La stabulazione in coppia migliora le prestazioni e l’attività dei vitelli da latte, con influenze stagionali

La stabulazione in coppia dei vitelli favorisce la crescita, l’assunzione di mangime e l’attività, migliora lo stato affettivo e riduce la febbre nella stagione fredda, con benefici modulati dal clima

20 Gennaio, 2026

IN BREVE
I vitelli allevati con stabulazione in coppia hanno mostrato migliori prestazioni di crescita e maggiore attività rispetto a quelli in stabulazione individuale, con effetti stagionali in un clima subtropicale umido. I vitelli in coppia hanno consumato più mangime starter e raggiunto un peso corporeo maggiore prima, durante e dopo lo svezzamento, mantenendo il vantaggio anche una settimana dopo. Nella stagione fresca la febbre è stata meno frequente e alcuni benefici di crescita sono risultati più evidenti, mentre lo stress da caldo ha attenuato gli effetti positivi. Inoltre, i vitelli in coppia hanno trascorso più tempo in piedi, segno di migliore benessere.

Introduzione

Nonostante la stabulazione individuale dei vitelli da latte sia ancora ampiamente diffusa nelle prime settimane di vita, le crescenti istanze legate al benessere animale stanno favorendo l’adozione di sistemi di stabulazione sociale pre-svezzamento. Il contatto sociale fin dalla nascita promuove l’espressione di comportamenti naturali, riduce la paura verso ambienti e oggetti nuovi e contribuisce a migliorare lo stato affettivo e la risposta allo stress dei vitelli. In alcuni Paesi, come il Canada, diventerà presto un requisito normativo, mentre in altri contesti rimane una scelta volontaria, talvolta percepita dagli allevatori come incerta in termini di salute e performance.

Tra le diverse modalità di stabulazione sociale, l’allevamento in coppia rappresenta una soluzione pratica, che consente il contatto tra pari senza modifiche strutturali rilevanti e senza effetti negativi documentati sulla salute. Numerosi studi indicano benefici sulle prestazioni, in particolare su accettazione del mangime solido, frequenza dei pasti, ingestione totale e crescita, soprattutto nella fase di svezzamento. Tuttavia, tali effetti non sono sempre consistenti e sembrano modulati da fattori gestionali come età, livello di alimentazione lattea ed eventuale arricchimento ambientale.

Un ulteriore elemento chiave è rappresentato dalle condizioni ambientali. Temperature al di fuori della zona termoneutrale aumentano il dispendio energetico e possono compromettere salute e crescita. In condizioni fredde, il contatto sociale può favorire la termoregolazione e ridurre le perdite di calore; al contrario, in condizioni di caldo, la vicinanza sociale potrebbe attenuare o amplificare gli effetti negativi dello stress termico, influenzando ingestione e comportamento.

Uno studio pubblicato a ottobre 2025 su Journal of Dairy Science ha valutato proprio questi ultimi aspetti. In particolare gli autori hanno analizzato come la stabulazione in coppia, rispetto a quella individuale, influenzi prestazioni e attività dei vitelli in funzione della stagione, ipotizzando benefici più evidenti nei periodi freschi e risultati meno prevedibili in condizioni di caldo.

Materiali e metodi

Gestione degli animali e progettazione sperimentale

Lo studio ha coinvolto 150 vitelle Holstein sane, arruolate alla nascita presso la University of Florida Dairy Research Unit. Tutti gli animali hanno ricevuto una corretta quantità di colostro, con un elevato tasso di trasferimento dell’immunità passiva, garantendo condizioni iniziali omogenee. Entro le prime 72 ore di vita, le vitelle sono state assegnate a stabulazione individuale o a stabulazione in coppia, accoppiando soggetti di età e peso simili per ridurre la variabilità intra-box. I recinti, collocati sotto una struttura aperta lateralmente con ventilazione e ombreggiamento, permettevano il contatto visivo tra gli animali suddivisi nei due gruppi ma non quello fisico. I vitelli sono stati allevati in condizioni subtropicali umide durante tutto l’anno, con distinzione tra stagione fresca e calda in base alla data di nascita.

