PAC 2028-2034: il Consiglio UE conferma il taglio del 20% al bilancio
La proposta negoziale della presidenza irlandese garantisce almeno 293,7 miliardi per il sostegno al reddito agricolo, e conferma il taglio del 20% già presente nel primo disegno della Commissione. L’Eurocamera vuole un bilancio autonomo e più consistente, mentre sette Stati membri chiedono maggiori risorse e flessibilità nella distribuzione degli aiuti

Sabato 10 ottobre 2026 la presidenza irlandese del Consiglio dell’UE ha presentato la sua proposta negoziale per il prossimo bilancio pluriennale dell’UE, il quadro finanziario pluriennale (QFP) 2028-2034, conosciuta anche come “negotiation box”.
L’obiettivo è presentare un bilancio ambizioso, moderno e flessibile che investa in priorità nuove ed emergenti e tuteli le politiche basate sui trattati, tra cui la PAC e la coesione, rispecchiando nel contempo le realtà di bilancio che tutti gli Stati membri si trovano ad affrontare.
La proposta irlandese per il bilancio europeo
La proposta della presidenza irlandese prevede un bilancio di 1.620 miliardi di euro, con un aumento del 30% rispetto all’attuale QFP. Tale bilancio ammonta all’1,16 % dell’Reddito Nazionale Lordo (Rnl) dell’UE (ossia l’1,05 %, escluso il rimborso del debito comune di Next Generation EU). Data la necessità di una posizione più equilibrata in termini di volume, la presidenza irlandese ha inoltre delineato risparmi complessivi dell’8% (141 miliardi) sulla proposta della Commissione europea.
Molto lontana la posizione del Parlamento europeo che ha respinto fermamente la bozza di posizione negoziale presentata dal Consiglio.
“La proposta della Presidenza irlandese non può essere il punto di partenza per un accordo – ha dichiarato Siegfried Mureșan (PPE, Romania). – Un taglio dell’8% alla proposta della Commissione, che già mantiene il bilancio al livello del periodo corrente, significherebbe indebolire la nostra capacità di agire, proprio mentre all’Europa viene chiesto di fare di più in termini di competitività, difesa e sicurezza. Renderebbe l’Europa meno capace di proteggere i suoi cittadini e di competere economicamente con le principali economie mondiali. Significherebbe sottofinanziare l’agricoltura e ridurre il sostegno alle nostre regioni. La Presidenza irlandese non ha tenuto conto di nessuna delle proposte del Parlamento. È giunto il momento che gli Stati membri prendano una decisione su un mix equilibrato di nuove risorse proprie”.
Il Consiglio conferma il taglio del 20% alle risorse PAC proposto dalla Commissione
Per quanto riguarda il settore agricolo, il documento conferma 293,7 miliardi di euro ai prezzi correnti (261,009 miliardi ai prezzi del 2025) come dotazione minima per gli interventi di sostegno al reddito agricolo, come previsto dalla proposta presentata dalla Commissione. Un taglio di oltre il 20% rispetto al budget stanziato per la PAC 2021-2027 che dispone infatti di 378,5 miliardi di euro nell’ambito del quadro finanziario pluriennale, che salgono a 386,6 miliardi includendo le risorse aggiuntive di NextGenerationEU.
La proposta del Consiglio introduce, inoltre, nuove regole per la distribuzione degli aiuti, il finanziamento degli investimenti e la gestione delle crisi.
Il sostegno al reddito basato sulla superficie prevede, per ciascuno Stato membro, un aiuto medio programmato compreso tra 90 e 240 euro per ettaro. La proposta contempla riduzioni progressive dei pagamenti oltre i 100.000 euro annui, con percentuali del 15%, 25% e 50% nelle fasce indicate, e un tetto di 300.000 euro per beneficiario, la cui applicazione volontaria resta in discussione. Gli Stati membri potranno escludere dal calcolo le maggiorazioni destinate ai giovani agricoltori.
Per gli investimenti aziendali, il tasso massimo di sostegno sarebbe del 75%, elevabile all’85% per gli investimenti rivolti ai giovani agricoltori e al 100% per quelli ambientali non produttivi. Per gli strumenti di gestione del rischio, il limite previsto è del 70%. Si tratta comunque di massimali: le condizioni concrete di accesso e gli importi effettivi dipenderanno dalla programmazione e dalle misure attivate.
Gli interventi settoriali potranno beneficiare di un sostegno massimo del 75%, aumentabile fino al 95% per iniziative legate a ricambio generazionale, ricerca e innovazione, gestione del rischio, ambiente e clima, oltre che per le organizzazioni di produttori che attuano per la prima volta programmi operativi. In specifici casi di compensazione delle perdite di entrate e di ritiri dal mercato per distribuzione gratuita, il sostegno potrà raggiungere il 100%.
Sul fronte delle crisi, gli Stati membri potranno riprogrammare le risorse dei propri Piani e utilizzare le quote di flessibilità anche per pagamenti di emergenza agli agricoltori. A livello europeo, la rete di sicurezza «Unity Safety Net», con una dotazione proposta di circa 3,9 miliardi di euro a prezzi 2025, interverrà per stabilizzare i mercati agricoli e affrontare anche gli effetti delle catastrofi naturali su agricoltori e pescatori.
La proposta distingue inoltre il sostegno riconosciuto ai beneficiari dalla quota finanziata dall’UE: gli aiuti al reddito per superficie, quelli accoppiati e il sostegno ai piccoli agricoltori potranno essere finanziati interamente dall’Unione, mentre per altre misure agricole è previsto generalmente un cofinanziamento europeo massimo del 70%, con la necessità di risorse nazionali.
L’attuazione passerà attraverso i Piani di partenariato nazionali e regionali.
Il Parlamento europeo chiede 433 miliardi per la PAC e un bilancio autonomo
Una posizione diversa emerge dal Parlamento europeo che, nella discussione del 7 ottobre scorso, ha ribadito la posizione emersa nella risoluzione approvata il 28 aprile 2026.
Gli eurodeputati chiedono infatti un aumento di circa il 10% rispetto alla proposta della Commissione per sostenere priorità chiave come la difesa e la sicurezza, la competitività, la coesione e l’agricoltura. Nello specifico, per la PAC chiedono un bilancio di 433,01 miliardi di euro a prezzi correnti, equivalenti a 385,12 miliardi a prezzi costanti del 2025 (391,6 miliardi se si include la dotazione riservata alla pesca e all’acquacoltura).

