Un modello virtuoso di agricoltura sostenibile: l’Azienda Agricola “La Casella”

Un'azienda agricola energeticamente autonoma grazie a biogas, fotovoltaico e innovazione

copertina articolo Zambelli
14 Luglio, 2025

Nelle colline di Pieve di Cusignano, a pochi chilometri da Fidenza (PR), l’Azienda Agricola La Casella si distingue come un esempio concreto e replicabile di come un’azienda zootecnica a conduzione familiare possa trasformarsi in un modello di sostenibilità energetica, ambientale ed economica.

Non si tratta solo di una bella storia di innovazione, ma della dimostrazione pratica che anche una realtà media, circa 80 vacche in lattazione, 150 capi totali, può diventare un laboratorio virtuoso di tecnologie applicate all’agricoltura.

Una visione anticipatrice

Già nel 2015, come emerge da un’intervista pubblicata sulla Rete Rurale Nazionale,  La Casella aveva chiara una cosa: l’agricoltura del futuro non può prescindere da una forte impronta energetica autonoma e sostenibile. All’epoca ancora non disponevano di un impianto di biogas, ma avevano già impostato un percorso strutturato per integrare fonti rinnovabili e soluzioni circolari all’interno della gestione aziendale.

Una transizione energetica concreta

Negli anni successivi, grazie a una progettualità lungimirante e all’accesso a misure di sostegno pubblico, i fratelli Sartori, titolari dell’azienda, hanno dotato La Casella di un articolato sistema di produzione e gestione energetica:

  • Fotovoltaico: due impianti (86 kWp + 38 kWp) con accumulo (batterie da 36 kW)

  • Eolico: due pale, una da 10 kW (asse verticale) e una da 20 kW (asse orizzontale)

  • Solare termico: 4 pannelli per produzione di acqua calda sanitaria

  • Biogas: impianto da 33 kW alimentato esclusivamente dai reflui zootecnici aziendali

  • Cippato: caldaia da 86 kW alimentata con biomassa legnosa

  • Teleriscaldamento: rete interna che serve tre appartamenti, una casa singola, l’acqua potabile per gli animali e i lavaggi della sala mungitura, utilizzando la sinergia tra impianto a biogas, caldaia a cippato e solare termico

A seguire l’azienda in questo percorso, in particolare nella gestione e nell’ottimizzazione dell’impianto di biogas, c’è Luca Zambelli consulente tecnico per Biolectric e figura di riferimento per la tecnologia e l’assistenza tecnica nel campo dei piccoli impianti a biogas da reflui zootecnici. La sua consulenza ha accompagnato l’azienda nel massimizzare le performance del sistema, rendendo ancora più efficiente e sostenibile l’utilizzo delle risorse disponibili.

Risultato? La Casella è oggi energeticamente indipendente, ha eliminato il vecchio bombolone GPL e utilizza energia rinnovabile per tutte le attività aziendali e residenziali.

Massimizzare le risorse: l’essiccazione foraggera a costo zero

Un aspetto particolarmente interessante è come l’azienda abbia saputo sfruttare l’energia termica in eccesso prodotta in primavera, estate e inizio autunno. È da qui che nasce l’idea, poi la realizzazione, di un impianto di essiccazione per foraggi.

Progettato internamente da Daniele Sartori, l’impianto può trattare fino a 16 balloni in circa 8 ore, usando esclusivamente il calore generato dal biogas. Questo consente non solo un notevole risparmio energetico, ma anche una gestione più efficiente e di qualità della produzione foraggera, in linea con le esigenze del disciplinare del Parmigiano Reggiano per il quale l’azienda produce il latte.

Economia circolare e benessere animale

L’approccio integrato non si ferma alla produzione energetica. Il digestato separato dell’impianto di biogas, miscelato con paglia, viene utilizzato come lettiera per le cuccette delle vacche: una scelta ecologica, funzionale e a basso costo, che contribuisce a migliorare il comfort animale e a chiudere il ciclo dei nutrienti.

Una lezione replicabile

Parlare con Daniele Sartori significa toccare con mano l’orgoglio di chi ha creduto nelle tecnologie, senza aspettare che fossero “di moda”.

La Casella dimostra che oggi, grazie alle tecnologie disponibili e ai contributi esistenti, è realmente possibile trasformare una media azienda agricola in un modello sostenibile, sia in termini ambientali che economici. E la presenza di un supporto tecnico qualificato come quello offerto da Luca Zambelli rappresenta un elemento chiave per il successo di questo percorso.

In un territorio come quello del Parmigiano Reggiano, dove le aziende sono spesso di medie dimensioni e a conduzione familiare, la strada tracciata da La Casella è non solo ispirazione, ma anche una guida concreta da seguire.

Si ringrazia Luca Zambelli, consulente tecnico di Biolectric, per la disponibilità e per aver condiviso tutte le informazioni tecniche e operative che hanno reso possibile la realizzazione di questo articolo.

 

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