Scrapie, quando un Paese può dirsi indenne? L’Europa, l’Italia e il nuovo caso negli Stati Uniti

La conferma di un caso di scrapie classica negli Stati Uniti, dopo oltre cinque anni senza diagnosi, riporta l’attenzione su una malattia da prioni nella quale sorveglianza, tracciabilità e selezione genetica rappresentano strumenti fondamentali. Ma quali sono le condizioni richieste dall’UE per ottenere lo status di rischio trascurabile? E qual è oggi la situazione dell’Italia?

25 Agosto, 2026

Il nuovo caso americano

Il 31 luglio 2026 l’USDA-APHIS, agenzia del governo degli Stati Uniti che si occupa, tra le altre cose, di salute animale, salute delle piante e sicurezza biologica, ha confermato la presenza di scrapie classica in una pecora macellata in Oregon, nell’ambito della sorveglianza effettuata sugli animali destinati alla macellazione.

Il ritrovamento è particolarmente rilevante perché gli Stati Uniti non registravano un caso di scrapie classica da più di cinque anni.

Il caso arriva in un momento delicato per il programma statunitense di eradicazione. Prima della nuova positività, gli USA erano infatti sulla buona strada per raggiungere il traguardo dei sette anni senza casi necessario per essere dichiarati indenni.

La pecora positiva era stata individuata al macello e l’assenza di un’identificazione ufficiale ha reso più complessa la ricostruzione della sua origine e dei possibili collegamenti epidemiologici. L’APHIS ha quindi avviato un’indagine per individuare l’allevamento di provenienza e gli eventuali animali correlati.

Il caso americano dimostra quindi quanto sia importante mantenere attiva la sorveglianza anche dopo diversi anni senza positività: una malattia caratterizzata da un lungo periodo di incubazione può infatti rimanere silenziosa per molto tempo.

Ma cosa significa essere “indenni” in Europa?

Nell’Unione europea la scrapie è disciplinata dal Regolamento (CE) n. 999/2001, relativo alle encefalopatie spongiformi trasmissibili (TSE). La normativa distingue, tra l’altro, lo status di rischio trascurabile e quello di rischio controllato per gli allevamenti di ovini e caprini. La Commissione europea prevede inoltre la possibilità di riconoscere uno Stato membro o una sua zona come avente un rischio trascurabile di scrapie classica.

È importante distinguere due livelli diversi:

  • lo status del singolo allevamento;
  • lo status di uno Stato membro o di una zona di uno Stato membro.

Per gli allevamenti, la normativa prevede un percorso basato soprattutto su tracciabilità, controlli, movimentazioni e assenza di casi. Per un allevamento ovino con animali appartenenti al livello I di resistenza genetica alle TSE e senza casi di scrapie classica da almeno sette anni è possibile ottenere il riconoscimento di rischio trascurabile. Esiste inoltre un percorso applicabile anche ad allevamenti ovini e caprini che abbiano rispettato per almeno sette anni una serie articolata di requisiti.

Tra questi requisiti figurano:

  • identificazione permanente degli animali e possibilità di risalire all’allevamento di nascita;
  • registrazione delle movimentazioni in entrata e in uscita;
  • introduzione nell’allevamento esclusivamente di animali provenienti da allevamenti con status adeguato oppure di animali con specifici genotipi di resistenza;
  • controlli ufficiali almeno annuali;
  • assenza di casi di scrapie classica;
  • sorveglianza diagnostica degli animali di età superiore ai 18 mesi morti o abbattuti per motivi diversi dalla macellazione;
  • specifici requisiti per l’introduzione di sperma, ovuli ed embrioni;
  • assenza di contatti diretti o indiretti con animali provenienti da allevamenti con uno status sanitario inferiore.

La presenza di un caso può avere conseguenze rilevanti: un allevamento riconosciuto a rischio trascurabile o controllato può perdere il proprio status e devono essere valutati gli eventuali collegamenti epidemiologici con altri allevamenti.

Le condizioni per dichiarare indenne uno Stato o una zona

Il percorso è ancora più impegnativo quando si parla di un intero Stato membro o di una sua zona.

Per ottenere il riconoscimento di rischio trascurabile di scrapie classica, lo Stato deve presentare alla Commissione europea una documentazione che dimostri il rispetto dei criteri previsti dal Regolamento (CE) n. 999/2001. La valutazione deve comprendere anche elementi relativi all’introduzione di animali, sperma ed embrioni potenzialmente infetti, alla struttura e alle pratiche di allevamento e ai sistemi di controllo applicati.

Particolarmente importante è il requisito temporale.

Per almeno sette anni devono essere sottoposti a controllo gli ovini e i caprini che presentano segni clinici compatibili con la scrapie classica. Nello stesso periodo deve essere effettuata una sorveglianza adeguata sugli animali di età superiore ai 18 mesi, secondo i criteri stabiliti dalla normativa europea, in modo da assicurare una probabilità sufficientemente elevata di individuare la malattia qualora fosse presente.

Durante questo periodo non deve essere registrato alcun caso di scrapie classica.

Sono inoltre previste specifiche condizioni relative all’alimentazione, alle movimentazioni e alle garanzie sanitarie per gli animali e il materiale riproduttivo provenienti da altri Stati membri o da Paesi terzi.