L’Eurocamera vuole inoltre finanziamenti distinti e sufficienti per agricoltura e coesione, e contesta l’approccio basato su un unico Piano per Stato membro, ritenendolo un rischio per la dimensione europea delle politiche comuni.
Già nella risoluzione del 10 settembre 2025 sul futuro dell’agricoltura, aveva chiesto una PAC con un bilancio specifico, più ampio e adeguato all’inflazione, opponendosi alla sua integrazione in un fondo unico con altre politiche. Aveva inoltre difeso un secondo pilastro forte e autonomo e sollecitato il rafforzamento della riserva agricola per le crisi.
La distanza dalla proposta della presidenza riguarda dunque sia le cifre sia la struttura.
Sette Paesi chiedono più risorse e flessibilità
A rafforzare la richiesta di tutela della PAC è la dichiarazione congiunta adottata a Bratislava il 6 ottobre da Bulgaria, Croazia, Repubblica Ceca, Ungheria, Polonia, Romania e Slovacchia. Il testo è stato trasmesso alle delegazioni nel documento del Consiglio ST 14201/26, in vista della riunione Agricoltura e Pesca del 26–27 ottobre.
I sette Paesi chiedono un aumento sostanziale delle risorse agricole nel bilancio 2028–2034, con finanziamenti riservati alla PAC e senza riduzioni delle altre politiche tradizionali, soprattutto della coesione. Tra le ragioni indicate figurano l’inflazione, gli obblighi ambientali e climatici e l’incertezza geopolitica.
Sul fronte dei pagamenti diretti, la dichiarazione propone di mantenere volontari la degressività e il tetto agli aiuti, lasciando agli Stati membri la possibilità di considerare i costi del lavoro, escludere le maggiorazioni per i giovani agricoltori e definire soglie coerenti con le strutture produttive nazionali. Il pagamento redistributivo dovrebbe restare un’alternativa al tetto obbligatorio.
La richiesta di una risposta europea alle crisi
L’incontro di Bratislava ha prodotto anche due dichiarazioni separate, dedicate alle crisi agricole e alle pratiche commerciali sleali.
Secondo il resoconto del ministero slovacco, i partecipanti chiedono una risposta europea più efficace alle emergenze, con strumenti adeguatamente finanziati e rapidamente attivabili. Eventi climatici estremi, malattie animali e oscillazioni dei costi richiedono, nella loro valutazione, interventi che non gravino esclusivamente su bilanci nazionali con capacità finanziarie differenti.
All’incontro ha partecipato anche il ministro italiano Francesco Lollobrigida, che ha richiamato il ruolo della sicurezza alimentare nella sicurezza europea e la necessità di reciprocità negli scambi con i Paesi terzi.
Prossimi passi
La proposta della presidenza irlandese, le richieste del Parlamento e la dichiarazione dei sette Paesi delineano posizioni che dovranno trovare un punto d’incontro prima dell’approvazione del prossimo bilancio europeo.
Nei prossimi giorni gli Stati membri avranno l’opportunità di riflettere sulla proposta della presidenza irlandese, in vista della discussione tra i leader nella riunione del Consiglio europeo di ottobre.
Fonti: Multiannual Financial Framework (MFF) 2028-2034 – Negotiating Box; Parlamento europeo; Consiglio dell’UE – Dichiarazione congiunta di sette Stati membri sulla PAC post-2027 (ST 14201/26).
















































































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