Mangimi: pubblicate le nuove linee guida internazionali sulle analisi degli ingredienti

Pubblicato il documento ICCF #10, le nuove linee guida internazionali per l’analisi degli ingredienti per mangimi

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19 Gennaio, 2026

È stato recentemente pubblicato un documento fondamentale per l’industria mangimistica globale: la “Guidance Document #10 sui Metodi Analitici per gli Ingredienti per Mangimi”. Sviluppato dall’International Cooperation for Convergence of Technical Requirements for the Assessment of Feed Ingredients (ICCF), questo testo punta a armonizzare i requisiti tecnici necessari per la valutazione degli ingredienti, facilitando i processi di autorizzazione pre-commercializzazione a livello internazionale. Ricordiamo che l’ICCF vede la collaborazione dei principali enti regolatori mondiali, tra cui la Commissione Europea (DG SANTE), la FDA statunitense e la CFIA canadese, insieme alle federazioni industriali come FEFANA, IFIF, AFIA e ANAC.

Obiettivi e ambito di applicazione

Il documento fornisce raccomandazioni tecniche sui dati analitici da includere nelle domande di autorizzazione per stabilire identità, specifiche e caratterizzazione degli ingredienti. Le linee guida coprono non solo l’ingrediente puro, ma anche le sue formulazioni commerciali, le premiscele, i mangimi finiti e persino i prodotti di origine animale (come latte o uova) per valutare la sicurezza e il trasferimento di residui.

I pilastri del documento: validazione e trasferibilità

Il cuore della guida riguarda la dimostrazione della validità dei metodi analitici utilizzati. I punti chiave includono:

  • Studio di validazione: ogni metodo deve dimostrare di essere “adatto allo scopo” attraverso parametri rigorosi quali esattezza (trueness), precisione (ripetibilità e precisione intermedia), specificità, limiti di rilevazione (LOD) e quantificazione (LOQ).
  • Trasferibilità del metodo: per i metodi destinati ai controlli ufficiali di mercato, alcune giurisdizioni richiedono che il metodo sia testato da almeno un laboratorio indipendente per garantirne la riproducibilità.
  • Approccio al campionamento: viene sottolineata l’importanza di campioni rappresentativi, con indicazioni specifiche sulla granulometria (tipicamente 0,5-2 mm) e sulla stabilità dell’analita rispetto a luce e ossidazione.

Focus su enzimi e microrganismi

Il documento dedica sezioni specifiche a categorie complesse:

  1. Enzimi: La misurazione dell’attività enzimatica deve descrivere dettagliatamente sia la fase di incubazione (pH, temperatura, substrato) sia la fase di misurazione dell’effetto (es. produzione di zuccheri riducenti).
  2. Microrganismi: per gli additivi microbici, sono richiesti metodi di enumerazione (conteggio delle colonie in cfu/g) e di identificazione avanzata, come il sequenziamento dell’intero genoma (WGS) o la tecnica MALDI-TOF.
  3. Prodotti da fermentazione: è cruciale dimostrare l’assenza del ceppo produttore nel prodotto finale, specialmente se si tratta di microrganismi geneticamente modificati.

Raccomandazioni per le aziende

Sebbene queste linee guida contengano raccomandazioni non vincolanti, esse rappresentano le “best practicea livello internazionale. L’ICCF consiglia vivamente alle aziende che pianificano nuove domande di autorizzazione di consultare le autorità regolatorie locali per confermare l’accettazione dei protocolli descritti nel documento prima di procedere con gli studi. Questo documento (scaricabile QUI) segna un passo avanti decisivo verso la convergenza tecnica globale, riducendo potenzialmente i tempi e i costi per l’immissione di nuovi ingredienti sicuri e innovativi sul mercato mondiale.

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