Fertilità della Jersey italiana: la genetica può ancora fare la differenza

Ventuno giorni possono sembrare pochi. In un allevamento, invece, possono fare la differenza tra una bovina più efficiente e una meno redditizia. È proprio questo uno dei risultati più interessanti emersi da uno studio sulla popolazione Jersey italiana, recentemente pubblicato sul Journal of Dairy Science, che dimostra come esista ancora un concreto margine di miglioramento genetico della fertilità

26 Giugno, 2026

Quando produrre di più non basta

Negli ultimi decenni la selezione genetica ha permesso di incrementare in modo significativo la produzione di latte nelle bovine da latte. Questo progresso ha contribuito ad aumentare l’efficienza degli allevamenti, ma ha avuto anche un effetto collaterale noto da tempo: la fertilità è progressivamente diminuita. Vacche geneticamente selezionate per produzioni elevate tendono infatti ad avere maggiori difficoltà a ristabilirsi rapidamente dopo il parto e a rimanere gravide in tempi ottimali. Per questo motivo, negli ultimi anni la fertilità è diventata uno dei principali obiettivi dei programmi di miglioramento genetico a livello internazionale. Una bovina che concepisce prima richiede meno inseminazioni, riduce i costi veterinari, rimane più a lungo in allevamento e garantisce una maggiore efficienza economica.

Lo studio

Per capire quanto la fertilità possa essere migliorata attraverso la selezione genetica nella popolazione Jersey Italiana, uno studio nato dalla collaborazione tra l’Università degli Studi di Sassari (Sezione di Scienze Zootecniche del Dipartimento di Agraria) e l’Associazione Nazionale Allevatori Frisona, Bruna e Jersey Italiana (ANAFIBJ) ha analizzato il carattere dei Days Open (DO), definito come il numero di giorni che intercorrono tra il parto e il concepimento successivo, mettendolo in relazione con la produzione in kg di latte (MY), grasso (FY) e proteina (PY). Nello studio sono state considerate 29,405 osservazioni di DO associati a 14,750 vacche. I valori del carattere variavano da 25 a 400 giorni, con una media di 117 ± 66 giorni.

Quanto conta davvero la genetica? 

L’analisi delle componenti della varianza ha evidenziato come la fertilità sia fortemente influenzata da fattori non genetici. Nonostante ciò, una quota della variabilità è risultata attribuibile all’effetto genetico dell’animale, confermando l’esistenza di una componente genetica additiva sfruttabile per il miglioramento del carattere. Coerentemente con altri studi presenti in letteratura, l’ereditabilità dei DO è risultata bassa (0,04).

Produzione e fertilità non sempre vanno nella stessa direzione

L’analisi delle correlazioni genetiche ha confermato la presenza del bene noto antagonismo genetico tra fertilità e caratteri produttivi. In particolare, le correlazioni genetiche tra DO e produzione di latte (0,16), grasso (0,23) e proteina (0,12) sono risultate positive, indicando che gli animali geneticamente predisposti a produzioni più elevate tendono anche a presentare intervalli parto-concepimento leggermente più lunghi. 

Tori migliori, figlie più fertili

Per facilitare l’interpretazione dei risultati, gli indici genetici (EBV) dei DO sono stati standardizzati secondo il sistema di valutazione ANAFIBJ, nel quale valori di EBV più elevati indicano una migliore fertilità (minor numero di DO), mentre valori più bassi animali geneticamente peggiori. I risultati hanno mostrato come le figlie dei tori appartenenti alla classe genetica più elevata (EBV > 105) avessero una media di DO di 110 giorni, contro i 124 giorni delle figlie dei tori intermedi (95 ≤ EBV ≤ 105) e i 131 giorni (EBV< 95) delle figlie dei tori con valore genetico più basso. In termini pratici, scegliere un toro geneticamente superiore per questo carattere può ridurre l’intervallo tra parto e concepimento di 21 giorni rispetto ai riproduttori peggiori. Si tratta di una differenza rilevante, che può tradursi in una maggiore efficienza riproduttiva e in un beneficio economico concreto per l’allevatore. 

Trend genetici: produzione e fertilità a confronto

Il trend genetico (Figura 1) evidenzia un miglioramento costante degli EBV per i caratteri produttivi nel corso degli ultimi decenni, a conferma dell’efficacia dei programmi di selezione. A differenza dei caratteri produttivi, i DO non presentano un progresso genetico continuo, ma un’evoluzione caratterizzata da fasi alterne. Poiché gli EBV sono espressi secondo la scala standardizzata ANAFIBJ, nella quale valori più elevati indicano una migliore fertilità, la riduzione degli EBV osservata negli anni più recenti evidenzia un peggioramento di questo carattere.

Figura 1. Trend genetici (EBV) dei caratteri considerati in base all’anno di nascita.

Figura 1. Trend genetici (EBV) dei caratteri considerati in base all’anno di nascita.

Uno strumento in più per la selezione del futuro

Questo studio dimostra che, nonostante la bassa ereditabilità dei DO e la forte influenza di fattori non genetici, la popolazione Jersey italiana presenta una quota di variabilità genetica valorizzabile attraverso la selezione. Le differenze osservate tra le classi di tori confermano infatti che scegliere riproduttori geneticamente più fertili può tradursi in un concreto miglioramento dell’efficienza riproduttiva della mandria

L’integrazione di caratteri riproduttivi nei programmi di miglioramento genetico rappresenta quindi un passaggio fondamentale per ottenere un progresso genetico più equilibrato, aumentare l’efficienza riproduttiva e favorire la sostenibilità a lungo termine degli allevamenti.

La presente nota è una sintesi dell’articolo scientifico pubblicato sul Journal of Dairy Science Milia P. E., Cassandro M., Cesarani A., Fabris A., Finocchiaro F., Marusi M., Macciotta N.P.P., Dimauro C. V. 2026 .“Assessing fertility: Development of a selection index for fertility in Italian Jersey cattle”. J. Dairy Sci. 109:2800–2810

Autore

Dott.ssa Paola E. Milia sotto la supervisione del Gruppo editoriale ASPA – Giuseppe Conte, Alberto Stanislao Atzori, Fabio Correddu, Luca Cattaneo, Gabriele Rocchetti, Antonio Natalello, Sara Pegolo, Aristide Maggiolino, Antonella Della Malva, Giulia Gislon, Manuel Scerra.

 

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