Costi in calo, prezzi in crescita: nel 2024 l’Italia conquista il primato europeo per valore aggiunto agricolo

Secondo il report Istat sull'andamento dell' economia agricola nel 2024 sono aumentate produzione e occupazione e si sono ridotti i costi. Il prezzo del latte ha registrato un incremento del 7,8% e la carne bovina del 5,3%.

31 Luglio, 2025

Nel 2024 la produzione e il valore aggiunto del settore agricoltura, silvicoltura e pesca sono cresciuti, in termini reali, rispettivamente dello 0,6% e del 2%, e l’occupazione è aumentata dello 0,7%. I prezzi di vendita dei prodotti agricoli hanno continuato a crescere, seppure ad un ritmo più contenuto rispetto al 2023, registrando un incremento dell’1,8% contro il 3,6% dell’anno precedente. I costi intermedi del settore sono diminuiti sia in volume (-0,9%) sia in valore (-7,9%), riflettendo il forte calo dei prezzi degli input produttivi (-7,1%). Il valore aggiunto a prezzi correnti del comparto agricolo è aumentato del 12,2% rispetto al 2023 (+2,2%, in volume), raggiungendo i 40,9 miliardi di euro, contro i 36,4 dell’anno precedente. Nel 2024 l’Italia è diventata il Paese con il valore aggiunto agricolo più alto dell’Unione europea. Per quel che riguarda l’occupazione, c’è stato un incremento complessivo dello 0,7% in termini di Unità di lavoro (Ula) e anche i redditi da lavoro dipendente hanno registrato un aumento dello 0,7%, cui è corrisposto un incremento nelle retribuzioni lorde dello 0,8%. Gli investimenti fissi lordi, invece, hanno evidenziato una diminuzione in valore e in volume, rispettivamente dell’1,6% e dell’1,4%.


Produzioni italiane

L’aumento della produzione in volume nel 2024 ha caratterizzato quasi tutti i comparti del settore agricolo, con l’eccezione delle attività di supporto al settore e di alcune specifiche colture. Tra quest’ultime troviamo, ad esempio, i cereali, la cui produzione in volume è diminuita del 6,9% rispetto all’anno precedente. Annata sfavorevole anche per le attività di supporto dell’agricoltura (-0,7% in volume) e la produzione di foraggi (-0,6%). Il settore zootecnico ha evidenziato un incremento del volume della produzione dello 0,8% rispetto al 2023, sostenuto dal comparto delle carni (+0,7%) e, in particolare, dalle carni bovine che hanno mostrato un aumento del 2,5%. Tra i prodotti zootecnici derivati, in ripresa i volumi del latte (+1,4%) e uova (+0,5%); mentre si è confermata la crisi strutturale del comparto apistico (-8,3%).

Andamento dei prezzi dei prodotti

Nel 2024 è stato registrato un incremento medio dei prezzi dei prodotti agricoli su base annua dell’1,8%, in rallentamento rispetto all’anno precedente (+3,6% nel 2023). Per i prodotti zootecnici hanno registrato nel 2024 un incremento molto contenuto (+0,7%) e significativamente inferiore a quello registrato nel 2023 (+7,1%). Rilevanti aumenti si sono avuti nei prezzi alla produzione di latte (+7,8%) e carni bovine (+5,3%), mentre un calo consistente è stato osservato per il prezzo di uova (-9,7%), pollame (-6,2%) e carni suine (-5,7%). In aumento anche i prezzi alla produzione delle attività dei servizi (+2,1%) e secondarie (+3,5%).

Sul fronte dei costi sostenuti dagli agricoltori, nel 2024 il prezzo medio dei beni e dei servizi impiegati ha subìto un’ulteriore marcata flessione (-7,1%), dopo il calo del 13,7% rilevato nel 2023. I prezzi degli input sono diminuiti in misura marcata per i prodotti energetici (-15,2%), i concimi (-13,5%) e i mangimi (-7,7%). Nel complesso, la spesa sostenuta per consumi intermedi si è portata a 31,4 miliardi di euro nel 2024, dai 34,1 miliardi dell’anno precedente. Il differenziale positivo tra l’andamento dei prezzi dei prodotti venduti (output) e di quelli acquistati (input) ha determinato un sensibile rafforzamento della ragione di scambio per il settore agricolo che è aumentata del 9,6%, confermando il trend positivo registrato l’anno precedente (+7,6% nel 2023).

