Lieviti vs Aspergillus oryzae nella nutrizione delle vacche: differenze e sinergie microbiche

Nel moderno approccio nutrizionale per ruminanti, lieviti come Saccharomyces cerevisiae e muffe fermentative come Aspergillus oryzae agiscono in modo complementare. L’uso sinergico di questi microrganismi, insieme a probiotici batterici, consente di ottimizzare l’efficienza alimentare, rafforzare l’immunità intestinale e ridurre le perdite di azoto, promuovendo un microbiota più stabile e produttivo.

29 Luglio, 2025

Nel moderno approccio nutrizionale per ruminanti, sia i lieviti (come Saccharomyces cerevisiae) sia le muffe fermentative come Aspergillus oryzae sono impiegati come additivi nutrizionali o biostimolanti ruminali, ma hanno meccanismi d’azione diversi e finalità complementari.

Inoltre, l’integrazione di microorganismi funzionali non si limita più a un singolo ceppo probiotico, ma mira a costruire comunità sinergiche che cooperano nella digestione, nel controllo della microflora e nella modulazione dell’immunità intestinale. In questo contesto, Aspergillus oryzae svolge un ruolo unico e complementare rispetto ai classici lieviti.

1 – Lieviti (es. Saccharomyces cerevisiae)

  • Funzione principale: supporto alla flora ruminale, in particolare alle popolazioni di batteri anaerobi.
  • Benefici:
    • Migliorano la fermentazione nel rumine.
    • Stabilizzano il pH ruminale, riducendo il rischio di acidosi.
    • Migliorano l’ingestione e la performance produttiva (latte, crescita).
  • Utilizzo: integrazione diretta nella razione, spesso come cellule vive o inattivate.

2 – Aspergillus oryzae

  • Funzione principale: secrezione di enzimi digestivi naturali (amilasi, proteasi, cellulasi).
  • Benefici:
    • Aumenta la degradazione enzimatica delle fibre e dell’amido, rendendo i nutrienti più disponibili.
    • Supporta i microrganismi ruminali grazie alla produzione di metaboliti fermentativi.
    • Può stimolare la crescita dei batteri fibrolitici in modo indiretto.
    • Aiuta a migliorare l’efficienza di utilizzo della razione soprattutto nei momenti critici (transizione, stress, cambi di alimentazione).
  • Utilizzo: Come substrato fermentato o integratore di enzimi prodotti durante la fermentazione.

In sintesi:

Meccanismi d’azione principali

A. Lieviti (es. Saccharomyces cerevisiae)

  • Consumo di ossigeno: anche se il rumine è prevalentemente anaerobico, piccole quantità di ossigeno possono entrare attraverso il cibo ingerito, la deglutizione e in parte attraverso l’acqua o l’aria presente nella cavità orale. Questo ossigeno residuo, anche se minimo, può inibire o rallentare l’attività dei batteri anaerobi obbligati, come Ruminococcus albus, Fibrobacter succinogenes Ruminococcus flavefaciens.
  • Produzione di metaboliti stimolanti: come vitamine del gruppo B e peptidi.
  • Sequestro di acido lattico: aiuta a mantenere stabile il pH ruminale.
  • Effetto prebiotico indiretto: favoriscono la crescita di batteri benefici.

B. Aspergillus oryzae

Secrezione di enzimi extracellari attivi anche nel rumine:

1 – Amilasi: migliora la degradazione dell’amido (in razioni concentrate).

  • Struttura e tipo: le amilasi di A. oryzae appartengono alla famiglia delle α-amilasi (EC 3.2.1.1), endo-enzimi che idrolizzano i legami α-1,4-glicosidici in amido e glicogeno.
  • Meccanismo d’azione: attaccano la catena interna dell’amido, producendo maltosio, maltotriosio e destrine.

Benefici in razioni concentrate:

  • Riduzione del tempo di fermentazione dell’amido nel rumine, migliorando la velocità di rilascio dell’energia.
  • Minore accumulo di acidi lattico e volatile, perché l’amido è convertito più gradualmente.
  • Aumento della digeribilità apparente del concentrato fino al 10–15% in più, con conseguente innalzamento dell’energia netta per la produzione di latte o crescita.

Esempio pratico: in vacche alimentate con diete al 50% di mais, l’integrazione di 2 g/giorno di amilasi da A. oryzae ha mostrato un aumento del 12% nell’estrazione dell’amido come VFA (propionato) senza picchi di acidosi subclinica.

2 – Cellulasi, emicellulasi: rompono legami β-glicosidici delle fibre.

Struttura e tipologie:

  • Cellulasi (EC 3.2.1.4) rompono i legami β-1,4 tra unità di glucosio della cellulosa.
  • Emicellulasi, in particolare xilanasi (EC 3.2.1.8), degradano emicellulose (arabinoxilani) in xilobiosio, xilosio e arabinosio.

Meccanismo d’azione:

  • Endo-cellulasi tagliano internamente la catena cellulosa in frammenti più corti.
  • Exo-cellulasi o β-glucosidasi terminano l’idrolisi fino a glucosio libero.

