San Francisco fa causa ai colossi degli alimenti ultra‑processati: una prima storica negli Stati Uniti
San Francisco, guidata dal procuratore Chiu, ha fatto causa ai maggiori produttori di alimenti ultra‑processati per danni alla salute pubblica, marketing ingannevole e prodotti dipendenza‑creanti

Il procuratore della città di San Francisco, David Chiu ha annunciato il 2 dicembre una causa senza precedenti contro alcuni dei maggiori produttori di alimenti ultra‑processati negli Stati Uniti. L’azione legale, presentata presso la Corte Superiore di San Francisco, accusa le aziende di aver inondato il mercato di prodotti che creano dipendenza, hanno scarso valore nutrizionale e contribuiscono a una serie di gravi problemi di salute pubblica, imponendo costi sanitari enormi a cittadini, città e Stati.
Le aziende coinvolte
La causa, denominata “People of the State of California contro Kraft Heinz Company, Mondelez International, Post Holdings, The Coca-Cola Company, PepsiCo, General Mills, Nestlé USA, Kellogg, Mars Incorporated e ConAgra Brands”, mira a ritenere responsabili i principali attori dell’industria alimentare ultra‑processata americana.
“Queste aziende hanno creato una crisi di salute pubblica con la progettazione e la commercializzazione di alimenti ultra‑processati”, ha dichiarato il procuratore David Chiu. “Non si tratta di far fare scelte migliori ai consumatori: siamo sommersi da prodotti dannosi progettati per creare dipendenza, e le aziende devono ora assumersi la responsabilità dei danni che hanno causato”.
Anche il sindaco di San Francisco, Daniel Lurie, ha sottolineato l’impegno della città: “Le famiglie meritano di sapere cosa c’è nel loro cibo. Non permetteremo che i nostri residenti vengano ingannati e continueremo a proteggere la salute pubblica”.
Cosa sono gli alimenti ultra‑processati
Gli alimenti ultra‑processati derivano da alimenti integrali che vengono scomposti, modificati chimicamente e riassemblati con additivi e tecniche industriali come estrusione, stampaggio e pressurizzazione. Questi prodotti includono caramelle, patatine, carni lavorate, bibite gassate, bevande energetiche, cereali per la colazione industriali e paste pronte, tra gli altri. Non si tratta di alimenti geneticamente modificati: la differenza principale sta nell’alta trasformazione industriale e nell’uso di sostanze chimiche e additivi studiati per stimolare il desiderio e il consumo eccessivo.
Studi recenti hanno collegato il consumo eccessivo di questi prodotti a numerosi problemi di salute, tra cui diabete di tipo 2, steatosi epatica, malattie cardiovascolari, cancro del colon-retto e depressione. L’evidenza scientifica indica che i rischi non derivano solo dalle calorie o dal contenuto di zuccheri e grassi, ma dal processo stesso di trasformazione che altera la digestione e la fisiologia metabolica.
Una storia di consolidamento e marketing mirato
Gli alimenti ultra‑processati iniziarono a diffondersi alla fine del XIX secolo, ma fu durante le guerre mondiali che la produzione di massa rese possibile la loro commercializzazione su larga scala. Negli anni ’70 e ’80, il settore alimentare si concentrò nelle mani di poche grandi aziende, aumentando la trasformazione e la distribuzione industriale. Oggi, circa il 70% della fornitura alimentare statunitense è ultra‑processata, dando un’illusione di scelta al consumatore, che in realtà si trova di fronte a diverse combinazioni di sostanze chimiche potenzialmente dannose.
Storicamente, le aziende hanno replicato le strategie di marketing del tabacco, studiando il modo per rendere i prodotti più coinvolgenti e persino assuefacenti. Dal targeting dei bambini con mascotte e campagne pubblicitarie integrate, fino alle pubblicità mirate verso comunità a basso reddito e minoranze etniche, l’industria ha consolidato un modello di profitto basato sulla dipendenza e sul danno alla salute.
Impatto sulla salute pubblica
Parallelamente alla diffusione degli alimenti ultra‑processati, negli Stati Uniti si è registrato un aumento esponenziale dei tassi di obesità, diabete, malattie infiammatorie intestinali e cancro del colon-retto tra giovani adulti. A San Francisco, i tassi di ospedalizzazione e mortalità per diabete sono significativamente più alti tra le comunità nere e quelle a basso reddito, che sono state maggiormente bersaglio delle campagne pubblicitarie.
“Per decenni, gli alimenti ultra‑processati hanno rimodellato le nostre diete. Non sono solo malsani, ma progettati per creare dipendenza e colpire in modo sproporzionato le comunità più vulnerabili”, ha dichiarato Daniel Tsai, Direttore della Salute di San Francisco.
La causa legale
Il ricorso, presentato a nome del Popolo dello Stato della California, sostiene che le pratiche di marketing e vendita degli imputati violano la legge sulla concorrenza sleale e la legge sulla molestia pubblica. La città chiede misure correttive, ordinanze contro il marketing ingannevole, risarcimenti e sanzioni civili per aiutare a coprire i costi sanitari legati agli alimenti ultra‑processati.
Gli studi legali Andrus Anderson, DiCello Levitt e Morgan & Morgan rappresentano la città e sottolineano che il caso mira non solo a ottenere responsabilità, ma a creare un precedente nazionale per la tutela della salute pubblica e la protezione dei cittadini contro pratiche aziendali dannose.
“Questo caso non riguarda solo la responsabilità legale, ma anche fornire strumenti a San Francisco per proteggere i suoi residenti per le generazioni future”, ha affermato Jennie Lee Anderson, partner di Andrus Anderson LLP.
Conclusione
La causa di San Francisco contro i produttori di alimenti ultra‑processati rappresenta un momento storico nella lotta per la salute pubblica e la trasparenza alimentare. Mette in discussione decenni di marketing aggressivo e pratiche industriali che hanno privilegiato il profitto rispetto alla salute dei cittadini, e potrebbe aprire la strada a iniziative simili in altre città e stati degli Stati Uniti.



















































































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