Il periodo di transizione nella bovina da latte: come sfruttare Aspergillus oryzae ed i prodotti da fermentazione

2 Dicembre, 2025

Il periodo di transizione, che va dall’asciutta fino alle prime settimane di lattazione, è quello in cui si decide gran parte della produttività, della salute e della redditività della bovina.

In questo articolo vorrei spiegare, con riferimento alla letteratura scientifica recente, perché e come l’uso di Aspergillus oryzae (AO) e dei suoi prodotti di fermentazione (culture fungine, estratti/postbiotici e prodotti di fermentazione liquidi) può essere utile in questa fase critica, quali sono i meccanismi proposti, quali benefici documentati ci sono, e quali limiti e raccomandazioni pratiche seguire.

Perché intervenire durante la transizione

La transizione (≈ 3 settimane prima e 3 settimane dopo il parto, ma spesso estesa a 6 settimane) è caratterizzata da:

  • forte calo dell’ingestione (DMI) pre/post-partum e rapido aumento del fabbisogno energetico per la lattazione;
  • mobilizzazione degli acidi grassi (NEFA) e rischio di chetosi (BHBA);
  • attivazione infiammatoria e stress ossidativo che influiscono negativamente sull’ingestione, sul sistema immunitario con il rischio di malattie metaboliche/infettive.

[Metabolic Stress in the Transition Period of Dairy Cows: Focusing on the Prepartum Period (Osvaldo Bogado Pascottini, Jo L M R Leroy, Geert Opsomer)]

Quindi, qualsiasi strategia che migliori l’efficienza della fermentazione ruminale, sostenga l’ingestione, moduli l’infiammazione e migliori la tolleranza allo stress può aiutare a ridurre le perdite nel picco di lattazione e a migliorare la ripresa della condizione corporea.

Che cos’è Aspergillus oryzae e quali sono i suoi prodotti

Aspergillus oryzae è un fungo usato storicamente nelle fermentazioni alimentari. In zootecnia si impiega sotto forma di:

  • culture fungine essiccate,
  • estratti o “postbiotici” prodotti dalla fermentazione,
  • prodotti solidi di fermentazione (substrati fermentati su cellulosa/altro).

Questi prodotti non sono sempre “probiotici vivi” nel senso di lieviti, ma spesso contengono enzimi, metaboliti e composti bioattivi (postbiotici) prodotti durante la fermentazione che interagiscono con la microflora ruminale e l’ospite.

[The postbiotic potential of Aspergillus oryzae – a narrative review (Yvonne Seidler, Gerald Rimbach, Kai Lüersen, Gabriel Vinderola, Ignacio R Ipharraguerre)]

Meccanismi d’azione rilevanti per la transizione

La ricerca suggerisce diversi meccanismi attraverso cui AO e i suoi derivati possono aiutare le vacche in transizione:

     a) Miglioramento della digestione della fibra e dell’efficienza ruminale

AO favorisce la crescita e l’attività di batteri cellulolitici, aumentando la degradazione della fibra e la produzione di acidi grassi volatili (VFA) utilizzabili dall’animale per l’energia, contribuendo così a una miglior disponibilità energetica.

[Influence of cultures of Aspergillus oryzae on rumen and total tract digestibility of dietary components. (R A Gomez-Alarcon et al. J Dairy Sci. 1990 Mar)]

     b) Prodotti enzimatici e postbiotici che stabilizzano la fermentazione

Enzimi e metaboliti riducono fluttuazioni di pH e migliorano la fermentazione di foraggi più poveri, con potenziale aumento dell’ingestione e dell’efficienza alimentare.

[Aspergillus oryzae and Aspergillus niger Co-Cultivation Extract Affects In Vitro Degradation, Fermentation Characteristics, and Bacterial Composition in a Diet-Specific Manner. (Fanlin Kong, Na Lu, Yanfang Liu, Shu Zhang, Hongqin Jiang, Haomin Wang, Wei Wang, Shengli Li)]

     c) Modulazione dell’infiammazione e dello stress (effetti “immunometabolici”)

Alcuni postbiotici da AO hanno mostrato effetti anti-infiammatori e di riduzione dello stress (es. miglior tolleranza a stress termico) che, applicati nel periodo di transizione, possono limitare l’impatto dell’infiammazione sistemica su appetito e metabolismo.

[A postbiotic from Aspergillus oryzae attenuates the impact of heat stress in ectothermic and endothermic organisms. (J D Kaufman, Y Seidler, H R Bailey, L Whitacre, F Bargo, K Lüersen , G Rimbach, G M Pighetti, I R Ipharraguerre, A G Ríus)]

      d) Riduzione dei marker metabolici negativi

Studi riportano tendenze alla riduzione di NEFA e a migliori indicatori di efficienza energetica in bovine integrate con prodotti AO, suggerendo minore mobilizzazione dei tessuti adiposi.

