Caro fertilizzanti, l’Europa accelera: approvata la procedura d’urgenza
L'Assemblea di Strasburgo approva la procedura d'urgenza per accelerare l'adozione del pacchetto proposto dalla Commissione europea. Sul tavolo fino a 1,5 miliardi di euro tra fondi UE e contributi nazionali per aiutare le aziende agricole a fronteggiare il caro fertilizzanti e le tensioni sui mercati internazionali

Martedì 16 giugno, il Parlamento europeo riunito in plenaria a Stasburgo ha approvato il ricorso alla procedura d’urgenza per l’adozione delle misure di sostegno degli agricoltori colpiti dall’aumento dei prezzi dei fertilizzanti proposte negli scorsi giorni dalla Commissione.
La decisione arriva in un contesto di forte tensione sui mercati delle materie prime agricole. L’Unione europea, infatti, dipende dalle importazioni per circa il 30% dei fertilizzanti azotati e per il 70% di quelli fosfatici utilizzati in agricoltura, mentre la produzione interna è fortemente legata alla disponibilità e al costo del gas naturale. Negli ultimi mesi, i prezzi dei fertilizzanti, dell’energia e delle materie prime hanno registrato un’impennata a causa delle tensioni geopolitiche internazionali, tra cui la guerra in Ucraina e la chiusura dello Stretto di Hormuz.
Per far fronte a questa situazione, nel maggio 2026 la Commissione europea ha presentato un Piano d’azione finalizzato a rafforzare la capacità produttiva europea e a ridurre la dipendenza dell’Unione dalle importazioni di fertilizzanti (leggi anche “Fertilizzanti: l’UE lancia il Piano d’Azione per l’autonomia strategica e il sostegno immediato agli agricoltori“). In attuazione di tale strategia, il 12 giugno l’esecutivo comunitario ha presentato un pacchetto di misure urgenti per sostenere gli agricoltori, garantire l’approvvigionamento dei fertilizzanti e contenere l’impatto dell’aumento dei costi di produzione sulle aziende agricole.
Le misure proposte dalla Commissione
In particolare, la Commissione ha proposto due misure concrete a breve termine.
La prima consiste in un sostegno finanziario agli agricoltori per l’acquisto di fertilizzanti, al fine di garantire i prossimi raccolti. L’intervento prevede la mobilitazione complessiva di 540 milioni di euro nelle prossime settimane: 300 milioni di nuovi stanziamenti provenienti dal bilancio UE 2026 e 200 milioni ancora disponibili nella riserva di crisi della PAC, come già proposto all’inizio della scorsa settimana.
Gli Stati membri potranno inoltre integrare tale riserva fino al 200% con risorse nazionali, portando così il sostegno complessivo potenziale fino a 1,5 miliardi di euro.
La Commissione ha poi proposto alcuni adeguamenti mirati della PAC, con l’obiettivo di consentire agli Stati membri di fornire agli agricoltori un sostegno più rapido e flessibile per l’accesso ai fertilizzanti.
Tra queste misure rientrano:
- un nuovo schema di liquidità nell’ambito dello sviluppo rurale per il sostegno in situazioni di crisi,
- la possibilità per gli Stati membri di effettuare pagamenti diretti agli agricoltori in anticipo,
- la possibilità per gli Stati membri di adeguare il proprio bilancio dei pagamenti diretti per l’anno solare 2027.
Il nuovo regime di liquidità può essere cofinanziato fino al 65% dal Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR) e può includere fondi non utilizzati che altrimenti andrebbero persi. Gli Stati membri possono aggiungere finanziamenti nazionali fino al 200%. Per garantire una rapida attuazione e ridurre al minimo gli oneri amministrativi, il sostegno può essere erogato come importo fisso per ettaro e attuato attraverso i piani strategici della PAC.
Per quanto riguarda gli anticipi sui pagamenti diretti agli agricoltori, gli Stati membri avranno la possibilità di erogare loro, entro il 16 ottobre, un importo maggiore, contribuendo così a migliorare il flusso di cassa.
Infine, la proposta offrirà agli Stati membri maggiore flessibilità nell’affrontare l’impatto degli elevati prezzi dei fertilizzanti, adeguando le loro assegnazioni per i pagamenti diretti per l’anno solare 2027.
Prossimi passi
Il Parlamento dovrebbe votare nel merito della proposta durante la sessione plenaria di luglio.
Fonti: Commissione europea, Parlamento europeo



















































































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