Promosso a pieni voti il sistema dei mangimi italiano. Oltre il 99% di conformità

Il Ministero della Salute e i Servizi Veterinari hanno monitorato la filiera italiana dei mangimi con 8.249 ispezioni e 9.196 analisi. Con un tasso di conformità del 99,44%, il sistema si conferma efficace nel garantire elevati standard di sicurezza e di tutela della salute animale e umana

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21 Settembre, 2026

L’Italia eccelle ancora in termini di sicurezza alimentare e qualità de mangimi. È quanto emerge dal rapporto sui controlli ufficiali nel settore dell’alimentazione animale relativo all’anno 2024, redatto dal Ministero della Salute e pubblicato il 17 settembre.

L’importanza del report

La qualità dell’alimentazione zootecnica è fondamentale per la sicurezza delle produzioni alimentari e per la tutela del benessere animale. L’efficienza produttiva e la sanità degli allevamenti dipendono direttamente dalla salubrità delle materie prime e dei mangimi composti somministrati quotidianamente nelle stalle e negli impianti. Per questa ragione, il controllo ufficiale all’interno della filiera dell’alimentazione animale è un presidio insostituibile per prevenire rischi igienico-sanitari e ambientali. Il coordinamento delle attività di vigilanza consente di monitorare costantemente ogni anello della catena, dalla produzione primaria alla somministrazione finale in allevamento. I risultati ottenuti nell’ultimo anno confermano la solidità delle garanzie offerte dal sistema sanitario nazionale a tutela dell’intera filiera zootecnica.  La struttura del Piano Nazionale di Controllo

La gestione della vigilanza sanitaria si fonda sull’applicazione del Piano Nazionale di controllo ufficiale sull’alimentazione animale per il triennio 2024-2025-2026. La programmazione nazionale è coordinata dall’Ufficio 7 della Direzione Generale della Salute Animale del Ministero della Salute, in stretta collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità, le Regioni, le Province Autonome e i Laboratori degli Istituti Zooprofilattici Sperimentali. L’architettura del piano si basa su un’accurata analisi del rischio che tiene conto dei dati epidemiologici storici, delle caratteristiche degli stabilimenti, delle specie animali di destinazione e delle notifiche di allerta previste dal sistema europeo. La rendicontazione informatica viene effettuata in modo centralizzato tramite il sistema SINVSA, garantendo la tracciabilità e la trasparenza delle informazioni raccolte sul campo.

A livello operativo, la rete dei controlli si articola sia in interventi ispettivi presso gli operatori, sia in un’intensa attività di campionamento e di analisi di laboratorio. Le verifiche interessano tutte le tipologie di imprese coinvolte, incluse i produttori primari, i mangimifici, i distributori, i trasportatori e le aziende zootecniche. I campioni prelevati sono sottoposti a specifiche indagini analitiche alla ricerca di contaminanti chimici, biologici, sostanze farmacologiche, additivi e organismi geneticamente modificati. 

L’attività ispettiva 

Nel corso del 2024, l’attività ispettiva dei Servizi Veterinari delle ASL ha interessato 7.856 operatori del settore mangimi per un totale di 8.249 attività verificate lungo la filiera. Nel dettaglio, la maggior parte delle ispezioni è stata condotta presso gli operatori primari, con 4.792 controlli, e presso gli operatori post-primari con 2.996 verifiche. Le ispezioni hanno coinvolto anche 424 ditte riconosciute, 30 impianti di mangimi medicati e 3 stabilimenti autorizzati alla produzione in deroga. Sul totale delle verifiche effettuate, 430 ispezioni hanno registrato un esito non favorevole o favorevole condizionato, cioè a un tasso di non conformità del 5,21%, valore del tutto sovrapponibile a quello rilevato l’anno precedente.

Nel 92% dei casi di non conformità, pari a 396 interventi, l’Autorità Sanitaria ha impartito specifiche prescrizioni per rimuovere le carenze riscontrate. Solamente nell’8,8% dei casi si è dovuto ricorrere a sanzioni amministrative, per un totale di 38 sanzioni comminate, mentre le diffide sono state 7 e si è registrata un’unica segnalazione all’Autorità Giudiziaria. Un capitolo specifico ha riguardato l’etichettatura dei mangimi, per cui, su 1.714 etichette verificate, sono state riscontrate 34 irregolarità, legate principalmente alla completezza delle indicazioni obbligatorie e alla presenza di indicazioni ingannevoli contenenti claims funzionali propri dei farmaci.

I risultati delle analisi di laboratorio 

Sul fronte analitico, i Servizi Veterinari hanno prelevato 9.196 campioni ufficiali di mangimi, additivi e acqua di abbeverata su un totale di 9.264 campioni programmati, raggiungendo un tasso di realizzazione del Piano pari al 99,26%. Gli esiti delle analisi di laboratorio hanno confermato l’elevato livello di sicurezza dei prodotti impiegati nell’alimentazione animale in Italia, con il 99,44% dei campioni risultati perfettamente conformi alle normative vigenti. Complessivamente sono state rilevate soltanto 52 non conformità analitiche, in lieve diminuzione rispetto all’anno precedente.

