Latte italiano, il video di Lollobrigida che annuncia la campagna Rai

Il Ministro dell’Agricoltura anticipa la nuova campagna istituzionale dedicata al latte con un breve dialogo rivolto a un bambino e tre animali giocattolo. Il registro molto semplice ha suscitato ironie, critiche e considerazioni sulle difficoltà degli allevatori

8 Settembre, 2026

Un bambino seduto sul seggiolone, tre piccoli animali di plastica disposti sul tavolo e un bicchiere di latte. È la scena scelta dal Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, per anticipare sui propri canali social una nuova campagna istituzionale dedicata al latte italiano.

Nel reel pubblicato il 7 settembre, della durata di circa 42 secondi, il Ministro si rivolge a un bambino di nome Giulio, inquadrato di spalle, e gli mostra le statuine di una capra, una bovina e una pecora.

«Questa è la capra, questa è la vacca – mucca per te – e questa è la pecora», spiega Lollobrigida, prima di ricordare che da questi animali si ottiene il latte e di porgere al bambino un bicchiere. Il filmato si conclude con un ringraziamento agli allevatori italiani e all’intera filiera.

A presentare l’iniziativa è lo stesso Ministro nel testo che accompagna il reel: «Cresciamo, cambiamo, diventiamo grandi. Ma ci sono sapori che continuano ad accompagnarci. Il latte italiano è uno di questi». Lollobrigida annuncia quindi che il prodotto sarà raccontato, a partire da oggi, sui canali del servizio pubblico attraverso una nuova campagna istituzionale.

Un registro che ha diviso il pubblico

La semplicità del dialogo e l’impostazione domestica del filmato hanno rapidamente attirato l’attenzione degli utenti. Sotto il post e nelle numerose condivisioni sono comparsi soprattutto commenti ironici e battute sul tono utilizzato dal Ministro, giudicato da alcuni eccessivamente elementare.

Come si può evincere dai commenti una parte delle reazioni ha riguardato invece il benessere animale e il modello degli allevamenti, riproponendo alcune delle contestazioni che accompagnano frequentemente il dibattito pubblico sulla produzione e sul consumo di latte.

Non sono mancati, tuttavia, interventi di segno diverso. Alcuni utenti hanno utilizzato l’occasione per richiamare l’attenzione sulle difficoltà economiche delle aziende agricole e sulla necessità di riconoscere agli allevatori un prezzo capace di remunerare adeguatamente il loro lavoro e i costi sostenuti.

Il reel ha quindi finito per raccogliere, in poche ore, molte delle questioni che rendono particolarmente complessa la comunicazione della zootecnia, il rapporto tra cittadini e allevamento, la conoscenza dell’origine degli alimenti, il benessere degli animali, la sostenibilità delle produzioni e il valore economico riconosciuto alla produzione primaria.

Il reel, però, non è lo spot

È opportuno sottolineare che il filmato diventato virale rappresenta un’introduzione alla campagna e non necessariamente lo spot destinato alla programmazione televisiva. Al momento della pubblicazione di questo articolo, il contenuto effettivo della campagna annunciata dal Ministro non risulta ancora disponibile online attraverso i canali istituzionali e non può quindi essere valutato nel suo insieme.

Sarebbe perciò prematuro estendere automaticamente al progetto completo le reazioni suscitate dal reel. Lo spot potrebbe adottare un linguaggio differente, approfondire il ruolo degli allevatori e riuscire a incontrare tanto il favore della filiera quanto quello dell’opinione pubblica.

Rimane, però, una considerazione più generale. Raccontare da dove viene il latte significa oggi spiegare un sistema molto più articolato della semplice associazione tra un animale e un bicchiere. Perché dietro a questo prodotto ci sono allevatori, veterinari, tecnici, ricerca, alimentazione, controlli sanitari, benessere animale, trasformazione e territori.

La semplicità può essere uno strumento efficace per raggiungere un pubblico ampio, ma non dovrebbe trasformarsi in una rappresentazione eccessivamente riduttiva di un settore complesso, professionale e in continua evoluzione. La zootecnia italiana può essere raccontata meglio e ha molti contenuti concreti con cui farlo. Se la nuova campagna istituzionale riuscirà a restituire almeno una parte di questa complessità, conquistando il mondo allevatoriale e i consumatori, potremo dirlo soltanto dopo averla vista. Staremo a vedere.

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