PAC: il Consiglio dell’UE adotta la propria posizione sul terzo “pacchetto semplificazioni”

Il Consiglio dell’Unione Europea ha recentemente raggiunto un accordo sulla propria posizione riguardo al terzo pacchetto di semplificazione della Politica Agricola Comune (PAC), noto come “Omnibus III”. Un passaggio cruciale che porta avanti l’iter legislativo

5 Settembre, 2025

Un processo di semplificazione in continuità

Il pacchetto Omnibus III, adottato dalla Commissione il 14 maggio 2025, si inserisce in un percorso di alleggerimento normativo avviato nel 2024 e consolidato attraverso più interventi. L’obiettivo rimane quello di ridurre gli oneri burocratici per gli agricoltori e per le amministrazioni nazionali, garantendo al tempo stesso maggiore flessibilità nell’applicazione delle regole e strumenti più efficaci di risposta alle crisi.

Le misure interessano in particolare due dei tre atti legislativi di base che regolano la PAC: il regolamento sui piani strategici (SPR) e il regolamento orizzontale, che disciplina gli aspetti finanziari, di gestione e controllo.

Risparmi e vantaggi attesi

Secondo le valutazioni della Commissione, le nuove disposizioni potrebbero generare risparmi annuali fino a 1,6 miliardi di euro per gli agricoltori e oltre 200 milioni di euro per le amministrazioni degli Stati membri. Riduzioni significative di costi amministrativi dovrebbero derivare dalla semplificazione delle procedure, dalla riduzione dei controlli in loco e dall’eliminazione della verifica annuale delle prestazioni.

Il Consiglio ha confermato l’impianto generale della proposta della Commissione, con alcune priorità chiave:

  • sostegno rafforzato ai piccoli agricoltori, attraverso pagamenti più elevati e procedure semplificate;
  • riduzione e razionalizzazione dei controlli, con particolare attenzione alle aziende biologiche;
  • maggiore chiarezza nelle norme di condizionalità.

Maggiore flessibilità e nuovi strumenti

Oltre a quanto proposto dalla Commissione, i rappresentanti degli Stati membri hanno introdotto alcuni elementi migliorativi. In particolare:

  • è prevista maggiore flessibilità per gli Stati membri nel definire il grado di conformità agli standard ambientali (GAEC) per le aziende agricole parzialmente biologiche;
  • viene potenziata la possibilità per gli agricoltori di accedere a strumenti di gestione del rischio;
  • aumenta la percentuale di pagamenti diretti anticipati, così da rendere più tempestivo il sostegno in caso di calamità naturali o altre emergenze.

Sul fronte della gestione delle crisi, il pacchetto prevedeva originariamente nuove tipologie di pagamenti da attivare nell’ambito dei piani strategici. Tuttavia, queste misure sono state rinviate alla più ampia revisione della PAC, pur mantenendo l’intento di garantire un finanziamento più efficace agli agricoltori in situazioni di emergenza.

I prossimi passi

Con l’adozione della posizione del Consiglio, il dossier entra ora nella fase dei negoziati interistituzionali. La Presidenza del Consiglio ha dichiarato la propria disponibilità ad avviare quanto prima i triloghi con il Parlamento europeo, che dovrà definire la sua posizione. L’obiettivo rimane quello di giungere a un accordo definitivo entro la fine dell’anno, così che le nuove semplificazioni possano essere operative già dal 2026.

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