Benessere animale e sfide professionali: il VII Meeting Nazionale FIDSPA nella storica cornice della Ca’ Granda

Un confronto ricco di prospettive, dalla ricerca scientifica alla pratica di allevamento, per riaffermare il ruolo strategico dello zoonomo e costruire un futuro sostenibile in cui il benessere animale diventi valore condiviso tra istituzioni, professionisti e cittadini

6 Ottobre, 2025

Sabato 4 ottobre si è tenuto, nella prestigiosa cornice della Ca’ Granda, presso l’Aula Magna dell’Università degli Studi di Milano, il VII Meeting Annuale FIDSPA.

La scelta del tema “Benessere animale: competenze, sfide e opportunità”, oltre che per la rilevanza che esso riveste nel contesto agroalimentare e zootecnico europeo, è stata fortemente voluta e condivisa anche per il momento storico che la Federazione sta vivendo. Dopo anni di tavoli di trattativa per veder riconosciuta dal Ministero la figura dello zoonomo come competente per le valutazioni del “Sistema Qualità Nazionale Benessere Animale”, quest’anno la battaglia legale è sfociata nel ricorso al TAR del Lazio, che, ad oggi, ancora non si è pronunciato (approfondisci QUI). I soci del gruppo organizzatore del Meeting Nazionale hanno, quindi, ritenuto che l’argomento fosse di importanza strategica su più fronti, ed hanno incaricato i relatori di declinarlo da diversi punti di vista.

Nell’aprire i lavori il Presidente Emiliano Lasagna è partito proprio da queste riflessioni per illustrare alla platea la mission di FIDSPA ed i numerosi progetti in corso, esprimendo gratitudine e soddisfazione per l’efficienza con cui i gruppi operativi svolgono il loro lavoro sul territorio, in maniera oltretutto totalmente volontaria, così come confermato dal Consigliere Tesoriere Massimiliano Mazzucchi, che ha ricordato che l’unica forma di finanziamento della federazione è legata ai fondi degli sponsor di queste iniziative formative. L’efficienza dell’operato tecnico si evince chiaramente dalla crescita costante del numero di soci che, attualmente, viaggia ad una velocità di 0,7 nuovi iscritti al giorno, come ha sottolineato il Consigliere Segretario Alessandro Vastolo.

Più precisamente, ha aggiunto, al termine del giro di tavolo, la vicepresidente nazionale Elena Senatore con un pizzico di orgoglio, da un’analisi su 2.468 iscritti alla FIDSPA, oltre il 61% del totale è risultato essere rappresentato da donne, dato che evidenzia un profondo cambiamento in una professione storicamente considerata dominio maschile.

Dopo il saluto del presidente e di tutto il suo ufficio, anche la coordinatrice del gruppo Lombardia, Lisa Vallone, ha dato il benvenuto agli oltre 170 presenti, rallegrandosi per la massiccia partecipazione e sottolineando che il luogo in cui si è deciso di svolgere l’evento, la “Ca’ Granda”, è stato scelto con grande attenzione per il suo profondo legame con la storia della cura, dell’accoglienza e del sapere.

I saluti istituzionali sono poi proseguiti con la dott.ssa Riccobene, della Regione Lombardia, e il prof. Di Giancamillo e il prof. Bagnato, rispettivamente, Prorettore dell’Università degli Studi di Milano, e Presidente Collegi didattici Allevamento e Benessere degli Animali da Affezione, Scienze delle Produzioni Animali e Scienze e Tecnologie delle Produzioni Animali, dell’Università degli Studi di Milano.

È giunto poi il momento dei relatori, con la prima sessione, aperta da Filippo Arfini, che ha analizzato l’integrazione del benessere animale nelle politiche europee degli ultimi decenni, passando dalla strategia Farm to Fork all’attuale PAC 23-27, che destina oltre 2,4 miliardi di euro agli Ecoschemi per incentivare il cambiamento volontario dei sistemi di allevamento.

Successivamente, il focus si è incentrato sull’importanza dell’ambiente in cui vivono gli animali, con l’intervento di Paolo Rossi, che ha sottolineato che l’innovazione principale a garanzia del benessere sarebbe l’applicazione delle regole base per la realizzazione delle strutture zootecniche, focalizzandosi su punti chiave come la superficie utile, le coperture e l’efficace controllo della temperatura ambientale.

