La dermatite nodulare contagiosa (LSD) arriva in Lombardia
Tre focolai confermati in meno di una settimana tra Sardegna e Lombardia: attivate zone di restrizione, stop alle movimentazioni, sorveglianza rafforzata e prime ipotesi di vaccinazione. Il Ministero della Salute richiama l’attenzione degli allevatori e coinvolge il team EUVET per fronteggiare l’emergenza.

La Lumpy Skin Disease (LSD) corre più veloce del previsto. A cinque giorni dalla prima diagnosi nell’allevamento di Orani (Nuoro), il Bollettino epidemiologico nazionale veterinario (BENV) segnala oggi due nuove conferme: un secondo focolaio nel comune sardo di Orotelli, a dieci chilometri da quello originario, e il primo episodio peninsulare a Porto Mantovano (Mantova). Il totale sale così a tre focolai ufficiali sul territorio nazionale.


Le misure in vigore
La Direzione Generale della Sanità Animale (DGSA), con nota del 24 giugno, ha imposto un blocco di dieci giorni per ogni movimentazione in uscita di bovini, ovicaprini conviventi, latte crudo, colostro, ovociti, embrioni e pelli da tutta la Sardegna. All’interno dell’isola gli spostamenti da zone libere rimangono possibile solo previa visita clinica; dalle zone di restrizione servono inoltre trattamento insettorepellente e PCR negativa su tutti i capi coinvolti. Le macellazioni restano consentite entro 24 ore dall’arrivo al mattatoio.
Per il focolaio lombardo, le autorità regionali seguono il medesimo protocollo di quarantena immediata, rintraccio dei movimenti e instaurazione di una zona di protezione di 20 km e di sorveglianza a 50 km.
Come è arrivato il virus?
L’indagine epidemiologica ipotizza l’introduzione del patogeno tramite insetti ematofagi portati dai venti dall’Africa settentrionale, ma non si escludono altre vie: sotto la lente ci sono le movimentazioni di animali fra Sardegna, Mantova e Cremona avvenute nelle ultime settimane.
Prossime mosse: EUVET in campo e ipotesi vaccino
Il Ministero della Salute ha richiesto il supporto del Veterinary Emergency Team dell’Unione Europea(EUVET), atteso in Italia nei prossimi giorni per valutare l’efficacia delle misure adottate e per consigliare ulteriori azioni di contenimento. Sul tavolo c’è anche la possibilità di vaccinare in emergenza i bovini nelle aree a maggior rischio.
Perché la LSD preoccupa
- Categoria A UE: si tratta di una malattia che normalmente non circola nell’Unione; alla prima comparsa vanno attivate misure di eradicazione immediate.
- Impatto economico: febbre, lesioni cutanee e calo produttivo si traducono in perdite dirette per l’allevatore, mentre le restrizioni sanitarie bloccano i flussi commerciali.
- Sicurezza alimentare: il virus non si trasmette all’uomo, ma danneggia la filiera lattiero-casearia e della carne.
- Trasmissione: il vettore principale sono mosche, zanzare e zecche; il rischio aumenta con temperature miti e ristagni d’acqua.
Cosa possono fare gli allevatori
- Stringere la biosicurezza: limitare l’accesso ai visitatori, disinfettare mezzi e attrezzature, isolare ogni nuovo capo in entrata.
- Controllo clinico quotidiano: febbre, noduli cutanei (testa, collo, tronco, mammella e arti), lacrimazione, scolo nasale e zoppia vanno segnalati subito ai Servizi Veterinari.
- Gestire i vettori: trattamenti insetticidi sulle stalle, rimozione dei ristagni, uso di repellenti sugli animali.
- Registrare ogni movimento: l’anagrafe bovina deve essere aggiornata in tempo reale.
L’arrivo della LSD in continente non è un fulmine a ciel sereno, ma una conferma di quanto fosse fragile il “cordone sanitario” costruito in questi anni grazie alla sorveglianza entomologica nel Sud-Est Europa. Il vero banco di prova sarà l’estate. il caldo e la proliferazione degli insetti potrebbero fare da moltiplicatore.
In attesa dei prossimi aggiornamenti
Il Ministero ha promesso di rivedere le restrizioni tra dieci giorni, alla luce dei dati entomologici e dei risultati dei tamponi di conferma. Nel frattempo, Ruminantia seguirà ogni sviluppo c – dal fronte sardo a quello lombardo – per dare voce a tecnici, allevatori e cittadini.
Di seguito il manuale completo per la gestione della malattia, a cura del Ministero della Salute: Manuale Operativo: Lumpy Skin Disease (LSD)
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