Via libera dal Consiglio UE a maggiori tutele per gli agricoltori nella filiera agroalimentare
Rispetto alla proposta della Commissione, il Consiglio chiede maggiore flessibilità rispetto all'obbligo dei contratti scritti, mediazione volontaria e più tempo per adeguarsi alle nuove norme

Ieri, i rappresentanti degli Stati membri nel Comitato speciale per l’agricoltura (CSA) hanno approvato il mandato negoziale del Consiglio UE sulla proposta presentata dalla Commissione a dicembre 2024 di rafforzare la posizione degli agricoltori nella filiera agroalimentare attraverso una modifica mirata al regolamento sull’organizzazione comune dei mercati dei prodotti agricoli (OCM) e ad altri due atti che disciplinano la PAC (leggi anche “Commissione UE: proposte nuove misure per rafforzare la posizione degli agricoltori e combattere le pratiche commerciali sleali“).
La proposta riflette direttamente alcune delle raccomandazioni del dialogo strategico sul futuro dell’agricoltura dell’UE e risponde ad alcune delle sfide più urgenti che il settore agricolo si trova ad affrontare, tra cui la guerra in Ucraina e l’aumento dei costi di produzione.
Le norme proposte sono concepite per conferire agli agricoltori una posizione negoziale più forte, in modo che gli attori più influenti della filiera alimentare non impongano loro condizioni sfavorevoli, stabilizzare i loro redditi e garantire mezzi di sussistenza più equi in agricoltura.
Gli agricoltori svolgono un ruolo fondamentale nella nostra vita, ma rimangono l’anello più debole della filiera agroalimentare – ha dichiarato Czesław Siekierski, Ministro polacco dell’agricoltura e dello sviluppo rurale. – Le nuove norme mirano a migliorare il loro potere contrattuale, garantendo loro un sostentamento equo e dignitoso del loro duro lavoro. L’obiettivo finale è ripristinare la fiducia lungo tutta la filiera alimentare.
Gli elementi principali della proposta della Commissione
Le modifiche proposte al regolamento OCM si concentrano su diversi aspetti chiave, al fine di rafforzare il ruolo degli agricoltori nella filiera alimentare:
- rendere obbligatori i contratti scritti tra agricoltori e acquirenti e migliorare il modo in cui i contratti a lungo termine tengono conto dell’evoluzione del mercato, delle fluttuazioni dei costi e delle condizioni economiche;
- introdurre una clausola di revisione nei contratti a lungo termine per tutelare meglio gli agricoltori nel lungo periodo e garantire che non siano vincolati a condizioni sfavorevoli;
- snellire le norme per il riconoscimento giuridico delle organizzazioni di produttori;
- rafforzare le organizzazioni di produttori e le loro associazioni consentendo agli Stati membri di concedere loro maggiore sostegno finanziario attraverso gli interventi settoriali della PAC;
- incoraggiare i giovani e i nuovi agricoltori ad aderire alle organizzazioni di produttori riconosciute attraverso incentivi;
- definire le condizioni d’uso di termini facoltativi come “giusto”, “equo” e “filiera corta” nella commercializzazione dei prodotti agricoli.
Le principali modifiche approvate dal Consiglio
Il Consiglio, pur approvando gli elementi principali e gli obiettivi generali della proposta, ha suggerito una serie di miglioramenti.
Contratti scritti
Nella sua proposta la Commissione ha suggerito l’introduzione dell’obbligo di stipulare contratti scritti per ogni consegna di prodotti agricoli, con alcune eccezioni. Il Consiglio ha proposto una serie di emendamenti per chiarire chi è soggetto all’obbligo di stipulare contratti scritti. Ha inoltre introdotto ulteriori eccezioni, con l’obiettivo di garantire maggiore flessibilità agli Stati membri nell’adeguare l’obbligo alle loro esigenze specifiche, a seconda del settore e del prodotto.
In particolare, gli Stati membri potranno decidere che un contratto scritto non sia necessario se il primo acquirente di prodotti agricoli è una microimpresa o una piccola impresa, se la consegna delle merci avviene contemporaneamente al pagamento o se il valore delle consegne non supera un massimo di 20.000 euro.
Clausola di revisione per i contratti
Il Consiglio propone che gli agricoltori possano attivare la clausola di revisione per i contratti a lungo termine dopo 12 mesi, invece dei 6 mesi proposti dalla Commissione. L’obiettivo è garantire la prevedibilità e la stabilità della catena di approvvigionamento, garantendo al contempo la tutela degli agricoltori, in particolare nelle situazioni in cui il prezzo percepito per i loro prodotti non copre più i costi di produzione.
Meccanismo di mediazione
La Commissione ha proposto di istituire meccanismi di mediazione obbligatori tra gli agricoltori e i loro acquirenti per incoraggiare le parti a raggiungere una risoluzione amichevole in caso di controversie sulla conclusione o la revisione di un contratto scritto.
Al fine di ridurre gli oneri amministrativi e rispettare la situazione specifica degli Stati membri, il Consiglio ha suggerito che i meccanismi di mediazione debbano essere volontari, il che significa che spetterebbe agli Stati membri decidere se istituirli o meno.
Entrata in vigore
Il Consiglio suggerisce un periodo di transizione di due anni, rispetto ai 18 mesi previsti dalla proposta, per consentire al settore agroalimentare di adattarsi e prepararsi alle nuove norme.
Prossimi passi
Con questo accordo, la presidenza del Consiglio UE è pronta ad avviare i negoziati con il Parlamento europeo, una volta che anche quest’ultimo avrà stabilito la sua posizione sulla proposta di modifica del regolamento OCM.



















































































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