Dal THI al consumo di acqua: cosa ci raccontano quasi quarant’anni di ricerca

Uno studio dell'Università di Padova ha analizzato 17 studi condotti in diversi Paesi e oltre 400 bovine da latte, chiarendo come il parametro THI index, che rapporta temperatura e umidità, sia uno strumento utile per quantificare il rischio di stress da caldo

17 Agosto, 2026

Ogni estate l’allevatore osserva lo stesso fenomeno: quando le temperature salgono, le bovine da latte trascorrono più tempo agli abbeveratoi e il consumo di acqua aumenta sensibilmente. Si tratta di un comportamento noto, ma fino a oggi sprovvisto di una risposta quantitativa a una domanda molto concreta: di quanto aumenta realmente il fabbisogno idrico? E soprattutto, questo incremento segue un andamento prevedibile in funzione dell’intensità dello stress da caldo?

Lo studio

Per dare una risposta basata sulle evidenze scientifiche, il gruppo di ricerca di Zootecnia del Dipartimento di Medicina Animale, Produzioni e Salute dell’Università di Padova ha raccolto e analizzato quasi quarant’anni di studi internazionali attraverso una revisione sistematica della letteratura e una meta-analisi, uno strumento statistico che permette di ottenere una visione complessiva di un fenomeno combinando i risultati di diversi studi scientifici già pubblicati. Sono stati inclusi 17 studi, pubblicati tra il 1985 e il 2024 e condotti in diversi Paesi, per un totale di oltre 400 bovine da latte. L’obiettivo era confrontare il consumo di acqua in condizioni di comfort termico con quello registrato durante lo stress da caldo.

Non si tratta di un aspetto secondario. L’acqua è il nutriente più importante per la bovina da latte e rappresenta uno dei principali strumenti con cui l’animale riesce a contrastare gli effetti delle alte temperature. Quando il caldo aumenta, la vacca accelera la respirazione, modifica il comportamento alimentare e attiva diversi meccanismi fisiologici per disperdere il calore corporeo. Tutti questi adattamenti comportano una maggiore perdita di acqua e rendono indispensabile un incremento dell’assunzione idrica. Se questa esigenza non viene soddisfatta, diminuisce la capacità di dissipare il calore e possono comparire ripercussioni sulla produzione di latte, sull’ingestione, sulla fertilità e sul benessere degli animali. Ma come si misura il “caldo” percepito dalla bovina? La sola temperatura dell’aria non è sufficiente: una giornata a 30°C con aria secca ha effetti molto diversi rispetto a una giornata con la stessa temperatura ma con elevata umidità. Per questo motivo allevatori e ricercatori utilizzano il temperature-humidity index (THI), un parametro che combina temperatura e umidità relativa e che oggi rappresenta il principale riferimento per valutare il rischio di stress termico e programmare gli interventi di raffrescamento.

Cos’è il THI?

Il temperature-humidity index (THI) è un indice che combina temperatura dell’aria e umidità relativa in un unico valore, permettendo di valutare il livello di disagio termico a cui è esposto l’animale. Considerare anche l’umidità è fondamentale perché, quando l’aria è molto umida, la bovina riesce a disperdere il calore corporeo con maggiore difficoltà. Per questo motivo, la stessa temperatura ambientale può determinare condizioni molto diverse per l’animale in funzione del livello di umidità presente nell’ambiente. A oggi, il THI viene ampiamente utilizzato nella ricerca e negli allevamenti per monitorare il rischio di stress da caldo e supportare le scelte operative. Molti sistemi di monitoraggio aziendale, centraline meteo e software gestionali sono in grado di calcolarlo automaticamente, fornendo informazioni utili per individuare i periodi critici e programmare interventi come l’attivazione di ventilatori e sistemi di raffrescamento.

Risultati

Figura 1. Relazione tra il temperature-humidity index (THI) e il consumo giornaliero di acqua nelle bovine da latte (water intake, l/d). La linea di regressione evidenzia una relazione positiva e lineare: con l’incremento del THI cresce progressivamente anche il consumo di acqua delle bovine.

Ed è proprio grazie a questo parametro che emerge il risultato più interessante dello studio. Analizzando congiuntamente i dati disponibili, è stato possibile dimostrare che esiste una relazione lineare tra THI e il consumo di acqua: per ogni aumento di un’unità di THI, una bovina da latte consuma in media circa 1,5 litri di acqua in più al giorno. In altre parole, il fabbisogno idrico non aumenta solo quando si supera una determinata soglia di caldo, ma cresce progressivamente con l’aggravarsi delle condizioni ambientali. Nel complesso, la meta-analisi mostra inoltre che le bovine esposte allo stress da caldo consumano mediamente circa 10 litri di acqua in più al giorno rispetto agli animali allevati in condizioni di comfort termico. Naturalmente si tratta di un valore medio: livello produttivo, stadio di lattazione, dieta, ventilazione della stalla e caratteristiche climatiche locali possono influenzare l’entità dell’incremento osservato nei singoli allevamenti. Questa variabilità conferma che non esiste un unico valore valido per tutte le aziende, ma evidenzia un principio comune: il consumo di acqua aumenta in modo progressivo con l’intensificarsi dello stress da caldo.

Quali indicazioni pratiche per l’allevatore?

Durante il periodo estivo, la disponibilità di acqua non dovrebbe mai rappresentare un fattore limitante per la mandria. Non è sufficiente che gli abbeveratoi siano presenti: devono essere numericamente adeguati, facilmente accessibili, puliti e in grado di garantire una portata proporzionata al bisogno. Il monitoraggio del THI può rappresentare un ulteriore supporto gestionale, perché consente di individuare in anticipo i periodi in cui aumenterà il fabbisogno idrico degli animali. Quando le condizioni ambientali diventano più critiche, è quindi importante verificare il corretto funzionamento degli impianti di abbeverata e integrare la gestione dell’acqua con altre strategie di mitigazione dello stress da caldo, come ventilazione e raffrescamento.

Negli ultimi anni il cambiamento climatico, con l’aumento e l’intensità delle ondate di calore, è diventato una sfida anche nelle aree tradizionalmente vocate alla produzione lattiera. In questo scenario, l’acqua assume un ruolo ancora più strategico, non soltanto come nutriente essenziale, ma come vero e proprio strumento attraverso cui la bovina riesce a mantenere il proprio equilibrio fisiologico durante i periodi caldi. Il principale messaggio emerso dalla revisione sistematica e dalla meta-analisi è che garantire un’adeguata disponibilità di acqua e monitorare le condizioni ambientali non rappresentano soltanto buone pratiche gestionali, ma un investimento concreto per tutelare il benessere animale, sostenere la produzione e migliorare la resilienza dell’allevamento allo stress da caldo.

Effects of heat stress on water intake in Holstein dairy cows: A systematic review and meta-analysis; Alessia Zoroaster, Caterina Marcon, Barbara Convento, Flaviana Gottardo, Arzu Peker, Luisa Magrin; Journal of Dairy Science, July 10 2026; DOI: https://doi.org/10.3168/jds.2025-28150

Da leggere - Luglio 2026

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