Citronella nella dieta degli agnelli: benefici nutrizionali e ambientali
Uno studio che dimostra come l’integrazione con questa essenza naturale migliori l’utilizzazione dei nutrienti, la salute del rumine e la qualità della carne

La crescente preoccupazione dei consumatori riguardo all’uso degli antibiotici come promotori della crescita negli animali da produzione, unitamente al loro divieto per impieghi non terapeutici nell’Unione Europea e in numerosi altri Paesi, è legata all’aumento dei fenomeni di antibiotico-resistenza (Adam e Bruce, 2023; Aderao et al., 2025). Questo scenario ha determinato un crescente interesse verso sistemi di produzione più sostenibili e verso l’impiego di additivi naturali alternativi, quali i fitobiotici, tra cui polifenoli, saponine e oli essenziali (OE) (El-Essawy et al., 2021; Aderao et al., 2020; Dias Junior et al., 2024).
Parallelamente, il settore zootecnico è chiamato ad affrontare la sfida della riduzione delle emissioni di gas serra. I ruminanti contribuiscono in maniera significativa alle emissioni di metano derivanti dalla fermentazione enterica. Il metano è infatti un potente gas climalterante che, secondo il sesto rapporto di valutazione dell’IPCC (2021), presenta un potenziale di riscaldamento globale 27 volte superiore alla CO₂ su un orizzonte temporale di 100 anni e circa 80 volte superiore su 20 anni. In questo contesto, numerosi studi stanno valutando strategie nutrizionali in grado di ridurre la metanogenesi ruminale, tra cui l’impiego di composti bioattivi di origine vegetale (BV), considerati un approccio promettente e sostenibile.
I composti BV, noti anche come metaboliti secondari delle piante, comprendono oli essenziali, saponine, flavonoidi e polifenoli e sono sempre più utilizzati nell’alimentazione dei ruminanti per la loro capacità di modulare la fermentazione ruminale (Chaudhary et al., 2018; El-Essawy et al., 2021; Dias Junior et al., 2024). In particolare, i polifenoli presenti in diverse specie vegetali sono stati associati a una riduzione delle emissioni di metano e a una modulazione favorevole del microbiota ruminale (Aderao et al., 2020; 2025). Il miglioramento della salute ruminale favorisce infatti l’efficienza alimentare attraverso l’ottimizzazione delle popolazioni microbiche e della produzione di acidi grassi volatili (AGV), con uno spostamento della fermentazione verso vie energeticamente più efficienti, in particolare verso la produzione di propionato (Canaes et al., 2017; Dias Junior et al., 2024). Tale cambiamento metabolico è associato a una riduzione dell’attività metanogenica e, di conseguenza, dell’impronta carbonica dei sistemi zootecnici.
Tra le specie vegetali di interesse nutrizionale rientra la citronella (Cymbopogon citratus), una graminacea aromatica perenne il cui olio essenziale è ricco di composti bioattivi quali citrale, geraniolo, citronellale e limonene (Kholif et al., 2017; Dias Junior et al., 2024). La pianta contiene inoltre flavonoidi e saponine dotati di spiccate proprietà antiossidanti (Bhatt et al., 2021). Gli OE sono in grado di modulare le fermentazioni ruminali agendo sulla composizione del microbiota, sulla bioidrogenazione degli acidi grassi e sul metabolismo proteico, con possibili effetti sulle performance produttive degli animali (Benchaar et al., 2006; De Sousa et al., 2022; Dias Junior et al., 2024). Numerosi studi hanno evidenziato che alimenti ricchi di OE o tannini possono migliorare la digeribilità dei nutrienti, influenzare favorevolmente la fermentazione ruminale e incrementare l’efficienza produttiva (Benchaar et al., 2006; Kholif et al., 2017; Canaes et al., 2017; Aderao et al., 2025).
Le foglie mature di citronella, spesso prive di utilizzo economico dopo l’impiego alimentare umano, rappresentano una potenziale risorsa per l’alimentazione dei ruminanti. La presenza di composti bioattivi potrebbe infatti modulare i processi fermentativi ruminali e influenzare la bioidrogenazione degli acidi grassi, con possibili effetti sul profilo lipidico dei tessuti e sulla qualità della carne (Bhatt et al., 2021; Dias Junior et al., 2024). Inoltre, le proprietà antiossidanti e antimicrobiche degli OE possono contribuire a migliorare la stabilità ossidativa e la conservabilità della carne (Benchaar et al., 2006; Kholif et al., 2022).
Recentemente, Aderao et al. (2025) hanno valutato l’inclusione del 5% di citronella nella dieta di agnelli in fase di finissaggio, analizzandone gli effetti sull’utilizzazione dei nutrienti, sulla fermentazione ruminale e sulla qualità della carne. I risultati hanno evidenziato che l’integrazione non ha influenzato l’assunzione di sostanza secca, in accordo con quanto riportato da precedenti studi (Kholif et al., 2017). Al contrario, sono stati osservati miglioramenti significativi nella digeribilità della sostanza secca, della sostanza organica, dei carboidrati totali e delle frazioni fibrose (NDF e ADF), probabilmente associati alla capacità di composti quali citrale e geraniale di favorire l’adesione microbica alle particelle alimentari e di stimolare l’attività digestiva.
Per quanto riguarda la fermentazione in ambiente ruminale, l’integrazione con citronella ha determinato una riduzione della concentrazione di ammoniaca ruminale e un aumento della frazione di azoto precipitabile con TCA, indicando un miglioramento dell’efficienza di utilizzazione dell’azoto. Parallelamente, è stato osservato un incremento della concentrazione di acido propionico e una riduzione del rapporto acetato: propionato, cambiamenti considerati favorevoli negli animali in crescita poiché il propionato rappresenta un importante precursore della gluconeogenesi e della sintesi proteica muscolare.
L’integrazione con citronella ha inoltre migliorato la stabilità ossidativa della carne, come evidenziato dai minori valori di malondialdeide (MDA) e tirosina, verosimilmente grazie all’azione antiossidante e antimicrobica dei composti bioattivi presenti negli OE. Infine, la supplementazione ha influenzato la composizione in acidi grassi della carne, determinando variazioni nei livelli di acidi grassi saturi, monoinsaturi e ω-6, probabilmente correlate alla modulazione dei processi di bioidrogenazione ruminale.
Nel complesso, i risultati indicano che l’integrazione di citronella nella dieta degli agnelli rappresenta una strategia nutrizionale promettente per migliorare l’efficienza di utilizzazione dei nutrienti, modulare la fermentazione ruminale e influenzare positivamente la qualità e la conservabilità della carne. Tuttavia, ulteriori studi sono necessari per definire i livelli ottimali di inclusione e per ottenere un profilo lipidico della carne più favorevole dal punto di vista nutrizionale.
La presente nota è una sintesi del seguente lavoro scientifico, in cui viene riportata tutta la letteratura citata: Aderao, G.N., Sahoo, A., Gadekar, Y.P., Kumawat, P.K. Feeding complete feed block with lemongrass (Cymbopogon citratus) improves nutrient utilization, rumen health, and meat quality in lambs. Animal Feed Science and Technology 330 (2025) 116537.
Autore
Gruppo editoriale ASPA – Giuseppe Conte, Antonio Natalello, Alberto Stanislao Atzori, Fabio Correddu, Luca Cattaneo, Gabriele Rocchetti, Antonio Natalello, Sara Pegolo, Aristide Maggiolino, Antonella Della Malva, Giulia Gislon, Manuel Scerra.


















































































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