Dermatite nodulare contagiosa: 5 focolai confermati in Sardegna, la Regione stanzia 4,5 milioni per sostenere il comparto bovino
Gli ultimi dati del Bollettino Epidemiologico Nazionale Veterinario segnalano nuovi focolai nel Sud Sardegna. La Regione conferma le misure sanitarie di contenimento e affianca all’emergenza un bando da 4,5 milioni di euro per sostenere il comparto

La Dermatite Nodulare Contagiosa torna a richiedere la massima attenzione in Sardegna. Secondo i dati aggiornati del Bollettino Epidemiologico Nazionale Veterinario, ad oggi risultano confermati 5 focolai clinici in altrettanti allevamenti bovini, tutti localizzati nella provincia del Sud Sardegna. I comuni coinvolti sono Muravera, Villaputzu, Ballao e San Vito, dove risultano due focolai distinti.
Il quadro epidemiologico aggiornato indica 227 bovini presenti negli allevamenti interessati, di cui 25 malati, 2 morti, 196 abbattuti e 197 distrutti. I focolai sono stati confermati tra il 14 e il 30 aprile, il primo nel Comune di Muravera, seguito da Villaputzu, Ballao e dai due casi registrati a San Vito.

La malattia, nonostante non sia trasmissibile all’uomo né tramite il contatto con animali infetti né attraverso il consumo di latte o carne, ha un impatto rilevante sulla sanità animale e sulla gestione degli allevamenti. Per questo, nel diritto europeo è classificata come malattia di categoria A, con obbligo di misure finalizzate all’eradicazione immediata.
Le misure sanitarie: abbattimenti, sorveglianza e vaccinazione
La Regione Sardegna ha già comunicato la conclusione delle operazioni di stamping out nei focolai di Muravera e Villaputzu, eseguite dalle ASL di Cagliari. Secondo l’amministrazione regionale, la rapidità degli interventi ha consentito di rispettare i tempi indicati dal Ministero della Salute nell’ambito dell’Unità Centrale di Crisi del 15 aprile.
Le misure applicate rientrano nel quadro previsto dalla normativa europea per le malattie di categoria A, ovvero, abbattimento dei bovini presenti nell’allevamento sede di focolaio, blocco delle movimentazioni, pulizia, disinfezione, disinfestazione e istituzione di zone di restrizione con misure specifiche per bovini, latte crudo, materiale germinale e pelli.
Parallelamente prosegue il piano di vaccinazione ufficiale obbligatorio per il 2026. Il decreto regionale del 24 aprile affida all’IZS Sardegna la corretta conservazione del vaccino fino alla distribuzione alle ASL e impone ai Servizi veterinari territoriali il monitoraggio costante dell’avanzamento delle attività. Gli operatori sono tenuti a collaborare, il mancato rispetto delle disposizioni può comportare sanzioni e perdita del diritto agli indennizzi in caso di abbattimento.
A tal proposito l’IZS rende noto, con comunicato stampa ufficiale, che i vaccini sono disponibili in flaconi da 50 dosi e i Servizi veterinari delle AASSLL possono farne richiesta, tramite mail, all’indirizzo vaccinilsd@izs-sardegna.it, indicando la quantità in dosi, la data di ritiro presunta e la sede di consegna (IZS Sassari, IZS Elmas, IZS Nuoro, IZS Oristano), e allegando il modulo di richiesta (scaricabile qui), compilato in ogni sua parte.
Un sostegno economico al comparto bovino
Accanto alla gestione sanitaria dell’emergenza, la Regione ha pubblicato un bando da 4,5 milioni di euro per il triennio 2026-2028 destinato agli allevatori bovini sardi. L’intervento finanzia l’acquisto di riproduttori maschi e fattrici femmine di pregio iscritti nei libri genealogici, con l’obiettivo di sostenere il miglioramento genetico e la qualità delle produzioni.
Le domande potranno essere presentate all’Agenzia Laore, esclusivamente online, dalle ore 12 del 18 maggio 2026 alle ore 12 del 29 ottobre 2026. Sono ammissibili le spese sostenute per acquisti effettuati tra il 1° dicembre 2024 e il 30 settembre 2026.
La situazione continua ad essere delicata, il contenimento dei focolai dipenderà dalla tempestività delle segnalazioni, dal rispetto delle misure di biosicurezza e dalla piena collaborazione tra allevatori, Servizi veterinari e sistema sanitario regionale. Per gli allevamenti bovini sardi, la priorità è duplice, evitare l’ulteriore diffusione del virus e ridurre l’impatto economico di un’emergenza che interessa direttamente la tenuta produttiva del comparto.



















































































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