L’Europa vieterà l’import di carne bovina brasiliana da settembre 2026
L'Unione Europea ha escluso il Brasile dalla lista dei paesi autorizzati a esportare carni bovine e altri prodotti di origine animale. La decisione, maturata dopo falle nei controlli su ormoni e antimicrobici, entrerà in vigore il 3 settembre 2026

L’Unione europea ha sancito la rimozione del Brasile dall’elenco dei partner commerciali autorizzati all’esportazione di animali vivi e di prodotti alimentari di origine animale. Il provvedimento, che diverrà operativo a partire dal 3 settembre 2026, è stato ratificato a Bruxelles dai comitati tecnici degli Stati membri in seguito alle evidenze raccolte durante un audit ispettivo condotto nella primavera del 2024. La motivazione risiederebbe nell’incapacità da parte del sistema di controllo brasiliano di garantire il rispetto degli standard europei relativi ai residui di farmaci veterinari, con particolare riferimento agli ormoni promotori della crescita e agli antimicrobici. L’esclusione avverrà dopo l’aggiornamento formale dell’Allegato I del Regolamento di Esecuzione (UE) 2021/405, che funge da “passaporto” per l’ingresso delle carni nel mercato unico.
La conformità per la sicurezza alimentare
Quando un fornitore globale non è in grado di fornire garanzie equivalenti a quelle imposte ai produttori locali, l’architettura legislativa comunitaria prevede l’applicazione di misure restrittive per evitare squilibri e rischi sanitari. Questa dinamica ha portato l’Europa a prendere una posizione netta nei confronti delle produzioni brasiliane, nonostante i forti legami commerciali esistenti tra le due aree.
Gli ormoni e la tracciabilità
L’aspetto tecnico più rilevante riguarda l’impiego dell’estradiolo 17β, un ormone spesso adoperato a uso auxinico, quindi allo scopo di promuovere la crescita, utilizzato in Brasile per scopi zootecnici ma severamente vietato nell’Unione Europea per gli animali destinati alla produzione alimentare. Le indagini condotte dagli ispettori della DG SANTE hanno rivelato che le attuali disposizioni in Brasile non sono efficaci nel garantire che i bovini destinati all’export non siano mai stati trattati con questa sostanza. Il sistema si basa su dichiarazioni degli operatori che le autorità brasiliane, in particolare il Ministero dell’Agricoltura, della Zootecnia e dell’Approvvigionamento (MAPA), non sono state in grado di verificare in modo affidabile. La mancanza di una legislazione nazionale che impone la tenuta di registri di trattamento obbligatori nelle aziende agricole renderebbe impossibile una tracciabilità sicura lungo tutta la filiera. Parallelamente, l’uso di antimicrobici come stimolatori della crescita è un’ulteriore violazione delle norme europee, volte a contrastare l’insorgenza di resistenze batteriche pericolose per la salute pubblica.
Verso il ban operativo
La base scientifica e legale della decisione è contenuta nel Rapporto Finale di Audit DG(SANTE) 2024-8087, redatto a seguito delle ispezioni effettuate tra il 27 maggio e il 14 giugno 2024. I numeri in gioco evidenziano l’entità del provvedimento: il Brasile ha esportato nel 2023 circa 41.000 tonnellate di carne bovina verso l’UE, cifre che nel 2025 hanno registrato un’ulteriore crescita in termini di valore. Nonostante questa rilevanza economica, il voto unanime del Comitato permanente per le piante, gli animali, gli alimenti e i mangimi (PAFF) ha confermato che il Brasile non soddisfa più i requisiti del Regolamento (UE) 2022/2292. Per mitigare l’impatto sui mercati, la Commissione aveva concesso un periodo di grazia di 24 mesi, che scadrà nominalmente il 3 settembre 2026, durante il quale il Brasile è comunque tenuto a una “autosospensione” parziale, che riguarda già le esportazioni di carni di bovine femmine.
Un segnale per il futuro
Mentre altri membri del blocco Mercosur, come Argentina e Uruguay, restano nell’elenco degli abilitati grazie alla dimostrata conformità, ora il Brasile si trova di fronte alla necessità di una profonda riforma tecnologica e legislativa. Il divieto potrà essere revocato solo se il paese sudamericano dimostrerà di aver implementato sistemi di controllo e tracciabilità in grado di soddisfare pienamente i requisiti di sicurezza europei.
















































































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