Passaggio alla terza mungitura o al robot: di quanto aumenta la produzione nella frisona italiana?

L'introduzione della terza mungitura e dei robot aumenta la produzione e migliora la qualità del latte

vacca-robotmungitura-mammella
13 Gennaio, 2025

Fino ad ora le motivazioni che hanno spinto gli allevatori a passare dalle due alle tre mungiture sono state quelle di voler aumentare la produzione procapite degli animali e quella collettiva di stalla, e di ridurre le cellule somatiche del latte. Le stesse ragioni spingono a passare alla mungitura automatica (AMS), con l’ausilio dei robot, con la motivazione aggiuntiva di voler essere meno dipendenti da personale esterno.

Non avendo a disposizione dati italiani per calcolare il ritorno economico di questi investimenti, si utilizza la stima di un aumento della produzione procapite media del 10%, almeno per il passaggio da due a tre mungiture. Più complessa la valutazione del ritorno economico derivante dal passaggio dalle due mungiture all’AMS, perché il dato medio di quante volte viene munta una vacca al giorno con questa tecnologia non è, o almeno non era, rilevato a livello nazionale.

I costruttori dei robot di mungitura generalmente, ma con qualche eccezione, raccomandano insistentemente agli allevatori di gestire la concentrazione nutritiva della razione unifeed e del mangime del robot in modo da invogliare le vacche a fare un numero di mungiture più elevato possibile.

Per quantificare esattamente, e con dati italiani, di quanto è aumentata la produzione media di latte nel passaggio dalle due alle tre mungiture o all’AMS abbiamo chiesto ad ANAFIBJ di elaborare questo dato relativamente ai capi di frisona italiana da loro controllati. L’arco temporale analizzato è stato dal 2014 ad oggi (2024) e nell’ambito delle singole aziende sono stati confrontati i dati dei due anni prima del passaggio a tre mungiture o ai robot con quelli dei due anni successivi.

Per una lettura corretta c’è da considerare che negli allevamenti di frisona italiana che partecipano al piano di selezione genetica l’aumento medio nazionale di produzione è di 0.42 kg procapite.

Mungitura automatica (robot)

Non ci sono al momento informazioni disponibili di quale sia il numero di mungiture medie nelle aziende dotate di questa tecnologia. Nel campione considerato, ad oggi sono 851 gli allevamenti che hanno adottato l’AMS con un numero medio di 124 vacche fino ad un massimo di 1.400. La media produttiva procapite riscontrata è stata di 106 q.li con un massimo di 152.
La produzione media procapite degli allevamenti prima dell’istallazione dei robot era di 30.8 kg con una percentuale di grasso del latte, proteina e cellule somatiche, rispettivamente, di 3.88%, 3.40% e 294.000/ml. Con l’avvento del robot si è passati rispettivamente a 3.76% di grasso, 3.42% di proteina e 309.000 CS, e una produzione media procapite di 34 kg di latte. Il miglior 10% degli allevamenti ha una media di 197 vacche con un massimo di 870 e una produzione media di 133 quintali e come massimo 152 quintali a vacca.

L’arco temporale considerato è ampio e il numero di allevamenti piuttosto elevato, per cui si può affermare che l’incremento produttivo medio è del 10.3% (+ 3.2 kg) con una lieve perdita di grasso del latte (- 0.12%), un incremento dello 0.02% di proteina e un aumento di 15.000 CS/ml. Negli allevamenti che prima di passare alla mungitura automatica avevano una produzione media < 30 kg di latte il miglioramento produttivo è stato di soli 0.3 kg di latte, con un una riduzione di grasso di 0.06 punti percentuali, un aumento di 0.02 punti di proteina e un incremento di 24.000 CS/ml. Negli allevamenti più produttivi (> 30 kg) il cambiamento del tipo di mungitura ha provocato un passaggio da una media di 33.9 a 36.0 kg (+ 6%), un calo del grasso da 3.84 a 3.72%, un incremento delle proteine da 3.39 a 3.41 e delle cellule somatiche da 277.000 a 300.000.

Terza mungitura

Allo stato attuale sono 183 gli allevamenti di frisona italiana soci di ANAFIBJ che mungono tre volte al giorno. Questi hanno una dimensione media di 385 vacche e un massimo di oltre 2000. La produzione media è di 120.58 q.li con un massimo di 165.28. Il miglior 10% delle aziende che hanno adottato la terza mungitura ha una media di 505 vacche, con un massimo di 1.379. La media produttiva è di 145.73.

Il passaggio dalle due alle tre mungiture ha provocato un incremento produttivo da 29.3 a 33.2 kg di latte, ossia del 13.3%, un miglioramento della percentuale di grasso del latte dal 3.83 al 3.91% e una riduzione di 31.000 CS/ ml per un passaggio da 339.000 a 308.000 CS/ml. Coerentemente con quanto osservato per il passaggio all’AMS i miglioramenti produttivi e la salute della mammella sono stati più marcati negli allevamenti con una produzione media procapite > 30 kg nei quali l’incremento produttivo è stato del 10.2% (33.2 vs 36.6 kg) con incrementi del grasso dal 3.81 al 3.88% e della proteina da 3.35 a 3.38%. Le cellule somatiche si sono ridotte da 303.000 a 294.000.

Negli allevamenti che al momento della transizione avevano una produzione media procapite di latte < 30 kg nel passaggio si è addirittura registrato un calo da 25.6 a 25.1 kg di latte, un passaggio della percentuale di grasso dal 3.84 al 3.98% e della proteina dal 3.38 al 3.43%. Di converso le cellule somatiche sono scese da 303.000 a 294.000

Conclusioni

Questi dati aiutano sicuramente a fare le dovute valutazioni tecniche ed economiche per chi voglia abbandonare le due mungiture a favore della terza o passare a quella robotizzata. E’ molto evidente il miglioramento sulla produzione e sulla qualità del latte nel passare da due a tre mungiture e questo testimonia anche il fatto che gli allevatori che hanno preso questa decisione hanno valutato attentamente se ciò non sottraesse alle bovine le ore necessarie per stare sdraiate, alimentarsi e interagire tra di loro.

Sorprendente è il dato che dimostra che sia nel passaggio alla terza mungitura che in quello alla mungitura automatica gli allevamenti poco produttivi non ottengono sostanziali miglioramenti, a testimonianza di come la genetica, la gestione, la nutrizione, l’ambiente e la sanità abbiano un ruolo molto più importante del semplice aumento del numero di mungiture giornaliere.

Questi dati non permettono però di conteggiare il numero di mungiture effettive che occorrono negli 851 allevamenti di frisona italiana soci di ANAFIBJ. La raccolta di queste informazioni sarebbe fondamentale per provare a capire, a livello statistico, quale incremento produttivo ci si deve aspettare per ogni aumento del primo decimale del numero di mungiture. Si fanno profonde modifiche delle razioni PMR, ossia unifeed più autoalimentatori, per raggiungere il traguardo, e magari superalo, delle tre mungiture medie, modifiche che tendono ad “alleggerire” le razioni e i mangimi pur di aumentare i passaggi nel robot.

Questa pratica può aumentare il rischio di esacerbare il già critico bilancio energetico e amminoacidico negativo tipico della prima metà della lattazione delle bovine da latte. Dunque, la rilevazione di questi dati a livello nazionale potrebbe rappresentare un aiuto concreto per gli allevatori che già fanno la terza mungitura e quella robotizzata a confrontarsi con gli altri per capire se sono sopra o sotto la media, o se più in generale possono fare meglio.

Image used alone as a linked logo

Da leggere - Luglio 2026

Condividi questa notizia!