Modon d’Or 2025: le migliori Fontine DOP d’alpeggio della Valle d’Aosta

Il concorso che premia il lavoro silenzioso e costante dei produttori valdostani. I vincitori del 2025 e le loro migliori Fontine d’alpeggio, espressione autentica del territorio.

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18 Dicembre, 2025

Il concorso Modon d’Or ha selezionato e premiato le cinque migliori forme di Fontina DOP prodotte in alpeggio durante la stagione estiva 2025, celebrando l’eccellenza casearia della Valle d’Aosta e il frutto del lavoro degli allevatori di questa regione, che contribuiscono a preservare sia la tradizione del pascolo in quota sia l’ambiente di montagna.

Il concorso conferma la sua posizione di riferimento nel panorama degli eventi agroalimentari alpini, non solo come riconoscimento di qualità per la Fontina DOP d’alpeggio, ma anche come strumento di promozione territoriale e sostegno alla filiera lattiero-casearia di montagna.

Azzeccatissima la scelta del nome del concorso, Modon d’Or, quasi a echeggiare gesta di epiche battaglie o di avvincenti tenzoni oppure episodi indimenticabili di saghe letterarie quali il Signore degli Anelli o, ancora, della mitologia greca, vedi il Vello d’oro (detto anche, coincidenze?, Toson d’oro) ambito da Giasone e dagli Argonauti.

Tornando con i piedi per terra, il nome è stato scelto in omaggio a uno dei principali attrezzi usati nella lavorazione del latte per ottenere il formaggio, ovvero il frangicagliata, in patois modon (il patois è una parlata francoprovenzale tipica della Valle d’Aosta, ma anche delle montagne del Piemonte occidentale, della Savoia, della zona di Lione, fino a lambire lo Jura, passando per la Svizzera romanda), completato da d’or, a voler rimarcare la bravura del casaro che ha plasmato le forme vincitrici del concorso (una mano d’oro, bianco…).

Il Modon d’Or si tiene a cadenza annuale ed è promosso dall’Assessorato all’Agricoltura e Risorse naturalidella Valle d’Aosta, in collaborazione con la Chambre Valdôtaine des entreprises et des activités libéralese con il supporto tecnico del Consorzio Produttori e Tutela della DOP Fontina e della Cooperativa Produttori Latte e Fontina. L’iniziativa mira a valorizzare le forme di Fontina DOP prodotte in alpeggio, simbolo dell’identità gastronomica alpina valdostana, attraverso una rigorosa selezione sensoriale.

Potevano essere iscritte al concorso le forme di Fontina DOP prodotte in alpeggio tra il 7 e il 31 luglio 2025. Quest’anno la competizione ha visto confrontarsi 38 produttori, ciascuno dei quali, come da regolamento, ha presentato una sola forma. Le 38 forme sono state valutate, nel più completo anonimato (ovvero alla cieca), da tre giurie: una tecnica esperta, un’altra composta da operatori del settore a livello territoriale, un’altra ancora di eccellenza.

La prima fase di valutazione, che ha portato alla selezione delle 10 forme finaliste, ha coinvolto una giuria tecnica di «esperti della Fontina», ovvero coloro che hanno maturato una certa abitudine all’assaggio della Fontina. Ad esempio, e infatti, questi particolari assaggiatori si ritrovano di frequente per esprimere un giudizio sulle forme destinate alla vendita in esercizi commerciali dal comprovato livello di qualità offerto oppure utilizzate quale veicolo promozionale in determinate occasioni. In totale le sessioni di assaggio sono state quattro: tre per compiere la cernita che ha ristretto da 38 a circa 15-16 le forme pretendenti e una quarta sessione per determinare le 10 Fontine finaliste.

Dopo aver superato questo necessario ma obbligato collo di bottiglia, dove a volte la differenza tra le Fontine è parsa netta, la seconda fase di valutazione ha comportato per i giudici un notevole livello di difficoltà data l’alta qualità delle Fontine rimaste in gara. Da ricordare che i principali criteri da tenere bene a mente per valutare una Fontina sono il colore (giallo paglierino), l’occhiatura (ammessa, ma uniforme e piccola), l’elasticità e la morbidezza, la dolcezza e la scioglievolezza al palato.

Nell’ingrato, quanto oltremodo piacevole, compito di decidere le 5 Fontine vincitrici del Modon d’Or 2025 si sono avvicendate altre due giurie.

Giovedì 27 novembre si è riunita la giuria del territorio, ovvero degli stakeholder e degli operatori del settore attivi sul territorio valdostano.

