Incrementare gli omega-3 nel latte ovino attraverso la supplementazione di microalghe

Uno studio condotto su pecore in lattazione mostra che la combinazione di Schizochytrium spp. e Nannochloropsis gaditana può aumentare DHA ed EPA nel latte senza compromettere le performance produttive

9 Ottobre, 2026

L’interesse per lo sviluppo di strategie capaci di incrementare il contenuto di acidi grassi polinsaturi (PUFA) negli alimenti è in costante crescita, soprattutto per i potenziali effetti positivi degli omega-3 sulla salute umana.

Anche nel settore lattiero-caseario l’argomento suscita grande attenzione, sebbene i prodotti funzionali arricchiti in omega-3 rappresentino ancora una quota limitata della produzione complessiva.

Tra le strategie impiegate per aumentare il contenuto di omega-3 nel latte e nei formaggi, l’utilizzo delle microalghe appare particolarmente promettente. Questi organismi rappresentano infatti una fonte rinnovabile e sostenibile di composti bioattivi, tra cui acidi grassi omega-3 a lunga catena e sostanze dotate di attività antiossidante.

Schizochytrium spp. come fonte di DHA

Schizochytrium spp. è una microalga particolarmente ricca di acido docosaesaenoico (DHA; 22:6 n-3). La sua inclusione nella dieta dei ruminanti si è dimostrata efficace nell’aumentare la quota di omega-3 trasferita nel latte.

L’applicazione a livello aziendale presenta tuttavia alcune limitazioni. La prima riguarda la possibile riduzione della produzione di grasso del latte, nota come Milk Fat Depression (MFD).

Un’elevata inclusione di PUFA può alterare le popolazioni microbiche ruminali e influenzare i processi di bioidrogenazione. Queste modificazioni possono favorire l’accumulo di intermedi, come il trans-10, cis-12 C18:2 e il trans-10 C18:1, capaci di inibire la sintesi del grasso nella mammella.

La gravità della MFD dipende da numerosi fattori, tra cui il livello e la tipologia dei PUFA somministrati, la specie animale e le caratteristiche complessive della razione.

Il rischio di ossidazione

Un’altra limitazione associata all’impiego di fonti di PUFA nella dieta è rappresentata dalla loro elevata suscettibilità all’ossidazione, che può determinare la formazione di specie reattive dell’ossigeno (ROS) e di metaboliti ossidativi.

In precedenti studi condotti su capre e pecore, dosi giornaliere elevate di Schizochytrium spp., superiori a 30-40 grammi per capo, hanno determinato depressione del grasso del latte, stress ossidativo negli animali e una minore stabilità ossidativa del prodotto.

Ridurre la quantità giornaliera di PUFA, d’altra parte, significherebbe limitarne il trasferimento dalla dieta al latte, rendendo più difficile raggiungere le concentrazioni necessarie per utilizzare il claim nutrizionale “fonte di omega-3”.

Secondo quanto previsto dalla normativa europea, tale indicazione può essere utilizzata quando il prodotto contiene almeno 40 mg di EPA e DHA complessivi per 100 grammi e per 100 kcal.

Una possibile strategia per superare queste limitazioni potrebbe quindi consistere nell’associare una microalga ricca di omega-3 a un’altra in grado di apportare sostanze antiossidanti.

Lo studio condotto su 32 pecore in lattazione

Partendo da queste considerazioni, un gruppo di ricerca del Dipartimento di Scienze Animali dell’Università Agraria di Atene, in collaborazione con la sezione di Scienze Zootecniche del Dipartimento di Agraria dell’Università degli Studi di Sassari, ha valutato gli effetti della supplementazione alimentare con Schizochytrium spp., impiegata da sola o in combinazione con Nannochloropsis gaditana.

Lo studio ha analizzato gli effetti sulla produzione e sulla composizione del latte, sul profilo degli acidi grassi, sulla stabilità ossidativa del prodotto e sullo stato ossidativo degli animali in lattazione (Mavrommatis et al., 2026).

La sperimentazione è stata condotta su 32 pecore da latte, ottenute dall’incrocio tra Lacaune e una razza locale greca, a inizio lattazione, mediamente a 50 ± 5 giorni dal parto.

