La nuova PAC divide l’Europa: l’Italia guida il fronte del no
Al centro delle discussioni dei ministri Ue agricoltura e pesca la proposta della Commissione sulla futura PAC e le implicazioni degli accordi di libero scambio per il settore agroalimentare. L’Italia ribadisce la necessità di mantenere un bilancio autonomo e rafforzato per l’agricoltura

Durante il Consiglio Agrifish del 22 e 23 settembre 2025 alla presenza dei ministri degli Stati membri e della Commissione, sono stati affrontati i temi legati al negoziato sulla PAC post-2027 e agli sviluppi degli accordi commerciali con partner strategici quali Mercosur, Messico, Stati Uniti, Ucraina, Indonesia e Cina.
La proposta della Commissione e le prime reazioni
La Commissione europea ha presentato le proprie proposte per la PAC post-2027, inserite nel pacchetto del prossimo Quadro finanziario pluriennale (QFP). Tra i punti principali figurano un nuovo regolamento, modifiche all’organizzazione comune dei mercati e l’aggiornamento del programma UE per le scuole.
Il dibattito ministeriale ha evidenziato posizioni articolate: da un lato, diversi Paesi hanno accolto positivamente elementi quali maggiore flessibilità, attenzione al ricambio generazionale e semplificazione delle regole; dall’altro, è stata espressa preoccupazione per la riduzione dei fondi agricoli prevista dalla proposta e per la complessità di alcune disposizioni.
Molti Stati membri hanno sottolineato la necessità di una PAC separata e indipendente, fondata su due pilastri e dotata di un bilancio autonomo, in grado di sostenere sicurezza alimentare, ambiente e competitività. La presidenza danese, che ha posto la PAC tra le priorità del suo mandato, ha annunciato che le prossime tre riunioni del Consiglio saranno dedicate ad approfondire i nodi relativi ad architettura verde, innovazione e sicurezza alimentare.
La posizione dell’Italia
Nel corso della riunione, il ministro Francesco Lollobrigida ha ribadito la posizione italiana, contraria a qualsiasi ipotesi di confluenza della PAC in un fondo unico. Secondo il ministro, con un bilancio europeo in crescita, ridurre le risorse destinate all’agricoltura significherebbe mettere a rischio investimenti e sovranità alimentare.
«Non possiamo disperdere oltre 60 anni di politica agricola comune – ha dichiarato –. Serve una strategia chiara e condivisa, che rafforzi il settore primario e garantisca certezze ai nostri agricoltori». Una linea, quella espressa dall’Italia, che ha trovato sostegno anche da altri governi e dalle associazioni di categoria.
Commercio agroalimentare e accordi di libero scambio
Il Consiglio ha inoltre affrontato le questioni agricole legate al commercio, ricevendo un aggiornamento dalla Commissione sugli attuali flussi di scambio e sugli sviluppi negoziali. Nonostante le tensioni con alcuni partner chiave, l’Unione europea ha registrato nel 2024 un surplus commerciale agroalimentare di quasi 64 miliardi di euro, confermando la competitività delle produzioni europee sui mercati globali.
I ministri hanno discusso in particolare delle conseguenze per il settore agricolo degli accordi in via di finalizzazione con Mercosur, Messico, Stati Uniti, Ucraina e Indonesia, evidenziando la necessità di introdurre misure di salvaguardia per i comparti sensibili e monitorare da vicino gli sviluppi delle relazioni con la Cina.
Secondo il presidente di turno del Consiglio, Jacob Jensen, «la diversificazione degli scambi e l’apertura di nuovi mercati sono cruciali per il settore agricolo dell’UE» e gli accordi in corso hanno l’obiettivo di garantire stabilità e opportunità per gli agricoltori europei.
Prospettive
Le prossime settimane saranno decisive per delineare l’architettura della futura PAC e per verificare l’impatto dei negoziati commerciali in corso. La discussione in sede Agrifish ha confermato da un lato la centralità dell’agricoltura come pilastro strategico per la sicurezza alimentare dell’UE, dall’altro le crescenti preoccupazioni degli Stati membri di fronte a sfide globali che richiedono risorse adeguate, regole chiare e strumenti di tutela efficaci.



















































































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