Zootecnia europea: Copa-Cogeca chiede nuove strategie per affrontare lo stress termico

Le ondate di calore estreme riducono i raccolti di foraggio e tagliano la produzione di latte. Copa-Cogeca lancia l'allarme alla Commissione Europea, sollecitando misure straordinarie immediate e una strategia a lungo termine per salvaguardare la zootecnia

vacche - caldo - sole
3 Settembre, 2026

I leader di Copa-Cogeca, in rappresentanza degli agricoltori e delle cooperative europee, hanno incontrato di recente il Commissario europeo per l’Agricoltura Christophe Hansen e il Ministro Martin Heydon, nell’ambito della presidenza irlandese. L’incontro si è svolto la mattina prima del vertice ministeriale a Dublino, per definire un piano straordinario in vista delle prossime decisioni comunitarie. 

I territori dell’Europa centro-meridionale e occidentale sono colpiti da temperature record e da prolungati periodi di siccità che hanno compromesso i cicli colturali tradizionali. Le aziende zootecniche sono schiacciate dal drastico calo delle produzioni foraggere interne e dall’aumento dei costi di gestione. Per sbloccare la situazione, l’associazione propone l’adozione immediata di strumenti di liquidità d’emergenza, una rimodulazione flessibile dei fondi della Politica Agricola Comune (PAC) e investimenti mirati nella gestione idrica.

L’impatto del clima estremo sugli allevamenti

Sempre più appare chiaro come i fenomeni climatici estremi non possano più essere considerati eventi rari, ma una realtà strutturale che colpisce l’Europa in tutte le stagioni. Per gli allevatori europei, l’innalzamento anomalo delle temperature rappresenta una minaccia diretta alla stabilità operativa ed economica dell’intera filiera. In questo contesto di forte incertezza, la priorità è l’approvvigionamento alimentare per gli animali.

Lo stress termico e il benessere animale

Lo stress termico incide negativamente sulla salute degli animali, compromettendo il benessere animale, la fertilità e persino le dimensioni delle mandrie. Nei bovini da latte, le ripercussioni sono immediate e portano alla flessione della produzione di latte, quantificata in cali compresi tra il 10% e il 15% in diverse aree continentali, incluse alcune zone italiane. Per tamponare la carenza nutrizionale dovuta alla perdita dei pascoli, le aziende devono ricorrere massicciamente all’acquisto di mangimi supplementari sul mercato esterno. Questa necessità genera una forte pressione finanziaria, poiché si inserisce in un mercato già gravato dall’impennata dei costi di produzione, dai rincari energetici e dei fertilizzanti, alimentando forti preoccupazioni in vista del prossimo inverno.

La mappa dei danni e i numeri della crisi 

I paesi più colpiti dalla contrazione dei pascoli e della disponibilità di foraggio sono Ungheria, dove la produzione di fieno ha registrato perdite di almeno il 50%, e Germania. Carenze foraggere significative sono segnalate anche in Francia, Slovenia, Spagna, Italia e Irlanda. Ad aggravare il quadro vi sono le perdite registrate nelle colture erbacee destinate all’alimentazione zootecnica. Ad esempio, la produzione di mais ha subito perdite del 50-70% in Slovenia, del 40% in Francia e del 20-25% in Italia, con picchi che raggiungono il 70% in alcune aree prive di irrigazione. Anche colture come patate, barbabietole da zucchero e ortaggi hanno subito duri colpi, specialmente nei terreni non irrigati. Questa diffusa carenza di materie prime minaccia di innescare tensioni inflazionistiche destinate a ripercuotersi sull’intera catena alimentare nei mesi futuri, mettendo a rischio l’economia del settore e la sicurezza degli approvvigionamenti.

La richiesta di cambiamento 

I rischi futuri non riguardano solo la stabilità produttiva, ma l’intera economia rurale, la sicurezza alimentare e la tutela del territorio. Le richieste di COPA-COGECA riguardano una maggiore flessibilità nell’uso degli strumenti della PAC e un immediato sostegno alla liquidità delle aziende. Nel medio termine si richiedono interventi normativi sulla Direttiva Nitrati, la sospensione temporanea del meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere (CBAM) e soluzioni operative nel settore dei mangimi e della protezione delle piante. Sul piano infrastrutturale, si richiedono sistemi avanzati di gestione idrica, irrigazione e strumenti di gestione del rischio supportati dai futuri fondi europei e dal Fondo europeo per la competitività.

Fonte: COPA-COGECA

Autore: Gabriele Scrofani

Da leggere - Agosto 2026

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