Pacchetto Agricoltura, via libera in Cdm: incentivi alle imprese virtuose e rete di qualità più rigorosa
Nel decreto “Lavoro e Sicurezza” misure mirate per il settore primario: revisione delle aliquote INAIL dal 1° gennaio 2026, rafforzamento della Rete del Lavoro Agricolo di Qualità, più vigilanza e formazione

È arrivato ieri il via libera del Consiglio dei ministri del al decreto-legge “Lavoro e Sicurezza”, che contiene il Pacchetto Agricoltura promosso dal MASAF. L’intervento aggancia le politiche generali sulla tutela nei luoghi di lavoro a un set di misure dedicate al comparto primario, con un obiettivo dichiarato: premiare chi rispetta le regole, ridurre gli infortuni e consolidare una rete del lavoro agricolo di qualità effettiva sul territorio.
«Lo Stato deve premiare chi rispetta le regole e investe nella sicurezza», ha affermato il Ministro Francesco Lollobrigida, definendo il provvedimento «un patto tra istituzioni e imprese agricole» per rendere «ancora più conveniente il rispetto delle norme» e garantire «la sicurezza dei lavoratori». Un’impostazione che il titolare del MASAF sintetizza così: «Vogliamo rendere la qualità del lavoro un vantaggio competitivo. Chi tutela i propri dipendenti deve avere più opportunità ed assolvere a meno burocrazia».
Cosa prevede il pacchetto per l’agricoltura
Il cuore delle misure per il settore è la revisione delle aliquote INAIL e dei contributi agricoli: dal 1° gennaio 2026 l’Istituto è autorizzato a ritarare l’oscillazione “in bonus” per andamento infortunistico, così da premiare le imprese con performance di sicurezza favorevoli. La norma introduce anche specifiche cause di esclusione dal bonus, a tutela dell’equità del sistema.
In parallelo viene riformata la Rete del Lavoro Agricolo di Qualità: l’adesione richiederà la piena conformità alle norme su salute e sicurezza e l’assenza di condanne penali o sanzioni amministrative in materia negli ultimi tre anni. Per gli iscritti, il decreto prevede corsie preferenziali nell’accesso alle risorse programmate dall’INAIL, convertendo la compliance in vantaggio competitivo.
Il capitolo vigilanza e formazione completa l’architettura: potenziamento degli organici di INAIL e del Comando Carabinieri per la tutela del lavoro, campagne informative e nuovi strumenti digitali (tra cui il badge di cantiere precompilato tramite SIISL e la patente a crediti) per rendere più tracciabili e responsabilizzanti i processi. L’azione ispettiva viene inoltre orientata con priorità verso i datori che ricorrono al subappalto, con la possibilità di estendere il focus a ulteriori ambiti a rischio oltre l’edilizia.
Le reazioni delle organizzazioni: consenso sul metodo, pressioni sull’attuazione
Accoglie positivamente il capitolo contributivo Confagricoltura, che parla di “soddisfazione” per la revisione delle aliquote antinfortunistiche INAIL in agricoltura, giudicate “sovradimensionate” rispetto all’andamento della gestione e al trend degli infortuni in calo da oltre un decennio. Per Palazzo della Valle, la misura non abbassa l’asticella della tutela, ma può stimolare ulteriormente gli investimenti aziendali in sicurezza. L’invito, ora, è a una attuazione pronta e piena attraverso i provvedimenti necessari.
Sul fronte della qualità del lavoro, Coldiretti valuta positivamente il rafforzamento della Rete come strumento anti-caporalato e chiede di completarla a livello territoriale, riconoscendo un ruolo centrale agli Enti bilaterali agricoli soprattutto per la formazione. «Occorre investire anche nell’ammodernamento dei macchinari — osserva il responsabile Lavoro Romano Magrini — potenziando il bando ISI INAIL e rafforzando la formazione fin dalle scuole per creare una vera consapevolezza del rischio». Coldiretti ricorda la dimensione occupazionale del comparto: oltre 185.000 imprese con dipendenti, circa 1 milione di lavoratori e 120 milioni di giornate annue, con un terzo degli occupati provenienti da altri Paesi.
Impatti attesi e prossime tappe
La leva contributiva collegata all’andamento infortunistico e i criteri stringenti per l’accesso alla Rete del Lavoro Agricolo di Qualità puntano a spostare risorse verso le realtà più conformi e più sicure, creando un differenziale economico misurabile a favore della legalità. Per le imprese, la sfida sarà documentare con continuità i percorsi di prevenzione e mantenere lo “storico pulito” richiesto dal decreto per accedere ai benefici.
Sul piano operativo, l’efficacia del pacchetto dipenderà dai decreti attuativi e dagli atti INAIL che definiranno, tra l’altro, parametri, esclusioni e modulazione dei bonus; dalle linee guida per la Rete di Qualità; e da una programmazione coordinata di formazione e vigilanza, capace di armonizzare le iniziative nazionali con l’azione territoriale degli enti bilaterali e degli ispettorati.
In sintesi, il Pacchetto Agricoltura lega premialità e responsabilità: chi investe in sicurezza, rispetto delle regole e qualità del lavoro potrà pagare meno, accedere prima e crescere meglio. La direzione è chiara; la credibilità della rotta dipenderà ora dalla rapidità e dalla precisione dell’attuazione.



















































































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