Figura 1 –  Variazione del THI nel corso dell’anno nelle condizioni subtropicali umide dell’esperimento. La linea continua indica la temperatura media mensile, con la zona ombreggiata che indica l’intervallo tra le minime e le massime giornaliere medie, e la linea tratteggiata indica il THI medio mensile. I vitelli sono stati classificati in base alla stagione di nascita, all’interno della stagione fredda (da metà ottobre a metà aprile) o della stagione calda (da metà aprile a metà ottobre). I dati climatici sono stati ottenuti da una stazione meteorologica regionale (Gainesville Regional Airport, Gainesville, FL; a 23 km dal lato dello studio) con il THI calcolato secondo Dikmen e altri (2008).

La figura illustra l’andamento annuale dell’indice temperatura-umidità (THI), evidenziando l’esposizione dei vitelli a condizioni termiche temperate nella stagione fresca e a stress da caldo persistente nella stagione calda.

Dal punto di vista alimentare, tutti i vitelli hanno ricevuto latte artificiale ad alto tenore proteico e mangime starter commerciale ad libitum, con svezzamento graduale a partire dalla settima settimana. Dopo lo svezzamento, gli animali sono stati trasferiti in piccoli gruppi misti. La raccolta dei dati si è conclusa alla nona settimana di età, consentendo una valutazione completa degli effetti della stabulazione e della stagione sulle prestazioni e sull’attività dei vitelli.

Raccolta dati e calcoli

La valutazione della salute dei vitelli è stata condotta 5 giorni a settimana, misurando la temperatura corporea rettale e monitorando la presenza di diarrea tramite osservazioni visive standardizzate a livello di recinto. Per l’analisi, sono stati considerati l’momento di insorgenza e la durata del primo episodio di diarrea, oltre alla comparsa di eventuali episodi successivi. Eventuali trattamenti con elettroliti sono stati effettuati secondo protocollo aziendale, sebbene non quantificati sperimentalmente.

L’assunzione di latte è stata monitorata nelle prime settimane di vita, registrando il volume consumato o la frequenza dei rifiuti, mentre l’assunzione di mangime starter è stata misurata regolarmente a livello di recinto e corretta per l’ingestione di sostanza secca. Le misurazioni hanno coperto sia il periodo pre-svezzamento sia la fase di svezzamento.

La crescita è stata valutata tramite pesate seriali dalla nascita alla settimana successiva allo svezzamento, consentendo il calcolo dell’incremento ponderale medio giornaliero nei diversi periodi. Infine, l’attività è stata analizzata mediante accelerometri applicati agli arti posteriori, permettendo di quantificare il tempo trascorso in piedi e di descriverne l’andamento giornaliero e settimanale in relazione alla stabulazione e alla fase di allevamento.

Analisi statistiche

La dimensione del campione ha permesso di garantire un’adeguata potenza statistica (80%) per individuare effetti medi–elevati, soprattutto nelle diverse stagioni.

I dati sono stati analizzati mediante modelli misti per variabili continue, binarie e di conteggio. Le variabili sanitarie, produttive e comportamentali sono state analizzate con strutture di covarianza appropriate e con l’inclusione di covariate rilevanti (peso alla nascita, età, STP).

Risultati

Salute

La percentuale di vitelli con febbre (≥39,4 °C) è stata influenzata da un’interazione tra tipologia di stabulazione e stagione (Tabella 1). Nella stagione calda, quando complessivamente un numero maggiore di vitelli ha presentato febbre, non è emerso alcun effetto del tipo di stabulazione. Al contrario, nella stagione fredda, un numero inferiore di vitelli allevati in stabulazione in coppia ha manifestato febbre rispetto a quelli in stabulazione individuale.

In tutti i recinti è stata segnalata presenza di diarrea in almeno un giorno di osservazione e l’età di insorgenza e la durata del primo episodio non sono state influenzate dal tipo di stabulazione (Tabella 1). Tuttavia, il primo episodio di diarrea si è verificato a un’età più precoce ed è persistito per un numero maggiore di giorni nei recinti di vitelli nati nella stagione calda. Solo l’11% dei recinti ha presentato un secondo episodio di diarrea, senza effetti del tipo di stabulazione (P = 0,53) né della stagione (P = 0,59).

