Le bovine imparano e non dimenticano: le evidenze di uno studio sperimentale

Uno studio dell’INRAE e di VetAgro Sup dimostra che le giovani manze Holstein sono in grado di apprendere rapidamente comportamenti cooperativi utili per le cure veterinarie e di conservarli nella memoria anche a distanza di un anno, con benefici concreti per il benessere animale e la sicurezza degli operatori.

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2 Gennaio, 2026

Uno studio recente condotto dall’Unité Mixte de Recherche sur les Herbivores (UMR Herbivores), una unità congiunta del Institut National de Recherche pour l’Agriculture, l’Alimentation et l’Environnement (INRAE) e di VetAgro Sup, dimostra che giovani manze Holstein possono essere addestrate a collaborare durante procedure di routine e cure veterinarie e che trattengono queste competenze anche a distanza di un anno dall’addestramento. Tali risultati hanno implicazioni dirette per la gestione del bestiame, la sicurezza degli operatori e il benessere animale.

Introduzione

Le operazioni di routine nell’allevamento bovino – quali mungitura, contenimento, prelievo di campioni biologici e somministrazione di trattamenti – possono indurre risposte di stress nei soggetti animali, con ricadute sulla sicurezza e sull’efficacia delle procedure stesse. Lo stress può derivare dal contesto dell’intervento (separazione dal gruppo, contenimento) così come dalla percezione della minaccia associata alla presenza umana o alle manipolazioni dirette.

Nel contesto dei grandi erbivori, tecniche di addestramento basate sulla cooperazione volontaria con l’operatore umano sono state ampiamente sviluppate in ambito zoo-veterinario per specie selvatiche, al fine di ridurre lo stress durante le cure. Più recentemente, questi metodi sono stati applicati anche in ambiti sperimentali sulle pecore per facilitare procedure di raccolta dati tramite risonanza magnetica.

Obiettivi dello studio

L’obiettivo principale dello studio UMR Herbivores è stato valutare se tecniche di addestramento comportamentale, finalizzate a promuovere la cooperazione spontanea dei bovini con gli operatori, potessero essere implementate con successo in giovani manze  destinate alla produzione, e se tali competenze potessero persistere nel tempo. L’UMR Herbivores è un’unità di ricerca riconosciuta per la sua competenza nelle scienze zootecniche e comportamentali applicate ai ruminanti domestici. Il gruppo di lavoro integra approcci multidisciplinari per indagare la biologia, l’adattamento e il benessere degli erbivori in produzione zootecnica.

Metodi

Un gruppo di cinque manze Holstein è stato sottoposto a un programma di 20 sessioni di addestramento di 15 minuti ciascuna. Il training prevedeva una progressione strutturata di compiti, tra cui:

  • Approccio e alimentazione dalla mano dell’operatore
  • Mantenimento della posizione su comando
  • Risposta a segnali verbali e motori
  • Toccare bersagli con il muso e riconoscimento di nomi
  • Accettazione della cavezza e calma in movimento dietro l’animale
  • Accettazione della manipolazione del corpo, inclusi contatti con la mano umana, guanti veterinari e stetoscopio in aree sensibili dell’animale (occhi, arti anteriori, bocca, coda e regioni perineali).

Al termine dell’addestramento, le manze sono state valutate su 19 competenze specifiche. Un anno dopo senza ulteriori sessioni di richiamo, gli stessi soggetti sono stati nuovamente osservati per valutare la persistenza delle competenze apprese.

Risultati

Le manze addestrate hanno dimostrato la capacità di acquisire in modo rapido un ampio repertorio di comportamenti cooperativi in relazione alle cure veterinarie e alle procedure di gestione. La variabilità individuale è risultata significativa rispetto ai tempi di apprendimento: alcune azioni (ad esempio toccare bersagli con il muso) sono state acquisite in una singola sessione, mentre altre (come la stazione immobile su comando) richiedevano più sessioni per la padronanza.

A distanza di un anno dall’addestramento iniziale, senza ulteriori interventi di rinforzo, la maggior parte delle azioni apprese è stata mantenuta, sebbene con vari livelli di performance tra individui e comportamenti. Inoltre, rispetto a manze non addestrate, gli animali sottoposti al training mostravano una minore timidezza nei confronti degli operatori umani e una maggiore facilità di gestione in contesti di routine (es. movimento all’interno di corridoi di stabulazione).

Tali dati evidenziano non solo l’efficacia dell’approccio di addestramento, ma anche la capacità di memoria a lungo termine nei bovini per competenze comportamentali associate alla cooperazione con operatori umani.

Discussione

I risultati confermano che le bovine sono in grado di apprendere rapidamente comportamenti di cooperazione e che tali comportamenti possono persistere a lungo termine. Questo ha importanti implicazioni per:

  • benessere animale: riducendo le risposte di stress associate alle procedure di manipolazione.
  • Sicurezza degli operatori: limitando la necessità di contenimento forzato.
  • Efficienza delle pratiche veterinarie e di allevamento, attraverso una maggiore prevedibilità dei comportamenti animali.

Il presente studio si inserisce in un contesto più ampio di ricerca sulle interazioni uomo-animale e sulle tecniche di addestramento positivo nei ruminanti domestici, un campo di crescente interesse sia nelle scienze comportamentali che nella zootecnia applicata.

Conclusioni

L’addestramento delle manze alla cooperazione durante le procedure di cura si configura come una strategia efficace non solo per migliorare la gestione quotidiana, ma anche per promuovere una relazione più positiva tra animali e operatori. La persistenza delle competenze apprese un anno dopo il training suggerisce l’esistenza di meccanismi di memoria a lungo termine nei bovini in relazione a comportamenti appresi tramite rinforzo.

Riferimenti

Alice de Boyer des Roches, Emeline Dumoulin, Elodie Roux, Jeanne Guinotte, Valentin Brunet, Pauline Otz. Medical training in dairy heifers – A pilot study, Applied Animal Behaviour Science, Volume 286, 2025, 106624, ISSN 0168-1591,
https://doi.org/10.1016/j.applanim.2025.106624.

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