Blocco commerciale carne Brasile-UE: il governo brasiliano non ci sta
Brasilia minaccia ritorsioni commerciali se non dovessero sbloccarsi i meccanismi per l'importazione di carne brasiliana in Europa, citando anche gli accordi del Mercosur. Intanto, le associazioni di categoria italiane applaudono la fermezza di Bruxelles

Il governo brasiliano esprime “profonda preoccupazione” per la decisione dell’Unione europea di sospendere dal 3 settembre le importazioni di carne bovina e avicola, e altri prodotti di origine animale dal Brasile, minacciando ritorsioni se non sarà raggiunta una soluzione “soddisfacente“. Secondo i ministeri degli Esteri e dell’Agricoltura, lo stop è legato all’incapacità brasiliana di dimostrare il rispetto delle norme europee sull’uso degli antimicrobici e degli ormoni lungo l’intera filiera produttiva. Ne abbiamo parlato a maggio con le informazioni tecniche.
Il Brasile non ci sta
Il Brasile sostiene tuttavia di avere già adottato le misure necessarie e di aver fornito alla Unione europea la documentazione richiesta. L’Unione europea risponde non soddisfatta ancora delle misure, che sono comunque volontarie. Questo cambio di ritmo potrebbe avere un impatto significativo: nel 2025 le esportazioni brasiliane dei settori interessati hanno superato i 2 miliardi di dollari, di cui oltre un miliardo per la carne bovina e 781 milioni per il pollame, secondo quanto riferito da Efe. Brasilia è impegnata in un negoziato per riaprire il mercato e non esclude il ricorso alle clausole di salvaguardia previste dalla legge, all’accordo di libero scambio Mercosur-Ue e all’Organizzazione mondiale del commercio. Il governo denuncia inoltre che lo stop rischia di compromettere parte dei benefici ottenuti nell’accordo commerciale.
La reazione delle associazioni di categoria italiane
Coldiretti Verona e Piemonte, insieme a Filiera Italia e Confagricoltura applaudono l’applicazione della reciprocità commerciale. “Accogliamo con enorme soddisfazione lo stop alle importazioni di carne dal Brasile: è una vittoria fondamentale per la trasparenza, la salute dei consumatori e per il rispetto del principio di reciprocità”, afferma Alex Vantini, presidente di Coldiretti Verona.
“Una decisione che segna un principio fondamentale: non può esserci tutela del reddito degli agricoltori né della salute dei cittadini se nel mercato europeo entrano prodotti ottenuti secondo standard diversi e meno rigorosi rispetto a quelli richiesti alle nostre imprese”, aggiunge Cristina Brizzolari, presidente di Coldiretti Piemonte.
“Quella dell’Unione Europea era una decisione giusta e necessaria, visto che il principio di reciprocità previsto dall’accordo con il Mercosur non viene rispettato dal Brasile” commenta il Presidente della Sezione Bovini da Carne di Confagricoltura Lombardia e di Confagricoltura Mantova Marco Negrisoli.
Allarme Bresaola
Alcuni osservatori fanno notare potrebbero esserci, tuttavia, ritorsioni sulla produzione della Bresaola della Valtellina IGP, composta per buona parte da carne bovina, in particolare zebù, proveniente proprio dal Brasile.
Vi terremo aggiornati sui prossimi sviluppi della vicenda.
Fonte: ANSA, Coldiretti Verona, Coldiretti Piemonte, Confagricoltura Mantova

















































































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