Prezzi al consumo ISTAT: frena l’inflazione a luglio 2026

La decelerazione dei prodotti non lavorati riduce la pressione sui bilanci familiari, portando il rincaro del "carrello della spesa" al +1,0%

24 Agosto, 2026

Nel mese di luglio 2026, lo scenario economico italiano evidenzia un moderato raffreddamento della dinamica inflazionistica complessiva, il che si traduce in una contenuta crescita dei prezzi.

L’Indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC) ha registrato, infatti, una variazione del +0,3% su base mensile e del +2,9% su base annua, in lieve decelerazione rispetto al +3,0% registrato nel mese di giugno. In questo quadro di progressiva stabilizzazione, la filiera agroalimentare si conferma uno dei principali vettori di contenimento dell’indice generale, beneficiando dell’attenuazione delle pressioni congiunturali sulle materie prime agricole.

L’inflazione si è attestata al +2,9% su base annua, mostrando un leggero calo rispetto al +3,0% registrato a giugno. Anche se la vita continua a costare di più rispetto allo scorso anno, la velocità con cui i prezzi salgono sta iniziando a diminuire, e in questo mese un aiuto importante è arrivato proprio dalla spesa alimentare.

In particolare, i prodotti freschi hanno registrato un calo concreto dei prezzi del -1,3% rispetto a giugno, mentre rispetto allo scorso anno sono cresciuti del +3,6%, ma a giugno la crescita era stata molto più alta, attestandosi al +4,4%.

Più stabili i prezzi dei cibi lavorati e confezionati dall’industria (come i surgelati, i succhi di frutta o gli insaccati) rispetto ai prodotti freschi che seguono l’andamento delle stagioni. I primi hanno, infatti, mantenuto inalterato il proprio tasso di variazione tendenziale, registrando un trend annuo pari a -0,2% (con un incremento congiunturale marginale del +0,3% rispetto a giugno). Questa resilienza dei prezzi industriali riflette una maggiore capacità di assorbimento delle oscillazioni congiunturali delle materie prime agricole, legata sia alla contrattualizzazione a lungo termine delle forniture sia alla stabilizzazione dei costi energetici non regolamentati, i quali hanno rallentato la loro corsa portandosi al +11,4% rispetto al +13,3% del mese precedente.

L’andamento dei prezzi dei beni agricoli e alimentari influenza profondamente i bilanci familiari a causa dell’alto valore della divisione “Prodotti alimentari e bevande analcoliche”, che esprime un peso ponderale del 17,2256% nel paniere NIC.

A luglio, la decelerazione tendenziale di questa divisione (scesa al +1,4% rispetto al +1,8% di giugno) ha fornito un contributo di 0,224 punti percentuali alla variazione dell’indice generale. Di riflesso, ha rallentato anche il cosiddetto “carrello della spesa” (che unisce alimentari e prodotti per la cura della casa e della persona), attestandosi al +1,0% su base annua dal +1,3% del mese precedente.

Sotto il profilo della rilevazione, la precisione statistica è assicurata dagli scanner data della Grande Distribuzione Organizzata (GDO): coprendo il 13,3% del paniere complessivo, consentono un monitoraggio dinamico delle vendite sul territorio nazionale, rilevando l’effettivo prezzo medio pagato dai consumatori per i prodotti alimentari confezionati.

Fonte: ISTAT – Istituto Nazionale di Statistica

 

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