La distribuzione geografica e strutturale del prelievo mostra una forte concentrazione del monitoraggio direttamente nelle aziende agricole e zootecniche, dove è stato effettuato il 60,81% dei campionamenti, seguita dagli impianti di produzione con il 25,5% e dalla rete di distribuzione con il 13,57%. Per quanto riguarda le matrici analizzate, i mangimi composti rappresentano la quota maggioritaria con il 68,35% dei campioni, seguiti dalle materie prime di origine vegetale con il 17,67% e dall’acqua di abbeverata per il 4,43%. L’analisi per specie di destinazione evidenzia che i mangimi destinati ai bovini e ai bufalini hanno rappresentato il 36% dei controlli, il 18% gli avicoli e il 15% i suini.

Dettaglio dei contaminanti e delle criticità rilevate

L’analisi approfondita dei 52 campioni non conformi fornisce indicazioni preziose sui punti critici su cui mantenere l’attenzione operativa. La contaminazione da Salmonella spp. ha rappresentato la causa principale di non conformità con 15 casi rilevati, pari al 1,24% dei campioni esaminati per questo parametro, con una concentrazione particolare nei mangimi destinati agli animali da compagnia. Il settore del controllo sulle sostanze farmacologicamente attive e sugli additivi ha registrato 13 campioni non conformi per titolo errato o per concentrazione non consentita e 8 casi legati a fenomeni di contaminazione crociata o carry-over, con un’incidenza dell’1,35% in ulteriore calo rispetto al triennio precedente.

Per quanto riguarda le altre sostanze ricercate, sono 7 le non conformità su additivi nutrizionali e oligoelementi come rame, zinco e ferro, e 5 casi legati alla presenza di micotossine oltre i limiti legali, principalmente aflatossina B1 nei mangimi per ruminanti. I controlli sugli OGM hanno evidenziato 2 non conformità dovute alla mancata indicazione in etichetta del superamento della soglia dello 0,9% per eventi autorizzati di mais e soia, mentre non è stato rinvenuto alcun evento OGM non autorizzato. Si è infine registrato un singolo caso di non conformità per la presenza di diossine in un lotto di sottoprodotti destinati al petfood e un caso relativo a residui di packaging. Non è stata riscontrata alcuna non conformità nell’ambito del programma di sorveglianza sulle proteine animali trasformate vietate.

Le indagini straordinarie e i controlli alle frontiere

Oltre alla programmazione ordinaria, il sistema sanitario ha attivato specifiche strategie e controlli mirati su sospetto. Nel corso del 2024 è stato completato un piano straordinario ministeriale dedicato alla ricerca dell’insetticida Fipronil su 86 campioni di materie prime vegetali e di sottoprodotti dell’industria agroalimentare, quali trebbie di distilleria e borlande destinate alle vacche da latte. Tutti i campioni esaminati sono risultati perfettamente conformi, confermando il superamento della criticità riscontrata l’anno precedente. I controlli su sospetto hanno riguardato 80 campioni prelevati in seguito a segnalazioni locali, portando al riscontro di un solo caso non conforme per aflatossina B1.

Un presidio fondamentale per la tutela del patrimonio zootecnico nazionale è il controllo all’importazione svolto dai Posti di Controllo Frontalieri. Nel 2024 sono state presentate per l’importazione da Paesi terzi 9.095 partite di mangimi per un volume complessivo superiore a 5,3 milioni di tonnellate. Sui controlli materiali eseguiti con prelievo di campione su 228 partite, pari a una frequenza di campionamento del 2,5%, è stata rilevata un’unica non conformità per la presenza di Salmonella in un lotto di articoli da masticare per cani proveniente dalla Cina. Nonostante le difficoltà di organico registrate in alcuni valichi, i controlli fisici e analitici sono stati concentrati sulle matrici a maggior rischio igienico-sanitario, quali le materie prime di origine animale e vegetale.

Sintesi dei risultati

Il quadro complessivo delineato dal rapporto 2024 testimonia l’elevata qualità e la sicurezza della filiera mangimistica italiana, con oltre il 99% dei campioni conformi alle norme vigenti. La drastica riduzione delle non conformità da carry-over dimostra l’efficacia delle misure di autocontrollo adottate dai mangimifici e dell’azione di monitoraggio capillare dei Servizi Veterinari. Al contempo, il riscontro di irregolarità legate alla presenza di Salmonella e alla corretta formulazione degli additivi evidenzia la necessità di mantenere rigorose le procedure aziendali di pulizia, sanificazione e stoccaggio.

Il contrasto all’antimicrobico-resistenza rimane il principale fenomeno da gestire, insieme al potenziamento della trasparenza verso l’allevatore e il consumatore. Per sostenere questo percorso, il Ministero della Salute e la rete degli Istituti Zooprofilattici stanno lavorando all’estensione dei metodi analitici accreditati per la ricerca di nuovi metodi e per il controllo preciso dei livelli di sostanze farmacologiche nei mangimi medicati. 

Fonte: Rapporto sui controlli ufficiali nel settore dell’alimentazione animale – Anno 2024

 

Da leggere - Settembre 2026

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