Benefici per la fibra foraggera:

  • Aumento della porosità della particella di fibra, facilitando l’accesso ai batteri fibrolitici (es. Fibrobacter, Ruminococcus).
  • Maggiore produzione di acidi grassi volatili (acetato principalmente), essenziali per la sintesi di latte e lipidi.
  • Riduzione del tempo di ritenzione della fibra nel rumine, migliorando l’ingestione di sostanza secca.

Esempio pratico: in studi su vacche alimentate esclusivamente a foraggio di fieno maturo, l’aggiunta di 5 g/giorno di cellulasi ha aumentato la digeribilità della fibra neutro-detergente (NDF) dal 48% al 60%.

3 – Proteasi: migliorano la disponibilità proteica bypass.

Struttura e tipologie: A. oryzae produce diverse proteasi (acidiche, neutre e alcaline; EC 3.4.x.x), in grado di idrolizzare legami peptidici lungo la catena proteica.

Meccanismo d’azione:

  • Degradano le proteine “bypass” (che sfuggono alla degradazione ruminale), rilasciando peptidi e amminoacidi disponibili subito per la popolazione microbica.
  • Favoriscono la sintesi di proteina microbica, migliorando l’efficienza di utilizzo dell’azoto e riducendo le perdite di ammoniaca (NH) nell’ambiente.

Benefici proteici:

  • Aumento della proteina microbica digeribile nell’intestino, incrementando la proteina metabolizzabile per la vacca.
  • Minore proteolisi eccessiva e generazione di ammoniaca libera, con vantaggio ambientale (meno emissioni di azoto).

Esempio pratico: integrazione di 3 g/giorno di proteasi da oryzae in vacche in lattazione ha mostrato una riduzione del 20% delle concentrazioni ruminali di NH, con un miglior rapporto azoto ingerito-azoto immesso in latte.

Attività prebiotica/enzimatica

L’attività di Aspergillus oryzae può essere definita “prebiotica/enzimatica” perché, attraverso la secrezione dei suoi enzimi, trasforma substrati complessi in frazioni più semplici, immediatamente utilizzabili dalla microflora ruminale e/o intestinale.

  1. Produzione di oligosaccaridi e zuccheri fermentabili
  • Xilanasi e β-glucanasi degradano parti di emicellulosa e β-glucani rilasciando oligosaccaridi (es. xilooligosaccaridi, laminaribiosio).
  • Questi oligosaccaridi sono substrati preferenziali per batteri come Bifidobacterium, Lactobacillus nel tratto intestinale e per batteri fibrolitici (es. Fibrobacter) nel rumine.
  • Effetto prebiotico: favoriscono la crescita selettiva dei ceppi benefici, inibendo patogeni opportunisti.
  1. Generazione di peptidi bioattivi
  • Le proteasi di A. oryzae scindono proteine di matrice (leguminose, cereali) in peptidi di piccole dimensioni.
  • Alcuni di questi peptidi hanno effetti stimolanti sulla crescita batterica (es. peptidi avinici, peptidi contenenti prolina) e possono modulare l’espressione genica dei batteri benefici.
  1. Miglioramento della disponibilità di micronutrienti
  • Gli enzimi fosfatasi o fitasi (prodotti secondariamente in piccole quantità) rimuovono gruppi fosfato da fitati, liberando fosforo e minerali (Ca, Zn, Fe) che supportano la crescita microbica e animale.
  • Bassi livelli di minerali limitano l’attività fermentativa. A. oryzae contribuisce a un ambiente più ricco.
  1. Effetto sulle barriere mucose e sullo spazio ecologico
  • La degradazione parziale delle fibre consente alle colonie batteriche di aderire più saldamente alla mucosa ruminale/intestinale.
  • Si crea una biofilm “protettivo” in cui i batteri benefici proliferano, migliorando la resistenza a patogeni e tossine.
  1. Supporto sinergico ai probiotici
  • In presenza di un probiotico (lieviti, Lactobacillus, Bacillus), A. oryzae:
    1. Predigerisce substrati complessi (fibre, amido, proteine),
    2. Rilascia nutrienti (zuccheri, peptidi, minerali),
    3. Crea un microambiente (pH, ossidoriduzione) che ne facilita l’insediamento e la moltiplicazione.

→ Nei vitelli, per esempio, l’uso congiunto di A. oryzae e S. boulardii ha mostrato miglioramenti nella composizione della microflora e minori episodi di diarrea da disbiosi.

Riduzione dell’ammoniaca ruminale

Uno degli effetti benefici più rilevanti di Aspergillus oryzae in nutrizione ruminale è la riduzione delle concentrazioni di NH-N (ammoniaca) nel fluido ruminale, a vantaggio di un più efficiente utilizzo dell’azoto e di una maggiore sintesi di proteina microbica.

