Indice dei prezzi FAO in lieve calo a giugno 2026: pesano cereali, zucchero e lattiero-caseari
Le flessioni di grano, mais e derivati del latte compensano gli aumenti di carne e oli vegetali, determinando una lieve contrazione dell'indice mondiale dei prezzi alimentari

A giugno 2026 l’Indice dei Prezzi FAO si è attestato in media a 130,3 punti, in calo di 0,4 punti (0,3%) rispetto al livello di maggio. Gli aumenti registrati degli indici dei prezzi degli oli vegetali e della carne sono stati, infatti, compensati dai cali di zucchero, cereali e prodotti lattiero-caseari. Vediamo di seguito il dettaglio per categoria merceologica.
L’ indice FAO dei prezzi dei cereali è diminuito del 3,5% rispetto a maggio, a causa del calo dei prezzi internazionali del mais e del grano, ma è rimasto superiore del 2,7% rispetto a un anno fa. Le quotazioni globali del grano sono calate del 4,4%, poiché il rapido avanzamento del raccolto e le solide prospettive di offerta nella regione del Mar Nero hanno compensato le preoccupazioni sulle prospettive dei raccolti in Australia e negli Stati Uniti. Anche i prezzi mondiali del mais sono diminuiti del 6,2%, riflettendo le prospettive di ampie forniture nei paesi esportatori del Sud America, unitamente al calo dei prezzi del petrolio greggio che ha pesato sulla domanda di biocarburanti. Tra gli altri cereali secondari, i prezzi internazionali dell’orzo e del sorgo sono diminuiti rispettivamente del 3,4% e del 7,7%, sostenuti da migliori prospettive di produzione e da effetti a catena derivanti dalla debolezza dei mercati del mais e del grano, che hanno ridotto la competitività del sorgo e dell’orzo come cereali da foraggio.
L’ indice FAO dei prezzi della carne ha registrato una media di 131,0 punti a giugno, in aumento di 0,5 punti (0,4%) rispetto a maggio e di 5,0 punti (4,0%) rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, raggiungendo un nuovo massimo storico. L’aumento è stato determinato principalmente dall’incremento dei prezzi internazionali della carne avicola e, in misura minore, da quotazioni più elevate della carne ovina, mentre i prezzi della carne bovina sono diminuiti leggermente. Questa lieve riduzione è dovuta, principalmente, a quotazioni più basse provenienti dall’Australia, in un contesto di aspettative di maggiore disponibilità per l’esportazione nel terzo trimestre, mentre i prezzi di esportazione in Brasile sono rimasti sostanzialmente stabili poiché le quote di importazione introdotte dalla Cina si stanno avvicinando al pieno utilizzo, determinando un graduale rallentamento degli acquisti.
L’ indice FAO dei prezzi dei prodotti lattiero-caseari è calato, invece, di 1,7 punti (1,5%) rispetto a maggio e di 38,1 punti (24,5%) al di sotto del livello di giugno 2025, attestandosi in media a 117,4. I prezzi sono diminuiti per tutti i prodotti lattiero-caseari, sebbene le condizioni di mercato sottostanti abbiano continuato a divergere a seconda del prodotto. I prezzi del latte scremato in polvere (SMP) sono calati leggermente, dopo i cinque mesi consecutivi di aumenti, poiché la ripresa della produzione nell’Unione Europea e la maggiore disponibilità negli Stati Uniti d’America hanno coinciso con un rallentamento della domanda. Ciononostante, il latte scremato in polvere è rimasto l’unico prodotto lattiero-caseario scambiato ben al di sopra del livello di giugno 2025. Al contrario, i prezzi del latte intero in polvere sono diminuiti poiché la debole domanda di importazioni dalla Cina ha continuato a superare gli acquisti consistenti dal Sud-Est asiatico e dal Vicino Oriente, nonostante la contrazione stagionale della produzione di latte in Oceania. Anche i prezzi del burro e del formaggio sono diminuiti, a causa del miglioramento della disponibilità di latte e dell’aumento della produzione di burro e formaggio nell’Unione Europea e negli Stati Uniti d’America, che ha favorito una maggiore disponibilità per l’esportazione e intensificato la concorrenza sui mercati internazionali. I prezzi del burro sono rimasti sotto pressione a causa dell’aumento dell’offerta di grassi del latte, mentre i prezzi del formaggio hanno esteso il loro trend al ribasso per l’undicesimo mese consecutivo, poiché l’offerta per l’esportazione ha continuato a superare la domanda globale di importazioni.
Fonte: FAO – Food and Agriculture Organizzation of the United Nation



















































































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