Importazioni di animali e prodotti di origine animale dai Paesi terzi: il 2024 tra crescita dei flussi e rafforzamento dei controlli

Il report annuale sui Posti di Controllo Frontalieri e sugli UVAC fotografa l’andamento 2024 dei flussi commerciali, dei controlli veterinari e delle non ammissioni per animali e prodotti di origine animale dai Paesi terzi.

export - import
29 Luglio, 2025

Un anno in aumento: +8,5% di partite dai Paesi terzi

Nel 2024 l’Italia ha importato, attraverso i Posti di Controllo Frontalieri (PCF), 43.554 partite di animali, prodotti di origine animale e mangimi di origine animale da oltre 100 Paesi terzi, con un incremento dell’+8,5% rispetto al 2023.

Questo volume rappresenta circa il 71,7% dell’intero traffico verso l’Italia, mentre il restante 28,3% (pari a 17.176 partite) è transitato attraverso PCF di altri Stati membri prima di giungere nel nostro Paese.

Cosa arriva in Italia: i dati merceologici

Prevalenza dei prodotti della pesca e boom di carni bovine

I prodotti della pesca rappresentano di gran lunga la voce più rilevante: 30.084 partite (69,1%) per oltre 404.789 tonnellate, provenienti principalmente da Ecuador (9,1%), Stati Uniti (8,5%), Marocco (7%) e Tunisia (7%).

Le carni e frattaglie, con 3.170 partite e circa 49.012 tonnellate, sono al terzo posto dopo alimenti per animali (3.198 partite, 45.738 tonnellate) e altri prodotti di origine animale non destinati al consumo umano (1.700 partite, 33.741 tonnellate).
Tra le carni, prevalgono le bovine: 2.893 partite (91,3% del totale carni) e 45.193 tonnellate, seguite dalle carni equine (57 partite, 941 tonnellate) e dalle carni ovine e caprine (19 partite, 282 tonnellate).

 Animali vivi: insetti e pesci ornamentali dominano i flussi

Le 2.180 partite di animali vivi importate nel 2024 sono costituite principalmente da:

  • Insetti e api: 42,89% delle partite (58,3 milioni di esemplari)
  • Pesci ornamentali e invertebrati acquatici: 42,89% (4,4 milioni di esemplari)
  • Altri mammiferi (animali d’affezione): 7,06%
  • Rettili: 3,81%
  • Equidi (cavalli, asini, muli, bardotti): 1,19%

Controlli e non ammissioni: un sistema sotto sorveglianza

Tutte le partite sono state sottoposte a controlli documentali e di identità, mentre 19.801 partite (45,5%) hanno ricevuto anche un controllo fisico e 1.347 partite (6,8%) sono state analizzate in laboratorio.
Particolare attenzione è stata dedicata a:

  • Carni dal Brasile: controlli documentali e fisici al 100% e campionamenti microbiologici sul 20% delle partite (Reg. CE 2073/2005).
  • Prodotti della pesca: campionamenti specifici per la ricerca di ciguatossina (progetto Eurocigua 2) e di metalli pesanti.
  • Carni avicole: piani di monitoraggio per la resistenza antimicrobica (Decisione UE 2020/1729).

Le non ammissioni sono state 124 (0,3% del totale), in calo rispetto al 2023 (0,4%).
Il 62,9% delle partite respinte è stato bloccato per irregolarità documentali, soprattutto nei settori della pesca (28,2%) e delle carni bovine (19,2%).

PCF italiani: i punti di ingresso più attivi

I PCF di Genova porto, Livorno porto, Fiumicino e Malpensa hanno gestito 30.251 partite (69,5% del totale).

  • Genova porto: 12.496 partite (34,7% controlli fisici)
  • Livorno porto: 5.739 partite (37%)
  • Fiumicino aeroporto: 5.553 partite (80,5% controlli fisici)
  • Malpensa aeroporto: 6.463 partite (47,6%)

Flussi intra-UE e verso altri Stati membri

  • 17.176 partite sono arrivate in Italia passando attraverso PCF di altri Stati UE (-0,5% rispetto al 2023).
  • 1.656 partite sono state importate tramite PCF italiani ma destinate ad altri Stati membri (+11,9% rispetto al 2023), con una prevalenza per il PCF di Trieste (587 partite) e Livorno (419 partite).

Conclusioni

Il 2024 conferma il ruolo strategico dei PCF italiani nel garantire la sicurezza sanitaria delle importazioni da Paesi terzi. Flussi in crescita, controlli mirati e tasso di respingimenti stabile testimoniano l’efficacia di un sistema che coniuga apertura commerciale e rigore sanitario.

Consulta qui il report integrale.

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