PAC e bilancio UE, da Stoccolma l’allarme degli agricoltori mentre a Bruxelles si cerca un compromesso

Le organizzazioni agricole europee chiedono risorse protette e adeguate all’inflazione per la Politica agricola comune. Intanto, il Consiglio europeo punta a un accordo sul bilancio 2028-2034 entro fine anno, ma Metsola avverte: la proposta irlandese rischia di compromettere l’equilibrio tra politiche tradizionali e nuove priorità

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16 Ottobre, 2026

Da Stoccolma a Bruxelles, il futuro dell’agricoltura europea si intreccia con il negoziato sul prossimo bilancio dell’Unione. Mentre le principali organizzazioni agricole e delle cooperative agricole adottano la Dichiarazione di Stoccolma, chiedendo una PAC forte, comune e adeguatamente finanziata, i leader europei discutono la proposta presentata dalla presidenza irlandese del Consiglio dell’UE per il Quadro finanziario pluriennale 2028-2034 (leggi anche “PAC 2028-2034: il Consiglio UE conferma il taglio del 20% al bilancio“).

Il confronto si è svolto ieri, 15 ottobre, nella prima giornata del Consiglio europeo a Bruxelles, durante la quale la presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, ha portato ai capi di Stato e di governo le preoccupazioni dell’Eurocamera sull’impostazione del futuro bilancio. Al centro resta una questione decisiva anche per il settore primario: come finanziare le nuove priorità europee senza indebolire le politiche che hanno accompagnato la costruzione dell’Unione.

Da Stoccolma la richiesta di una PAC con risorse dedicate e protette

La Dichiarazione di Stoccolma nasce nell’ambito del 12° Congresso degli agricoltori europei, organizzato da Copa e Cogeca dal 14 al 16 ottobre nella capitale svedese, in collaborazione con la Federazione degli agricoltori svedesi (LRF). L’appuntamento riunisce circa 400 delegati e 54 relatori per affrontare le principali sfide del settore, dalla competitività al ricambio generazionale, dai costi di produzione alla sicurezza alimentare.

Il messaggio rivolto alle istituzioni è netto: l’agricoltura deve essere riconosciuta come un pilastro della sicurezza e della capacità dell’Europa di affrontare le crisi. La produzione di alimenti, mangimi, combustibili e fibre rappresenta, secondo le organizzazioni, una risorsa strategica che richiede stabilità e prospettive di lungo periodo.

Da qui la richiesta di mantenere il bilancio della PAC almeno al livello attuale, adeguandolo all’inflazione, e di assicurare finanziamenti effettivamente vincolati. Per Copa e Cogeca, la politica agricola deve conservare un proprio bilancio dedicato e protetto, preservando il suo carattere comune ed evitando una rinazionalizzazione che rischierebbe di compromettere il mercato unico.

“L’Europa non può rafforzare la propria sicurezza né aspirare a svolgere domani un ruolo di potenza globale se indebolisce le proprie fondamenta agricole – si legge nella nota diffusa dall’organizzazione. – Difendere la PAC oggi significa quindi difendere l’Europa. Per questo, nei prossimi mesi, tutte le organizzazioni agricole europee rimarranno più vigili e mobilitate che mai, mentre i negoziati entreranno nella fase decisiva. In questo momento cruciale, l’Europa non può permettersi di commettere un errore strategico”.

L’appello arriva in un contesto segnato da eventi meteorologici estremi, instabilità geopolitica, tensioni commerciali e pressione sui costi delle aziende. Alle risorse, le organizzazioni affiancano la richiesta di strumenti più efficaci per i mercati e la gestione delle crisi, investimenti in innovazione, resilienza idrica, infrastrutture, digitalizzazione e bioeconomia, oltre a una PAC più semplice e proporzionata.

“Come il Copa e Confagricoltura hanno ripetutamente sollecitato, la PAC deve rimanere una politica veramente comune, con un bilancio dedicato, senza tagli e con un adeguamento all’inflazione. Le decisioni che si stanno prendendo ora sul futuro bilancio dell’UE e sulla PAC determineranno la capacità dell’Europa di nutrire i propri cittadini, sostenere i propri territori rurali e rimanere sicura, competitiva e resiliente in un mondo sempre più incerto”. Così ha dichiarato Massimiliano Giansanti, presidente di Confagricoltura e del COPA, a Stoccolma per i lavori del Congresso.

Il Consiglio europeo cerca un’intesa entro la fine del 2026

A Bruxelles, il negoziato sul quadro finanziario pluriennale (QFP) 2028-2034 ha intanto compiuto un nuovo passaggio politico. Dopo la presentazione della proposta negoziale della presidenza irlandese, il Consiglio europeo sulla competitività ha discusso gli elementi necessari per costruire un compromesso equilibrato.

Le conclusioni affidano al presidente del Consiglio europeo il compito di proseguire i negoziati per arrivare a un accordo tempestivo. L’obiettivo indicato è chiudere l’intesa entro la fine del 2026, così da consentire l’adozione degli atti legislativi nel 2027 e garantire la continuità dei finanziamenti ai beneficiari dal gennaio 2028. Il confronto resta quindi aperto: la discussione dei leader non equivale all’approvazione della proposta irlandese.

Metsola: le ambizioni europee richiedono mezzi adeguati

Nel suo intervento ai leader, Metsola ha espresso una valutazione critica della proposta rivista della presidenza irlandese, avvertendo che rischia di compromettere l’equilibrio individuato dal Parlamento tra politiche tradizionali e nuove priorità.

«Non possiamo concordare sulle nostre ambizioni, passare riunioni su riunioni a discuterne e poi ridurre i mezzi per realizzarle», ha affermato la presidente dell’Eurocamera.

Per Metsola, una possibile via d’uscita passa dalle nuove risorse proprie, che permetterebbero di finanziare le priorità dell’Unione contenendo la pressione sui bilanci nazionali. La presidente ha inoltre chiesto che il Parlamento sia coinvolto durante l’intero processo negoziale, confermando la disponibilità dell’istituzione a lavorare a una soluzione condivisa.

È in questo confronto ancora aperto che si inserisce la Dichiarazione di Stoccolma. Per le organizzazioni agricole, la sicurezza alimentare e la tenuta dei territori produttivi devono trovare un riconoscimento concreto nelle scelte di bilancio. Nei prossimi mesi, la ricerca di un accordo dovrà quindi misurarsi anche con questa richiesta: garantire all’agricoltura risorse e stabilità all’altezza del ruolo strategico che l’Europa le attribuisce.

 

 

Fonte: CS Copa-Cogeca, Parlamento europeo, Consiglio europeo, Confagricoltura

 

Da leggere - Ottobre 2026

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