Come rilanciare la produzione di carne bovina italiana. Ne parliamo con il dr. Luigi Pasqualetti

Squilibrio tra domanda e offerta, ristalli sempre più scarsi e crisi sanitaria: il settore della carne bovina ha bisogno di risposte strutturate e strategie a lungo termine

24 Settembre, 2025

Come stabilito dalle basilari leggi di mercato, l’interazione tra domanda e offerta genera la formazione del prezzo di un prodotto. L’equilibrio si raggiunge quando la quantità richiesta è analoga a quella offerta e si definisce un prezzo che soddisfa sia il produttore che il consumatore.  Partendo da questa riflessione, possiamo affermare che, in questo momento storico, il settore del bovino da carne vive una situazione di profondo squilibrio caratterizzata, da una parte, da prezzi mai raggiunti in precedenza e dall’altra, come prevedibile, dalla mancanza di materia prima.

Sul primo aspetto, ovvero quello legato ai prezzi, i dati pubblicati da Istat in agosto 2025 mostrano chiaramente gli incrementi significativi registrati per tutte le categorie di capi:

Prezzi Carne bovina - Ismea

Sul secondo, invece, le cause sono da ricercare nella grave carenza di capi a livello europeo, dovuta sia a criticità strutturali che sanitarie. Per analizzare questo tema in maniera più approfondita e comprenderne le sfide e le opportunità intrinseche, abbiamo intervistato il dr. Luigi Pasqualetti, presidente della Federazione Nazionale Allevamenti Bovini di Confagricoltura e noto allevatore di bovini di razza Limousine in purezza.

Scenari attuali per il settore bovino da carne in Italia

Sicuramente i prezzi così elevati rendono il settore appetibile ed estremamente interessante, ma la grave limitazione è, appunto, la limitata disponibilità di capi, ed è questo il primo aspetto che abbiamo voluto approfondire.

«Le cause principali di questa scarsità sono multifattoriali, e legate a diversi scenari come, ad esempio, la forte diminuzione delle vacche e il calo della fertilità, dovuto alla malattia emorragica epizootica (EHD), nella vicina Francia, che hanno ridotto notevolmente la disponibilità di ristalli provenienti da questo Paese, principale fornitore dell’Italia con circa 800.000 vitelli l’anno.

Contemporaneamente si è accentuata la competizione con il mercato spagnolo. Il Paese iberico, dapprima nostro quarto fornitore con una quota attorno al 12% (leggi anche “La carne bovina prodotta in Italia non basta per tutti”) sta assorbendo, infatti, un numero crescente di capi per soddisfare la domanda del Nord Africa, riducendo così ulteriormente la disponibilità per il nostro mercato.

A livello nazionale i dati ufficiali rilevano un calo delle nascite pari al 5,7% nella linea carne e al 2,3% nella linea latte, che, unito alle emergenze sanitarie spiega la grave crisi in corso. Mi riferisco, in particolare, alla triste situazione della Sardegna, dove la malattia emorragica prima, la blue tongue e, attualmente, la dermatite nodulare contagiosa, hanno generato un pesante blocco delle movimentazioni. L’isola, che forniva circa 70.000 capi agli ingrassatori del continente, ora si trova con un surplus di animali che, oltretutto, gli allevatori locali non riescono a gestire non disponendo di strutture adeguatamente dimensionate. Tutto ciò sta creando una grave crisi economica e organizzativa a livello locale e un ammanco per l’intera filiera nazionale. Nello specifico speriamo, quindi,  riescano presto a raggiungere un’alta copertura vaccinale (>90%) per sbloccare la movimentazione, come già avvenuto in Valle d’Aosta» (leggi anche “Dermatite nodulare contagiosa: aggiornamenti operativi e misure di contenimento”).

A fronte di questo scenario, quali sono le prospettive e cosa si può fare di concreto per il settore?