Tabella 1 – Effetti del trattamento di allevamento dei vitelli (T), con vitelli allevati individualmente (IH) o in coppia (PH), in stagioni diverse (S; fresco e caldo) sui risultati di salute durante il periodo pre-svezzamento e svezzamento.* Indica un effetto significativo del trattamento di stabulazione durante la stagione ( P < 0,05).

Assunzione di latte

Durante la prima settimana di vita, l’assunzione di latte non è stata influenzata dal tipo di stabulazione (P = 0,82) ma è stata complessivamente maggiore per i vitelli nati nella stagione fredda rispetto a quelli nati nella stagione calda (3,1 L/pasto vs. 2,9 L/pasto; SE = 0,09; P = 0,048).

Durante la seconda settimana di vita, la frequenza dei pasti con rifiuto del latte è stata marginalmente inferiore nei vitelli in coppia (1,3 pasti vs. 1,8 pasti, su 5 poppate osservate; SE = 0,23; P = 0,06) e nei vitelli nati durante la stagione fredda (1,3 pasti vs. 1,9 pasti; SE = 0,21; P = 0,05), senza interazione tra tipo di stabulazione e stagione (P = 0,57). Nella terza settimana, i rifiuti del latte erano poco frequenti (0,2 pasti/settimana; SE = 0,09) senza alcun effetto della stabulazione o della stagione.

Assunzione di mangime starter

Durante il periodo pre-svezzamento, l’assunzione di mangime starter (vedi Tabella 2) è stata influenzata da un’interazione tra tipo di stabulazione e settimana. Come mostrato nella Figura 2, gli effetti della stabulazione sono diventati evidenti più tardi nel periodo pre-svezzamento, con i vitelli in coppia che hanno consumato più starter rispetto ai vitelli singoli durante la settimana 5 (P = 0,030) e la settimana 6 (P < 0,001). L’assunzione di mangime starter pre-svezzamento non è stata influenzata dalla stagione né dall’interazione tra tipo di stabulazione e stagione.

Durante il periodo di svezzamento, l’assunzione di starter è stata influenzata dall’interazione tra stabulazione e stagione (vedi Tabella 2 e Figura 2). I vitelli in coppia hanno infatti consumato significativamente più starter rispetto ai vitelli singoli nella stagione fredda (P < 0,001), mentre nella stagione calda le differenze tra i gruppi non erano significative (P = 0,28).

I dati relativi alla crescita (peso corporeo e ADG) e al tempo di permanenza in piedi sono riportati nella stessa tabella, mostrando un effetto consistente della stabulazione in coppia sui parametri di performance e attività, soprattutto nelle settimane avanzate di pre-svezzamento e svezzamento.

Tabella 2 – Effetti del trattamento di stabulazione (T), con vitelli allevati individualmente (IH) o in coppia (PH) e stagione di nascita (S; fresca e calda) sulla crescita media a livello di recinto, sull’assunzione di cibo iniziale e sull’attività. * Indica un trattamento di stabulazione significativo all’interno della stagione ( P < 0,05).

 

Figura 2 – Assunzione di mangime starter a livello di recinto durante il periodo pre-svezzamento (settimane 3-6) e il periodo di svezzamento (settimane 7 e 8) per vitelli alloggiati in coppia (PH; linee tratteggiate scure; n = 50 recinti/trattamento) e vitelli alloggiati individualmente (IH; linee continue chiare; n = 50 recinti/trattamento), nati nella stagione fredda (blu) o nella stagione calda (rosso). *Indica differenze significative ( P < 0,05) tra vitelli PH e IH entro la settimana, con sfumature di colore che indicano differenze significative all’interno della stagione e della settimana.

