Bufalantia racconta la selezione genetica della bufala: il ruolo di RIS Bufala

Dalla raccolta dati alle valutazioni morfologiche fino agli indici genetici: un approfondimento sulle attività svolte a cura della dott.ssa Chiara Caso, responsabile dell’Ufficio Valutazioni Morfologiche

ris-bufala
27 Maggio, 2026

Con la rubrica Bufalantia continuiamo oggi il percorso di approfondimento che, noi di Ferrero Mangimi insieme a Ruminantia, vogliamo dedicare al mondo della Bufala Mediterranea Italiana, raccontando le realtà che operano quotidianamente per la crescita, la tutela e l’innovazione del comparto. In questo nuovo contributo accendiamo i riflettori su RIS Bufala, associazione impegnata nella ricerca, nella valorizzazione genetica e nello sviluppo della filiera bufalina nazionale. Grazie alla disponibilità della dottoressa Chiara Caso, responsabile dell’Ufficio Valutazioni Morfologiche, abbiamo raccolto alcune riflessioni e approfondimenti utili a comprendere meglio sfide, attività e prospettive future di un settore sempre più strategico per la zootecnia italiana.

Innanzitutto, dottoressa Caso, può spiegarci chi è RIS Bufala?

«RIS Bufala è un Ente Selezionatore riconosciuto dal MASAF che opera nel territorio dell’Unione Europea. Come Ente Selezionatore si occupa principalmente del miglioramento genetico della Bufala, del benessere animale, della valorizzazione delle sue produzioni e più in generale di tutte le attività connesse all’allevamento bufalino.»

Quali sono le attività che l’associazione porta avanti?

«RIS bufala cura la tenuta del Libro Genealogico della specie bufalina, svolge l’attività di Ente Selezionatore, promuove il miglioramento genetico e sostiene la valorizzazione economica dei prodotti, promuove il benessere animale e sostiene la salvaguardia della biodiversità e della variabilità genetica a partire dall’individuazione di soggetti da destinare alla inseminazione strumentale. L’associazione eroga assistenza tecnica ai suoi associati allo scopo di promuovere le loro attività in ambito nazionale e all’estero e sostiene la formazione di professionisti che riconoscono il fondamentale concetto di interazione uomo-bufala-territorio.»

Quale sarà la “bufala del futuro”?

«Apparentemente è una domanda dalla facile risposta, è ovvio che la bufala del futuro debba essere una bufala produttiva, longeva e al contempo ecosostenibile, questo non deve certo dirlo un ente selezionatore. Quale e come sarà la bufala del futuro è una domanda che andrebbe diretta a chi con la bufala ci vive, vale a dire a chi con l’allevamento di bufala sostiene economicamente la sua famiglia e le famiglie dei suoi collaboratori. La missione di un Ente Selezionatore è quella di fornire gli strumenti selettivi all’allevatore di bufala per migliorare a 360° il suo patrimonio zootecnico. Migliorare e tutelare una razza di un animale da reddito significa sostanzialmente fare in modo che questo continui a garantire all’allevatore un profitto nel rispetto di tutte le normative vigenti in materia ambientale e sanitaria. In altre parole la “bufala del futuro” gli allevatori la stanno già disegnando, noi mettiamo a loro disposizione conoscenza, professionalità, esperienza e competenza. Siamo alla continua ricerca di strumenti in grado di fornire loro tutti gli elementi necessari per realizzare un bel dipinto.»

Si può immaginare per il prossimo futuro un’attitudine produttiva diversa da quella del latte?

«Non solo si può immaginare, è doveroso dedicare energie economiche, scientifiche e selettive ad attitudini produttive diverse da quella lattifera. La carne di bufala è una opportunità unica per una razza come quella che abbiamo il piacere di selezionare e tutelare. Studiare possibili scenari e concrete azioni a sostegno di questo prodotto è un impegno che RIS Bufala si è assunta nei confronti dei propri allevatori fin dall’inizio, tanto è vero che da sempre i suoi esperti di razza durante le attività di valutazioni morfologica in allevamento valutano lo sviluppo muscolare dei soggetti correlandolo al loro BCS, allo stato fisiologico, al sesso e all’età. Negli ultimi 24 mesi c’è stato un grosso incremento di valore sulle carni in generale e in particolare su quella di origine italiana. Senza voler sminuire il pregio innegabile di altre carni comunemente consumate, possiamo affermare senza paura di smentita che non vi è carne più italiana di quella ottenuta da animali di razza Bufala Mediterranea Italiana: più del 90% della popolazione bufalina europea è infatti costituita da bufali mediterranei italiani nati, cresciuti e macellati n Italia

 

"Conoscere la bufala da latte"

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Da leggere - Agosto 2026

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