TEA: 9 milioni per il futuro dell’agroalimentare italiano
CREA lancia il progetto TEA4IT finanziato dal MASAF per implementare le più recenti scoperte in fatto di ingegneria genetica nel settore alimentare

Il progetto, reso noto tramite un comunicato stampa il 14 ottobre 2025, ha come obiettivo principale lo sviluppo di nuove varietà colturali che siano più resilienti agli stress ambientali e che esprimano al meglio le caratteristiche qualitative e nutrizionali.
Le Tecnologie di Evoluzione Assistita (TEA) che saranno utilizzate nel progetto TEA4IT includono il genome editing e la cisgenesi. Queste tecniche, classificate come NGT-1 (New Genomic Techniques), permettono di intervenire sul patrimonio genetico delle piante in modo estremamente preciso, ispirandosi a processi che avvengono anche in natura.
Ingegneria genetica a basso rischio
La tecnologia adoperata è il CRISPR/Cas9 che valse a Emmanuelle Charpentier e Jennifer Doudna il Nobel per la Chimica del 2020. Si tratta di un certosino taglia e cuci genetico grazie al quale è possibile eliminare, e in alcuni casi sostituire, specifici segmenti di informazione genetica. La meticolosità del gesto è tale da apportare modifiche sostanziali, come una maggiore resistenza ad alte temperature o a specifici patogeni, evitando conseguenze su qualità e salubrità della pianta.
L’obiettivo è sviluppare genotipi perfezionati che non solo migliorino la qualità intrinseca dei prodotti ma ne aumentino anche la sostenibilità produttiva. Queste metodologie garantiscono standard elevati di sicurezza e trasparenza verso la comunità scientifica e i consumatori.
Tutela ai lavoratori
Un aspetto cruciale che il progetto si impegna ad affrontare è infatti la gestione della proprietà intellettuale e lo sfruttamento dei brevetti. Questo è fondamentale per tutelare il valore economico dell’innovazione, assicurando che i benefici raggiungano sia la comunità scientifica che i produttori. La sperimentazione in campo è prevista in diversi contesti pedoclimatici italiani grazie alle aziende agricole sperimentali del CREA.
Collaboratori illustri
Fanno parte dell’iniziativa le Università di Torino, Bologna, Milano, Tuscia, Verona, Catania e Ferrara, oltre che enti pubblici di ricerca come il CNR e la Fondazione Edmund Mach. Il CREA coordina questo sforzo avvalendosi di centri specializzati, tra cui genomica e bioinformatica, cerealicoltura e colture industriali, oltre che zootecnia e acquacoltura.
Un obiettivo comune
Per gli operatori dell’allevamento e delle produzioni animali, la salute e la stabilità delle filiere agroalimentari nel loro complesso rappresentano un fattore critico. L’innovazione nel settore vegetale si traduce direttamente in una maggiore sicurezza e qualità nella produzione di mangimi, fieni e materie prime essenziali.
Il presidente CREA, Andrea Rocchi, ha sottolineato come questo sia un passaggio cruciale per l’agricoltura italiana, che potrà disporre di un altro potente strumento per essere sempre più resiliente, sostenibile e produttiva.



















































































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