Crescita

La crescita (Tabella 2) è stata influenzata dal tipo di stabulazione. I vitelli in coppia presentavano costantemente un aumento dell’accrescimento medio giornaliero (ADG) e un peso corporeo (BW) maggiori entro la fine dello svezzamento, senza alcun effetto della stagione.
L’ADG post-svezzamento era soggetto a un’interazione marginale tra tipologia di stabulazione e stagione, con i vitelli in coppia che presentavano un aumento dell’ADG maggiore rispetto ai vitelli singoli durante la stagione fredda e nessun effetto del trattamento per i vitelli nati nella stagione calda. Nel complesso, il peso corporeo maggiore per i vitelli in coppia è rimasto evidente dopo lo svezzamento alla settimana 9 di età, senza alcun effetto significativo della stagione.

Attività

Durante il periodo pre-svezzamento, i vitelli allevati in coppia (PH) hanno trascorso più tempo in piedi rispetto ai vitelli allevati individualmente (IH) (Tabella 2). Durante lo svezzamento, il tempo in piedi è stato maggiore nei vitelli PH e nei vitelli nati nella stagione calda.

I modelli orari del tempo in piedi (Figura 3) hanno mostrato effetti significativi del tipo di stabulazione e della stagione, con interazioni tra stabulazione, stagione e ora in alcune settimane. Le differenze erano più evidenti nel tardo pomeriggio e nelle ore serali successive all’allattamento pomeridiano. Nei vitelli PH, il tempo in piedi maggiore rispetto agli IH si è manifestato prima nella stagione fredda e più tardi nella stagione calda. Durante lo svezzamento, i vitelli PH hanno mantenuto un tempo in piedi maggiore soprattutto nelle ore serali, con un effetto aggiuntivo della stagione calda nelle ore diurne.

Figura 3 – Tempo di riposo orario (min/h) per il periodo pre-svezzamento (settimane 4 e 6) e svezzamento (settimana 8), media settimanale, per vitelli alloggiati in coppia (PH; linee tratteggiate scure) e vitelli alloggiati individualmente (IH; linee continue chiare), nati nella stagione fredda (blu) o nella stagione calda (rosso). Le aree ombreggiate in grigio indicano gli orari di consegna del latte. *Indica differenze significative ( P < 0,05) nel trattamento all’interno dell’ora del giorno, con sfumature di colore che indicano differenze significative all’interno della stagione e dell’ora.

Conclusioni

I vitelli stabulati in coppia  hanno mostrato un aumento dell’accrescimento giornaliero medio (ADG) e un peso corporeo maggiore (BW) rispetto ai vitelli allevati individualmente, con benefici più evidenti nella stagione fredda.

Per quanto riguarda la salute, i vitelli in coppia erano meno soggetti a febbre nella stagione fredda, mentre nella stagione calda non si osservavano effetti significativi. La stabulazione in coppia non ha influenzato significativamente la frequenza degli episodi di diarrea.

Per quanto riguarda l’attività, i vitelli in coppia hanno trascorso più tempo in piedi durante il pre-svezzamento e lo svezzamento, con picchi serali più evidenti nella stagione calda. L’incremento dell’attività è probabilmente correlato alla facilitazione sociale e alle maggiori opportunità comportamentali. I benefici prestazionali e comportamentali della stabulazione sociale sono risultati essere modulati dalla stagione: lo stress da caldo può infatti attenuare gli effetti positivi sul consumo di mangime starter e sulla crescita, mentre lo stress da freddo favorisce il vantaggio dei vitelli in coppia.

È importante sottolineare che gli autori hanno riscontrato che le prestazioni e gli esiti in termini di salute nei vitelli allevati in coppia erano comparabili o migliori rispetto a quelli dei vitelli allevati individualmente in tutte le stagioni, suggerendo che la stabulazione  in coppia subito dopo la nascita offre i benefici del contatto sociale senza compromessi.

Fonte: “Pair housing benefits performance and activity of dairy calves with influences of season”, J. Bonney-King, E. E. Lindner, C. M. M. Bittar, and E. K. Miller-Cushon. Journal of Dairy Science Vol. 108 No. 10, 2025. https://doi.org/10.3168/jds.2024-25819.

Autore: Virbac

"Iniziare bene conviene"

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Da leggere - Luglio 2026

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