, in definitiva, investire nel futuro.



















































































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