[Effects of feeding Aspergillus oryzae fermentation product to transition Holstein cows on performance and health. (Ekin Sucu, Chel Moore, Matthew J. VanBaale, Howard Jensen, Maria V. Sanz-Fernandez, and Lance H.Baumgard)]

Cosa mostra la ricerca sperimentale

  • Aumenti di DMI, efficienza e produzione di latte: diversi studi e revisioni riportano aumenti della produzione di latte, migliore efficienza alimentare e, in alcuni studi, aumento della produzione totale in vacche supplementate con AO.

[Supplementation of Aspergillus oryzae Culture Improved the Feed Dry Matter Digestibility and the Energy Supply of Total Volatile Fatty Acid Concentrations in the Rumen of Hu Sheep]

  • Effetti su metaboliti plasmatici: alcuni lavori mostrano riduzioni (talvolta solo in tendenza) di NEFA plasmatici e minore incidenza di chetosi quando si somministrano prodotti di fermentazione in fase di transizione. I risultati possono variare per popolazione, management e prodotto specifico.

[Effects of feeding Aspergillus oryzae fermentation product to transition Holstein cows on performance and health. (Ekin Sucu, Chel Moore, Matthew J. VanBaale, Howard Jensen, Maria V. Sanz-Fernandez, and Lance H.Baumgard)]

  • Meta-analisi e studi recenti (2024–2025): meta-analisi e articoli del 2024–2025 evidenziano un quadro complessivo favorevole ma anche eterogeneo: effetti positivi sulla fermentazione e alcuni parametri produttivi; la dimensione dell’effetto dipende da prodotto, dose, durata e momento di somministrazione (pre/post parto).

[A meta-analysis of the impact of an Aspergillus oryzae fermentation product on ruminal fermentation and dairy cow performance. (Juan M. Cantet, Rafael A. Palladino, César Ocasio, Fernando Bargo, Ignacio R.Ipharraguerre f)].

Come integrare AO nella strategia di transizione, suggerimenti pratici

     a) Quando iniziare: idealmente nelle ultime 3–4 settimane pre-parto, proseguendo nelle prime 3–6 settimane di lattazione. Alcuni studi e pratiche mostrano benefici iniziando già al dry-off o 2–3 settimane prima del parto.

[Impact of a Saccharomyces cerevisiae Fermentation Product Supplemented from 20 Days Before Dry-Off Through 60 Days of Lactation on the Metabolic Adaptation of Dairy Cows to the Peripartum Phase. (Matteo Mezzetti, Alessandro Maria Zontini, Andrea Minuti, Ilkyu Yoon, Erminio Trevisi)]

       b) Obiettivo formulazione: combinare AO con strategie nutrizionali che limitino ampie fluttuazioni di pH e supportino DMI (fibre di buona qualità, TMR ben bilanciato, buffer se necessario). AO aiuta la digestione della fibra ma non sostituisce una razione corretta.

[Supplementation of Aspergillus oryzaeCulture Improved the Feed Dry Matter Digestibility and the Energy Supply of Total Volatile Fatty Acid Concentrations in the Rumen of Hu Sheep]

      c) Quantità e prodotto: variano a seconda del formulato; Akron consiglia il B-Fusion 8g/10g. E’ importante evitare cambi repentini e introdurre il prodotto gradualmente.

      d) Monitoraggio: controllare DMI, condizione corporea (BCS), NEFA/BHBA su gruppi rappresentativi e tassi di ritenzione placenta/malattie postpartum; registrare produzione di latte e composizione. Questo permette di valutare l’efficacia in azienda.

[Metabolic Stress in the Transition Period of Dairy Cows: Focusing on the Prepartum Period. (Osvaldo Bogado Pascottini, Jo L M R Leroy, Geert Opsomer)]

Limiti, variabilità e considerazioni economiche

  • Eterogeneità degli studi: i risultati non sono sempre omogenei. Dipendono infatti da genotipo, razione di base, gestione, forme/qualità del prodotto AO.
  • Non è una “cura” universale: AO è uno strumento da inserire in un pacchetto integrato (gestione della transizione, ambiente, controllo delle malattie, bilancio energetico).

Conclusione: un ruolo promettente ma da contestualizzare

Le evidenze scientifiche indicano che Aspergillus oryzae e i suoi prodotti di fermentazione possono migliorare la fermentazione ruminale, sostenere DMI, modulare alcuni aspetti infiammatori/metabolici e talvolta aumentare la produzione di latte quando usati correttamente nel periodo di transizione.

Tuttavia, gli effetti dipendono fortemente dal prodotto specifico, dalle condizioni di allevamento e dall’integrazione con il resto della strategia management/nutrizione.

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