Gli animali sono stati suddivisi in quattro gruppi sperimentali:

  • un gruppo di controllo, senza supplementazione;
  • un gruppo supplementato con 30 grammi per capo al giorno di Schizochytrium spp.;
  • un gruppo supplementato con 30 grammi per capo al giorno di una miscela composta da 21 grammi di Schizochytrium spp. e 9 grammi di Nannochloropsis gaditana;
  • un gruppo supplementato con 40 grammi per capo al giorno della stessa miscela, costituita da 28 grammi di Schizochytrium spp. e 12 grammi di Nannochloropsis gaditana.

Tutti i gruppi hanno ricevuto la stessa razione di base, composta da fieno di medica e concentrato in rapporto 50:50.

Nessun effetto negativo sulle performance produttive

I risultati hanno mostrato che la supplementazione con Schizochytrium spp., somministrata da sola o in combinazione con Nannochloropsis gaditana, non ha determinato variazioni significative nell’ingestione alimentare e nella produzione di latte.

Non sono stati osservati effetti neppure sulla composizione chimica del latte, in particolare sul contenuto di grasso, proteine e lattosio. Alle dosi sperimentate, dunque, la supplementazione non ha provocato una riduzione significativa del grasso del latte.

Più DHA ed EPA nel latte

Come atteso, la supplementazione ha invece modificato sensibilmente il profilo degli acidi grassi del latte, determinando un incremento dei PUFA n-3 a lunga catena.

I trattamenti combinati hanno aumentato la concentrazione degli acidi grassi caratteristici delle due microalghe: il DHA apportato da Schizochytrium spp. e l’acido eicosapentaenoico (EPA; 20:5 n-3) fornito da Nannochloropsis gaditana.

Il risultato indica che l’impiego della miscela può migliorare in maniera complementare il profilo nutrizionale del grasso del latte, aumentando contemporaneamente due importanti acidi grassi omega-3 a lunga catena.

Gli effetti sullo stato ossidativo

Per quanto riguarda lo stato ossidativo degli animali, gli autori hanno osservato che la supplementazione combinata delle due microalghe ha migliorato sensibilmente le difese enzimatiche antiossidanti misurate nel sangue, contribuendo a mitigare la risposta ossidativa associata all’elevata suscettibilità dei PUFA all’ossidazione.

Nel latte, la risposta è risultata più complessa. Da una parte, la supplementazione ha ridotto la capacità antiossidante misurata mediante ABTS e l’attività della glutatione perossidasi; dall’altra, non ha determinato incrementi rilevanti nei biomarcatori dell’ossidazione lipidica.

Sono tuttavia emerse differenze tra i gruppi supplementati. In particolare, gli animali che ricevevano la dose più elevata della miscela, pari a 40 grammi al giorno, hanno mostrato valori dei biomarcatori ossidativi superiori rispetto agli altri gruppi.

Secondo gli autori, i composti antiossidanti esogeni presenti nella miscela potrebbero essere stati sufficienti, alla dose di 30 grammi al giorno, per proteggere i lipidi del latte. Alla dose di 40 grammi, invece, l’aumento dei PUFA potrebbe aver generato una quantità di perossidi superiore alla capacità di neutralizzazione dei sistemi antiossidanti.

La dose resta un elemento decisivo

Nel complesso, i risultati supportano l’impiego delle microalghe come strategia alimentare per produrre latte ovino arricchito in omega-3, senza compromettere l’ingestione, la produzione e la composizione chimica del latte.

Lo studio evidenzia però la necessità di ottimizzare attentamente la dose e la composizione della miscela. L’obiettivo è massimizzare il trasferimento nel latte di acidi grassi benefici, come DHA ed EPA, evitando al tempo stesso effetti sfavorevoli sulla stabilità ossidativa del prodotto.

La presente nota è una sintesi dell’articolo scientifico: Mavrommatis A., Correddu F., Kyriakaki P., Satolias F.F., Nudda A., Tsiplakou E. (2026). “Effects of dietary Schizochytrium spp. alone or combined with Nannochloropsis gaditana on milk fatty acid profile and oxidative status in lactating ewes”. Journal of Animal Science, Volume 104, skag256. https://doi.org/10.1093/jas/skag256.

Autore

Gruppo editoriale ASPA – Giuseppe Conte, Alberto Stanislao Atzori, Fabio Correddu, Luca Cattaneo, Gabriele Rocchetti, Antonio Natalello, Sara Pegolo, Aristide Maggiolino, Antonella Della Malva, Giulia Gislon, Manuel Scerra.

Da leggere - Settembre 2026

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