Venerdì 28 novembre, invece, è stata la volta della giuria di eccellenza, ospitata nella splendida cornice del Castello Gamba di Châtillon, adibito a sede del Museo di Arte moderna e contemporanea della Valle d’Aosta dopo il suo magistrale recupero e restauro voluto nei primi anni di questo secolo dalla Regione, così come avvenuto per tanti altri castelli e siti archeologici entrati nella disponibilità del patrimonio culturale valdostano e aperti al pubblico negli ultimi decenni (per chi volesse approfondire, https://valledaostaheritage.com).

Tra i giurati eccellenti i presidenti degli enti regionali partner dell’iniziativa, i rappresentanti dell’Institut Agricole Régional (IAR), dell’Associazione Regionale Allevatori Valdostani (AREV), dell’Associazione Nazionale Allevatori Bovini Razza Valdostana (ANABORAVA), del Consorzio del Formaggio Bra DOP e Raschera DOP, della Fiera Internazionale del Tartufo bianco d’Alba, dell’Organizzazione Nazionale Assaggiatori Formaggi (ONAF), giornalisti e food blogger, chef e ristoratori: un gruppo ben assortito, con personalità espressione tanto del territorio valdostano, quanto provenienti al di fuori di esso, a voler promuovere sempre più e meglio la Fontina, e in generale le eccellenze enogastronomiche della Valle d’Aosta, in ambito nazionale e internazionale.

E a sottolineare lo sforzo nel perseguire questo intento è doveroso menzionare due momenti a corredo della degustazione finale: il pranzo, in cui a farla da padrone sono stati i formaggi, i salumi e i vini della Valle d’Aosta; la presenza di una preparatissima guida turistica, che ha accompagnato i giurati sia in una breve visita della collazione d’arte moderna del Museo, con focus rivolto principalmente sulla regione, sia in un tour di Aosta, alquanto inedito per via del fil rouge a tema caseario che lo ha caratterizzato: davvero interessante e sorprendente.

Sabato 29 novembre, infine, presso l’Hostellerie du Cheval Blanc di Aosta, si è tenuta la premiazione.

Da rimarcare la presenza delle massime cariche politico-amministrative regionali, in primis il presidente Renzo Testolin e la neoassessora all’Agricoltura Speranza Girod, a testimonianza dell’identificazione della Fontina con la Valle d’Aosta: non a caso “la Fontina è la Valle d’Aosta” è stata una frase ricorrente negli interventi delle personalità succedutesi sul palco della manifestazione.

La Girod ha sottolineato che il Modon d’Or non è solo un concorso ma un’affermazione dell’identità agroalimentare locale: la Fontina DOP d’alpeggio rappresenta un patrimonio culturale, economico e territoriale della Valle d’Aosta. La qualità delle forme premiate riflette la dedizione degli allevatori e la ricchezza degli ambienti di montagna.

La presidente della giuria d’eccellenza, la giornalista Giovanna Ruo Berchera, ha evidenziato come le condizioni climatiche estive (ad esempio la siccità) abbiano influenzato le caratteristiche sensoriali delle forme finaliste, rendendo la competizione ancora più significativa in termini di espressione del terroir.

Le 5 migliori Fontine DOP d’alpeggio premiate, tutte considerate esempi di eccellenza organolettica e di legame con il territorio, sono state assegnate a:

  1. Brunet Lavy s.s. agricola (alpeggio Morgnoz, Sarre);
  2. Dalbard Fabio (alpeggio Chamolé, Charvensod);
  3. Frères Béthaz s.s. agricola (alpeggio Alpe Vieille, Valgrisenche);
  4. La Comba s.s. agricola (alpeggio Boregne, Arvier);
  5. Po-Ma di Pomat Claudio & C. s.s. (alpeggio Pointier, Etroubles).

Vedere intere famiglie di allevatori presenti, dai più giovani ai più anziani, la «sommessa» fierezza di tutti loro nell’essere, per un momento, i veri protagonisti, deve far riflettere sull’importanza che simili manifestazioni possono rivestire per accendere anche nelle nuove generazioni il sacro fuoco della vita tra i pascoli e in stalla che, seppur dura, può essere foriera di grandi soddisfazioni. E a tal proposito è auspicabile che in futuro si sensibilizzino e si incentivino ancor più tutti gli alpeggi a partecipare al concorso, in modo tale che, oltre al numero dei partecipanti, la sana competizione accresca sempre più la qualità di questo straordinario formaggio che è la Fontina.

 

 

 

 

Autore: Dario Monti

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