Situazione nazionale

Nel 2024, la produzione del settore agricoltura, silvicoltura e pesca è cresciuta in quasi tutte le macroaree italiane, tranne le Isole, che hanno subito un calo del −5,2 %, e il Nord‑ovest, sostanzialmente stabile (−0,1 %). Gli aumenti più forti in volume sono stati registrati nel Centro (+2,5 %), Nord‑est (+1,9 %) e Sud (+1,6 %), e in termini di valore aggiunto, ha primeggiato il Sud (+5,3 %), seguito da Centro (+5,2 %) e Nord‑est (+4,5 %); solo Nord‑ovest (−0,7 %) e Isole (−7,6 %) hanno segnato cali. Nel Centro, sono state decisive Lazio e Umbria; nel Nord‑est, Emilia‑Romagna e Veneto; nel Sud, Abruzzo e Puglia. La flessione generale delle Isole è dovuta soprattutto al forte calo produttivo avuto in Sicilia.  

Situazione europea

Nel 2024 la produzione agricola UE27 è cresciuta del +1,0% in volume, guidata da Paesi come Spagna (+10,9%), Portogallo (+4,2%), Polonia (+3,4%), Germania (+0,9%) e Italia (+0,8%), mentre hanno registrato flessioni Paesi come Ungheria, Francia e Romania. I prezzi alla produzione agricola sono diminuiti mediamente dell’1,8%, con cali pronunciati in Spagna, Polonia, Danimarca e Francia, e aumenti solo in Irlanda, Grecia e Italia (+2,5 %). Nel complesso la spesa per consumi intermedi è scesa del 4,7% in valore (pur aumentando dell’1,0% in volume), grazie alla riduzione dei prezzi degli input (-5,7% nei beni e servizi), contribuendo così a migliorare la redditività del settore. Infine, l’indicatore A di produttività del lavoro agricolo è cresciuto del +1,9% per UE27, con incrementi maggiori in Irlanda, Svezia, Portogallo, Italia (+10,4 %) e Spagna, mentre ha registrato cali significativi in Romania, Ungheria, Francia, Germania e Polonia

Per quel che riguarda il settore zootecnico, i volumi sono aumentati dell’1,4 %, con un forte contributo del pollame (+4,5 %) e delle carni animali in generale (+2,0 %). I servizi agricoli sono cresciuti leggermente (+0,3 %), mentre le attività secondarie sono arretrate dell’1,0 %. I prezzi delle coltivazioni sono scesi del 3,5 %, proseguendo il calo iniziato nel 2023 dopo il picco del 2022. Le diminuzioni più marcate hanno riguardato foraggi (−16,4 %), cereali (−10,4 %) e piante industriali (−3,6 %). Solo l’olio d’oliva ha visto un rialzo significativo (+17,0 %), insieme a vini (+3,7 %) e florovivaistica (+5,0 %). Nel comparto zootecnico, i prezzi sono diminuiti di poco (−0,5 %), con cali marcati per carni suine (−7,1 %) e pollame (−5,3 %), ma le carni bovine hanno registrato un aumento (+4,3 %), così come i prodotti zootecnici derivati (+1,6 %). I consumi intermedi (beni e servizi per la produzione agricola) sono cresciuti in volume dell’1,0 %, mentre i prezzi sono diminuiti del 5,7 %, favorendo la redditività del settore. Gli incrementi in volume più rilevanti si sono registrati in Francia, Spagna e Germania; cali più marcati in Danimarca, Romania e Italia.

In termini di valore aggiunto agricolo, pur risultando terza per valore della produzione, dopo Francia e Germania, nel 2024 l’Italia conquista il primato europeo con circa 42,4 mld  € nel 2024 (+9 % rispetto al 2023), pari a 18,4 % del totale UE27. Al secondo posto la Spagna (39,5 mld €, +16,2 %), seguita dalla Francia (35,1 mld €, –7,2 %).

Il report completo è disponibile cliccando QUI!

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Da leggere - Luglio 2026

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