Investimenti PAC 2023-2027, AGEA definisce i controlli in loco ed ex post
Adottato il nuovo manuale operativo per le verifiche sugli interventi FEASR non SIGC. I controlli in loco interesseranno almeno il 5% della spesa, mentre quelli successivi al saldo almeno l’1%. Sotto esame realizzazione e funzionalità degli investimenti, spese, destinazione d’uso, doppio finanziamento e rispetto degli impegni. In alcuni casi le verifiche potranno essere effettuate anche attraverso fotografie georeferenziate e video

AGEA definisce le procedure per i controlli in loco ed ex post sugli interventi a investimento del Piano Strategico della PAC 2023-2027. Con le Istruzioni operative n. 77/2026, l’Organismo pagatore ha infatti adottato il manuale destinato a disciplinare le verifiche sulle domande di pagamento degli interventi FEASR che non rientrano nel Sistema Integrato di Gestione e Controllo (SIGC).
La disciplina interessa un ventaglio molto ampio di misure e può riguardare direttamente anche le aziende zootecniche. Nell’ambito di applicazione figurano, tra gli altri, gli interventi SRD01 per gli investimenti produttivi destinati alla competitività delle aziende agricole, SRD02 per ambiente, clima e benessere animale e SRD13 per la trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli, oltre agli interventi per giovani agricoltori, cooperazione, formazione e consulenza.
Le procedure AGEA devono comunque essere applicate insieme ai Complementi regionali per lo sviluppo rurale, ai singoli bandi e alle rispettive disposizioni attuative: eventuali obblighi, criteri o regole specifiche stabiliti dalle Regioni continuano quindi a integrare quanto previsto dal manuale nazionale.
Almeno il 5% della spesa sottoposto a controlli in loco
Il sistema prevede innanzitutto controlli amministrativi sul 100% delle domande di pagamento, comprese quelle relative ad anticipi, SAL e saldo. A questi si aggiungono i controlli in loco su un campione di domande, normalmente prima della liquidazione del saldo finale, e i successivi controlli ex post sugli investimenti materiali.
Per i controlli in loco il campione deve rappresentare almeno il 5% della spesa FEASR dichiarata annualmente per gli interventi interessati. La selezione tiene conto di diversi fattori di rischio, tra cui dimensione dell’azienda, conformità alle disposizioni, caratteristiche dell’intervento ed eventuali elementi emersi da precedenti verifiche. Una quota del campione viene comunque individuata casualmente.
Le domande relative al solo anticipo, salvo specifiche eccezioni, non vengono selezionate per il controllo in loco; la priorità è attribuita alle domande di saldo e, in subordine, a quelle di acconto. Le pratiche estratte diventano liquidabili soltanto dopo l’inserimento nel sistema degli esiti del controllo.
Il beneficiario riceve normalmente un preavviso non superiore a 14 giorni, con data, ora e modalità del sopralluogo. Il controllo deve essere concluso, in linea generale, entro 60 giorni dalla comunicazione delle domande selezionate alla struttura competente, salvo sospensioni o proroghe motivate.
Cosa viene verificato in azienda
L’obiettivo del sopralluogo è accertare che l’intervento sia stato effettivamente realizzato e corrisponda al progetto finanziato e alle spese rendicontate. Per gli investimenti materiali vengono verificati, tra gli altri elementi, esistenza fisica e localizzazione dei beni, marca, modello e matricola di macchine e attrezzature, stato d’uso, titoli autorizzativi, collaudi e conformità alle norme di sicurezza.
L’esame comprende anche la documentazione amministrativa e contabile: fatture e pagamenti, corrispondenza con i fornitori e i preventivi approvati, tracciabilità delle spese, registrazioni contabili e rispetto dei termini stabiliti dal bando. Vengono inoltre controllati destinazione d’uso e funzionalità dell’investimento, mantenimento degli impegni, eventuale cumulo con altre agevolazioni e rischio di doppio finanziamento.
Un’attenzione specifica è riservata anche alle cosiddette “condizioni artificiose”, cioè situazioni create allo scopo di ottenere indebitamente il sostegno o aggirare i requisiti previsti. Tra gli elementi che possono essere approfonditi figurano rapporti economici, giuridici o parentali tra beneficiari dello stesso bando, utilizzo di strutture comuni e possibile suddivisione artificiosa di un investimento in più progetti. La check-list AGEA allegata al manuale prevede espressamente verifiche su localizzazione aziendale, legami parentali ed economici, imprese collegate e massimali d’investimento.
Foto e video possono sostituire il sopralluogo in alcuni casi
Il manuale introduce anche un ricorso strutturato ai metodi di controllo equivalenti. Per progetti fino a 25.000 euro, investimenti esclusivamente immateriali e investimenti relativi a macchine o attrezzature mobili e fisse, il sopralluogo fisico può essere sostituito, nei casi previsti, da prove documentali, fotografie georeferenziate, video o altre evidenze affidabili.
Per macchine e attrezzature, ad esempio, le immagini devono permettere di riconoscere marca, modello, targa o matricola; per costruzioni, ampliamenti e ammodernamenti devono documentare sia l’insieme dell’opera sia i particolari realizzati. Le fotografie trasmesse devono conservare i metadati relativi a coordinate geografiche, data e ora e devono essere accompagnate da una dichiarazione sulla loro conformità e veridicità.
I controlli continuano anche dopo il saldo
Particolarmente rilevanti per le imprese sono infine i controlli ex post, effettuati dopo il pagamento del saldo per verificare che l’investimento rimanga conforme agli impegni assunti. Ogni anno devono interessare almeno l’1% della spesa FEASR relativa alle operazioni che si trovano nel periodo di vincolo.
AGEA specifica che deve essere verificato che l’investimento non abbia subito modifiche sostanziali nella destinazione d’uso, nella funzionalità o nella continuità di utilizzo e che non sia stato trasferito presso un’altra azienda. Il manuale indica un periodo di 10 anni per opere o impianti fissi e 5 anni per le dotazioni, salvo il diverso periodo eventualmente previsto dal bando e dalle disposizioni attuative.
Anche in questa fase viene verificata l’eventuale presenza di un doppio finanziamento. Se l’inosservanza riguarda soltanto una parte dell’investimento e non compromette l’intervento nel suo complesso, il recupero può essere limitato alla quota interessata dall’infrazione, con restituzione delle somme percepite e degli eventuali interessi.
In presenza di spese non ammissibili o mancato rispetto degli impegni possono invece scattare riduzioni, esclusioni, revoca parziale o totale del sostegno e recupero delle somme già liquidate. Il beneficiario mantiene comunque la possibilità di presentare osservazioni e documentazione nell’ambito del contraddittorio previsto dalla procedura.
















































































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