Tendenze lattiero-casearie 2026: più produzione ma meno redditività e meno fiducia

Un nuovo aggiornamento di ISMEA sulle tendenze e dinamiche del comparto lattiero-caseario nei primi quattro mesi dell'anno, con un’analisi dettagliata dei principali indicatori di mercato relativi a produzione, prezzi, commercio e consumi

1 Ottobre, 2026

Cresce la produzione sia in UE (+4,0%) che in Italia (+3,5%)

La progressiva e costante crescita della produzione registrata nel 2025, si è confermata nei primi quattro mesi del 2026 in tutti i principali player mondiali. In particolare, le statistiche parlano di: +5,6% in Nuova Zelanda, +4,0% nell’UE 27 e +3,0% negli USA. A livello comunitario, l’aumento della produzione di latte è stato generalizzato (Germania +6,7%, Francia +4,5%, Paesi Bassi +5,4%, Polonia +3,2% nel periodo gennaio-aprile 2026) e sostenuto da livelli contenuti dei prezzi dei mangimi e da una buona disponibilità e qualità dei foraggi.

L’offerta abbondante ha, però, generato una contrazione dei prezzi alla stalla UE in questi primi mesi del 2026, arrivando a toccare ad aprile i 42,8 €/100 kg e con un differenziale di oltre il 19% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il dato previsionale di maggio (42,5 €/100 kg) indica un ulteriore calo alla stalla, ma si evidenzia una dinamica molto diversificata nei vari Paesi, a seconda della specializzazione produttiva.

L’aumento del costo delle materie prime, dovuto anche alle tensioni geopolitiche internazionali, ha fatto crescere rapidamente i prezzi dei prodotti lattiero-caseari, soprattutto del latte scremato in polvere. Di conseguenza, è aumentato anche il prezzo pagato agli allevatori nei principali Paesi produttori, come Paesi Bassi, Belgio e Germania. Anche il siero di latte ha registrato un aumento dei prezzi, sostenuto dalla crescente domanda di proteine sia per l’alimentazione animale sia per quella umana. Al contrario, il mercato dei grassi del latte rimane in difficoltà, principalmente a causa della grande disponibilità di burro e delle scorte mondiali ancora elevate.

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Cosa succede in Italia

Nei primi quattro mesi del 2026 la produzione di latte in Italia è aumentata del 3,5%, dopo la crescita dell’1,2% registrata nel 2025. L’elevata quantità di latte disponibile e la concorrenza degli altri Paesi europei hanno però causato un calo del prezzo del latte, che a maggio è sceso a circa 46,7 €/100 litri, il 21% in meno rispetto all’anno precedente. A pesare sui guadagni degli allevatori sono anche i maggiori costi di mangimi e gasolio. Tuttavia, a giugno il prezzo del latte spot è tornato a salire, quasi raddoppiando rispetto al minimo di marzo. Questo potrebbe indicare una futura ripresa dei prezzi alla stalla, favorita dalla crescita della domanda di proteine e dal caldo estivo, che potrebbe ridurre la produzione delle bovine.

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Export: i formaggi mantengono il trend positivo del 2025  

Nel 2026 il commercio estero del settore lattiero-caseario italiano continua a crescere, anche se più lentamente rispetto al 2025. Nel primo trimestre, le esportazioni di formaggi sono aumentate del 4% sia in quantità sia in valore, grazie soprattutto ai formaggi freschi, grattugiati, Grana Padano e Parmigiano Reggiano. La Germania ha aumentato gli acquisti dall’Italia, mentre le esportazioni verso gli Stati Uniti sono diminuite, anche a causa delle politiche commerciali più restrittive.

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Importazioni: meno latte in cisterna, più yogurt estero

Per quanto riguarda le importazioni, la maggiore disponibilità di latte italiano ha ridotto gli acquisti di latte in cisterna dall’estero (-25,5% in volume nel primo trimestre), con un calo significativo degli acquisti dalla Germania (-27,2% in volume) e, soprattutto, dalla Francia (-43,6%). Per quel che riguarda i trasformati, si registra un aumento nel primo trimestre 2026 delle importazioni di yogurt (+10,0% in volume), mentre arretrano lievemente gli acquisti dall’estero di formaggi (-0,3% in volume), in particolare di freschi.

Consumi domestici in lieve ripresa

Nei primi mesi del 2026, la domanda italiana di prodotti lattiero-caseari è tornata a crescere, anche grazie al rallentamento dell’aumento dei prezzi. Tuttavia, i consumi variano a seconda dei prodotti: al calo strutturale del latte fresco (-3,9% in volume nel periodo gennaio-aprile) si è
contrapposta una crescita degli acquisti domestici di yogurt (+5,5% in volume) e di formaggi, con il recupero dei duri (+2,5% in volume) e l’ulteriore espansione dei freschi (+1,6% in volume). Ismea 5

Prospettive: aumenta l’incertezza e cala la fiducia

Nella prima parte del 2026, l’eccesso di offerta sul mercato mondiale e le tensioni geopolitiche hanno aumentato l’incertezza, riducendo la fiducia degli operatori del settore lattiero-caseario. Nel primo trimestre, infatti, l’indice di fiducia dell’industria è sceso in territorio negativo a causa della diminuzione degli ordini e dell’aumento delle scorte. Tuttavia, le prospettive per i mesi successivi sembrano più positive, grazie alla possibile ripresa degli scambi internazionali e della domanda mondiale.

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Anche gli allevatori hanno mostrato maggiore preoccupazione, soprattutto per il rischio di una riduzione dei guadagni derivanti dalla vendita del latte. L’accordo raggiunto al tavolo ministeriale, che prevede un aumento graduale del prezzo del latte nei sei mesi successivi, dovrebbe però permettere sia agli allevatori sia alle aziende di pianificare meglio le proprie attività economiche.

Consulta di seguito il report ISMEA integrale. Tendenze lattiero-casearie Luglio 2026

Fonte: Ismea – Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare

 

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