La Commissione, dopo avere esaminato la documentazione e sulla base della valutazione scientifica e tecnica, può quindi approvare lo status di rischio trascurabile per lo Stato membro o per una sua zona.

L’Europa: gli Stati a rischio trascurabile

La Commissione europea ha progressivamente riconosciuto lo status di rischio trascurabile per la scrapie classica a diversi Stati membri. La Repubblica Ceca, ad esempio, è stata inserita nell’elenco con il Regolamento di esecuzione (UE) 2024/877, dopo che EFSA aveva verificato il rispetto dei criteri relativi alla sorveglianza dei sette anni precedenti.

L’elenco aggiornato deve essere verificato direttamente nell’Allegato VIII del Regolamento (CE) n. 999/2001 e nelle successive modifiche, perché lo status può essere modificato nel tempo.

È tuttavia importante non confondere questo elenco con quello degli allevamenti a rischio trascurabile o controllato. Anche negli Stati membri che non possiedono uno status nazionale di rischio trascurabile possono essere riconosciuti singoli allevamenti aventi un determinato status sanitario. La Commissione europea pubblica infatti gli elenchi degli allevamenti notificati dagli Stati membri.

La situazione epidemiologica europea

L’ultimo rapporto EFSA disponibile sulla sorveglianza delle TSE, relativo al 2024, mostra che la scrapie classica non è affatto scomparsa dall’Europa. Nel 2024 sono stati registrati nell’UE27 e nell’Irlanda del Nord 380 casi di scrapie classica negli ovini, pari all’83% dei casi complessivi di scrapie ovina. Il numero rappresenta una diminuzione del 17,7% rispetto ai casi rilevati nel 2023.

La scrapie classica è stata segnalata in sei Stati membri: Grecia, Irlanda, Italia, Portogallo, Romania e Spagna. La distribuzione dei casi è tuttavia molto disomogenea. Grecia e Spagna rappresentano una quota particolarmente elevata dei casi europei, mentre diversi Stati membri non hanno registrato casi.

Anche nei caprini la malattia continua a essere presente, sebbene con numeri inferiori rispetto agli ovini.

Il dato europeo evidenzia quindi una situazione a due velocità: alcuni Stati hanno raggiunto lo status nazionale di rischio trascurabile (Austria, Repubblica Ceca, Slovenia, Finlandia, Svezia), mentre in altri la scrapie classica continua a essere diagnosticata.

L’Italia: una situazione ancora lontana dall’indennità nazionale

L’Italia rimane uno dei Paesi europei nei quali la scrapie classica continua a essere rilevata. Dal 01/01/2026 al 31/07/2026  sono stati registrati 8 allevamenti infetti con 7 casi di scrapie classica negli ovini. L’Italia ha inoltre registrato 12 casi di scrapie classica nei caprini.

Il dato deve però essere interpretato all’interno di una prospettiva temporale più ampia. La sorveglianza italiana ha permesso di evidenziare, nel corso degli anni, una progressiva riduzione della prevalenza della malattia (17 focolai tra gennaio e luglio 2024), anche in relazione all’introduzione e all’applicazione della selezione genetica per la resistenza alla scrapie.

Questo è un punto particolarmente importante: la riduzione dei casi non è soltanto il risultato della sorveglianza, ma anche della modifica della struttura genetica delle popolazioni ovine sottoposte al programma di selezione.

La genetica come strumento di controllo

La suscettibilità alla scrapie classica è fortemente influenzata dal genotipo del gene PRNP. Nel sistema utilizzato per la classificazione dei genotipi ovini, l’allele ARR è associato a una maggiore resistenza alla scrapie classica, mentre altri alleli e combinazioni genotipiche sono associati a una maggiore suscettibilità.

La normativa europea sfrutta direttamente questa caratteristica. La selezione genetica rappresenta infatti uno degli strumenti attraverso i quali è possibile aumentare progressivamente la resistenza delle popolazioni ovine e ridurre la probabilità che un’infezione si trasformi in una trasmissione sostenuta all’interno degli allevamenti.

Per i caprini il quadro genetico è differente e la normativa europea tiene conto anche di specifici alleli associati alla resistenza, tra cui K222, D146 e S146.

Una malattia che non permette di abbassare la guardia

I dati europei mostrano che la scrapie classica è ancora presente in una parte significativa del territorio comunitario, anche se alcuni Paesi sono riusciti a raggiungere lo status di rischio trascurabile.

L’Italia ha compiuto progressi importanti, soprattutto attraverso la selezione genetica, ma la presenza di casi di scrapie classica dimostra che non è ancora possibile parlare di una situazione prossima all’indennità nazionale.

La vicenda americana insegna infine che anche dopo anni di apparente assenza della malattia la sorveglianza deve continuare a essere mantenuta a un livello elevato. È proprio la capacità di individuare un animale infetto apparentemente isolato a determinare, in ultima analisi, la credibilità dello status sanitario di un Paese.

La scrapie, insomma, è una malattia nella quale l’obiettivo non può essere semplicemente “non trovare casi”: bisogna essere in grado di dimostrare che, se la malattia fosse presente, il sistema di sorveglianza avrebbe una probabilità molto elevata di trovarla.

 

Da leggere - Agosto 2026

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