Matteo Zilocchi, poi, in veste di allevatore di bovini da latte della Pianura Padana, ha portato l’esempio pratico dell’uso della selezione genetica per il raggiungimento di elevati standard di benessere: avere animali più longevi e sani permette di ridurre l’uso di antibiotici e la rimonta, nonché di migliorare la produttività a beneficio della redditività aziendale e del consumatore.

Il relatore successivo, Thomas Zanon, ha analizzato, invece, le sfide dell’allevamento da un altro punto di vista, parlando di zootecnia alpina e di tutte le difficoltà legate a svolgere certe attività nelle aree di montagna, concludendo che la valutazione della sostenibilità, oltre agli aspetti ecologici, deve necessariamente includere anche quelli economici e sociali, come i servizi ecosistemici e la promozione del territorio rurale.

Con Sara Barbieri si è passati ad affrontare il tema delle prospettive di valutazione del benessere, definendolo come una caratteristica multidimensionale misurabile con protocolli scientifici e avvertendo che, sebbene la certificazione garantisca livelli superiori ai minimi di legge, la proliferazione di marchi non confrontabili ne limita l’efficacia per i consumatori.

Un passo ulteriore è stato fatto da Silvana Mattiello e Monica Battini che, con una presentazione congiunta, hanno introdotto il concetto emergente di Benessere Animale Positivo (PAW), definendolo come il “flourishing” dell’animale che sperimenta prevalentemente stati mentali positivi, andando oltre la semplice prevenzione della sofferenza, ed evidenziando le difficoltà che la ricerca incontra per definire le modalità di valutazione di tali indicatori positivi.

Infine, Chiara Spigarelli ha illustrato gli strumenti pubblici attualmente esistenti per la certificazione, in particolare il Sistema di Qualità Nazionale Benessere Animale (SQNBA), che valuta gli allevamenti tramite quattro macroaree (Benessere Animale, Biosicurezza, Uso Consapevole del Medicinale Veterinario e Tutela Ambientale) in ottica One Health e richiedendo standard superiori a quelli minimi di legge.

Le conclusioni delle tre sessioni sono state affidate ai rappresentanti degli ordini professionali con cui FIDSPA collabora da sempre, e sono state condotte, in ordine di intervento, da Roberto Orlandi, presidente Collegio Nazionale degli Agrotecnici e degli Agrotecnici laureati; Luigi Degano, consigliere nazionale del Consiglio dell’Ordine Nazionale dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali delegato del presidente Mauro Uniformi, e Mario Braga, presidente Nazionale del Collegio dei Periti Agrari e Periti Agrari Laureati.

Con l’occasione il presidente Lasagna ha suggellato con i presidenti Orlandi e Braga un protocollo d’intesa finalizzato ad organizzare attività formative congiunte, analogo a quello condiviso lo scorso anno con il presidente Uniformi.

Il Meeting nazionale, moderato con sobrietà e competenza, da Lorenzo Ferrari di FIDSPA Lombardia e Silvia Fiorani di FIDSPA Lazio, si è concluso nel pomeriggio con la presentazione del libro di Antonio Zamara “Una nuova laurea di 50 anni fa” e la proclamazione dei vincitori del concorso “Spazio FIDSPA”, che ha visto sul gradino più alto del podio Cristina Nocelli di Fidspa Marche, seguita da Simona Belperio di Fidspa Veneto e Barbara Piccirillo di Fidspa Campania.

I lavori si sono conclusi con un momento di alta commozione, quando è stata ricordata la prof.ssa Emilia Duranti per proclamare i vincitori del premio in sua memoria. Quest’anno si sono aggiudicate la vittoria due giovani colleghe: Maria Sofia Ferrari dell’Università di Parma, per la laurea triennale, ed Eleonora Pacifico, dell’Università Federico II di Napoli, per la laurea magistrale.

Una giornata, dunque, estremamente densa di contenuti e stimoli, che ha ribadito come il benessere animale sia un tema profondamente multidisciplinare, che richiede una forte sinergia tra scienza, politiche pubbliche e innovazione tecnologica.

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