«Per far fronte a queste criticità – continua il presidente Pasqualetti – a metà maggio è stata convocata un’audizione presso il Ministero dell’Agricoltura, che ha riunito tutti gli attori della filiera (leggi anche “Bovini da carne, OICB: necessaria un’organizzazione interprofessionale e un piano per potenziare la produzione nazionale“). Da questo confronto sono emerse diverse proposte strategiche, le principali delle quali sono:

  • creazione di un’interprofessionale unica: per dare una voce univoca all’intera filiera.
  • Incentivazione della linea vacca-vitello: al fine di sviluppare un progetto di filiera, sfruttando le migliaia di ettari di terreni abbandonati. Questo avrebbe un duplice beneficio: la produzione di vitelli nazionali e la salvaguardia del territorio da dissesti idrogeologici e incendi. È stata sottolineata la necessità di una formazione specifica per i giovani imprenditori, poiché l’allevamento estensivo richiede elevate competenze professionali.
  • Sviluppo dell’incrocio da carne attraverso l’inseminazione mirata sulle bovine da latte (beef-on-dairy) .
  • Valorizzazione del prodotto attraverso l’istituzione di un marchio nazionale unico per superare la frammentazione attuale, che genera confusione nel consumatore, puntando su sostenibilità e benessere animale.
  • Sostegno all’economia circolare attraverso il recupero e la valorizzazione delle deiezioni e dei reflui zootecnici per la produzione di energia da reimpiegare nella filiera stessa.
  • Creazione di un fondo di emergenza nazionale per sostenere le aziende colpite da emergenze zootecniche, come appunto le epizoozie, coprendo i costi legati alla mancata movimentazione e alla gestione dell’allevamento».

Quale è stata la risposta delle Istituzioni?

«Il Ministero ha recepito queste istanze, elaborando uno schema di disegno di legge che prevede misure concrete per il consolidamento del settore. Sono stati impegnati fondi significativi per la zootecnia, con un focus sulla linea vacca-vitello, per un totale di 300 milioni di euro così ripartiti:

  • 50 milioni per il 2026.
  • 50 milioni per il 2027.
  • 200 milioni per il 2028.

Questi contributi mirano a sostenere i contratti di filiera e l’introduzione di animali di alta genealogia per ottenere produzioni più omogenee e performanti. La proposta di legge include anche misure di sostegno creditizio per le imprese colpite da epizoozie (es. sospensione dei mutui). Si auspica che questi incentivi strutturati e programmati nel tempo possano incoraggiare i giovani a rimanere o a tornare nel settore.»

Da allevatore, secondo lei quanto è importante la genetica e la professionalità per il rilancio del settore?

«In qualità di allevatore di animali da vita, ritengo la genetica di un’importanza cruciale. Per fare un esempio concreto e di facile intuizione, la differenza tra un capo di alta e bassa genealogia può tradursi, a parità di condizioni di allevamento, in un quintale di carne in più alla macellazione. Risultato assolutamente non trascurabile!

La professionalità è altrettanto fondamentale, soprattutto nelle prime fasi di vita del vitello, dove la prevenzione (che si traduce in corretta somministrazione del colostro, vaccinazioni ecc.) è essenziale per evitare mortalità e garantire una crescita ottimale. L’automazione e le tecnologie sono utili per migliorare la qualità della vita dell’operatore, ma nel bovino da carne, specialmente in sistemi estensivi al pascolo, il ruolo dell’allevatore rimane centrale e insostituibile».

Prima di salutarci, vorrei chiedere una riflessione sui mercati internazionali, visti i recenti accordi stretti dalla UE con il Mercosur e il Messico 

«L’apertura a nuovi accordi commerciali (es. Mercosur) se da una parte può rappresentare un rischio, dall’altra racchiude una potenziale necessità, data la carenza di prodotto. La preoccupazione principale – a parer mio – riguarda la possibile importazione di carne prodotta con standard inferiori a quelli europei e italiani, specialmente per quanto riguarda l’uso di ormoni e la gestione della farmaco-resistenza. E’ importante ricordare che il sistema europeo, ed italiano in particolare, ha degli standard elevatissimi sia a livello veterinario sia per la crescente consapevolezza degli allevatori in materia di benessere animale, e questo è un valore che va difeso e soprattutto va comunicato in maniera molto chiara ai consumatori, affinché possano fare le loro scelte con reale consapevolezza e competenza di ciò che stanno acquistando.»

Image used alone as a linked logo

Da leggere - Luglio 2026

Condividi questa notizia!