  1. Predigestione delle proteine “bypass” – A. oryzae secerne proteasi extracellulari che iniziano la scissione delle proteine alimentari nell’ambiente ruminale.Le frazioni proteiche parzialmente idrolizzate (peptidi e amminoacidi) risultano meno soggette a deaminazione rapida da parte di batteri ruminali amminoacidolitici.
    Vantaggio: meno amminoacidi vengono convertiti in NH₃, riducendo così il picco di ammoniaca post-prandiale.
  1. Miglior “capture” dell’azoto da parte dei batteri – Con più peptidi e amminoacidi prontamente disponibili, le popolazioni batteriche fibrolitiche e proteolitiche possono sintetizzare più rapidamente le proprie proteine cellulari. Un aumento della biomassa microbica si traduce in un maggior sequestro dell’azoto libero: NH-N ridotto  ⟶  Maggior proteina microbica
  1. Effetto tampone e pH più stabile – La fermentazione enzimatica delle proteine e delle fibre da parte di A. oryzae genera acidi grassi volatili (AGV) in modo più graduale.
    Un pH ruminale più stabile (intorno a 6,2–6,8) favorisce i batteri microbici che utilizzano l’ammoniaca per la sintesi proteica, anziché convertirla nuovamente in NH.
  1. Interazione con batteri ureolitici – Alcuni ceppi di batteri ruminali esprimono ureasi, che riconverte l’urea saliva o aggiunta nella razione in NH.
    In un ambiente ricco di peptidi (grazie a A. oryzae), questi batteri sono meno incentivati a liberare NH dall’urea, perché hanno già accesso ad amminoacidi.

Esempi pratici e dati di letteratura:

¹ – Smith, J. A. et al. “Effects of Aspergillus oryzae on rumen fermentation and microbial protein synthesis in dairy cows.” J. Dairy Sci. 2012. ² – Rodriguez, M. et al. “Synergistic action of Aspergillus oryzae and Saccharomyces cerevisiae on nitrogen utilization in sheep.” Anim. Feed Sci. Technol. 2018.

Benefici complessivi per l’allevatore:

  • Minori perdite di azoto nell’ambiente (ridotte emissioni di ammoniaca e meno inquinamento).
  • Maggiore efficienza proteica, con un migliore bilancio azotato e potenzialmente minori costi per le fonti proteiche.
  • Incremento della sintesi di proteina microbica, traducibile in migliori rese lattee o di crescita.
  • Maggiore stabilità ruminale, riducendo rischi di disturbi da squilibrio azotato o acidosi.

Sinergie tra Aspergillus oryzae e altri microrganismi

A. Sinergia con i Lattobacilli

  • I lattobacilli (Lactobacillus plantarum, L. acidophilus, ecc.) sono fondamentali per:
    • la fermentazione controllata di substrati zuccherini nell’intestino,
    • la produzione di acido lattico e batteriocine antimicrobiche,
    • la competizione con patogeni intestinali.

Aspergillus oryzae predigerisce le fibre e le proteine, liberando zuccheri e peptidi che diventano substrato ideale per i lattobacilli.
➡ L’ambiente creato è più favorevole per la loro colonizzazione, specialmente nel tenue, dove la flora batterica è più instabile.

B. Sinergia con batteri della famiglia Bacillaceae (es. Bacillus subtilis, B. licheniformis)

  • I Bacillus sono noti per:
    • produzione di enzimi (xilanasi, fitasi, proteasi) stabili anche in condizioni difficili,
    • effetto immunostimolante (modulazione di IgA e citochine),
    • capacità di formare spore, quindi alta stabilità.

➡ Quando A. oryzae è presente, l’ambiente digerente è più ricco di nutrienti predigeriti, favorendo la germinazione delle spore e l’attivazione metabolica dei Bacillus.
➡ Le proteasi fungine sinergizzano con quelle batteriche aumentando la disponibilità degli amminoacidi, con effetti positivi sulla sintesi proteica batterica e animale.

C. Vantaggi della combinazione Oryzae + Lieviti + Probiotici batterici

 Esempi pratici d’impiego sinergico

  • Nutrizione in transizione (pre-parto e post-parto): combinare A. oryzae + lievito + Bacillus subtilis per stabilizzare il microbiota e migliorare l’utilizzo energetico.
  • In caso di razioni con alto contenuto di amido: A. oryzae migliora la digestione dell’amido mentre i lieviti limitano la caduta di pH ruminale.
  • Nell’allevamento intensivo dei vitelli: inserire A. oryzae e Lactobacillus per promuovere una colonizzazione rapida e sana dell’intestino, prevenendo diarree da disbiosi.

 Conclusione

L’utilizzo di Aspergillus oryzae non si limita al semplice supporto digestivo, ma rappresenta una chiave di lettura innovativa per promuovere sinergie microbiche multilivello nella vacca. In particolare, combinato con lattobacilli e batteri sporigeni, crea un ecosistema stabile e funzionale, capace di:

  • migliorare la resa alimentare,
  • aumentare le performance produttive,
  • rinforzare le difese intestinali,
  • prevenire problematiche metaboliche e infiammatorie.

L’allevatore moderno non dovrebbe scegliere tra uno o l’altro, ma costruire una strategia microbica integrata basata su sinergie reali e scientificamente supportate.

 

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Da leggere - Maggio 2026

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