Una proposta per garantire benessere animale ed equo compenso agli agricoltori europei tramite le gare d’appalto

La Commissione europea ha presentato una proposta di regolamento per superare la logica del prezzo più basso, introducendo criteri strategici su benessere animale, filiera corta ed equa remunerazione nei contratti pubblici europei per mense e ospedali

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14 Settembre, 2026

La Commissione Europea ha ufficialmente presentato la proposta legislativa denominata Public Procurement Act. Il provvedimento è stato pubblicato il 9 settembre 2026 a Bruxelles con l’obiettivo di unificare l’intero quadro normativo dell’Unione Europea sugli appalti e sulle concessioni. 

La svolta è storica: superare la prassi decennale dell’aggiudicazione basata esclusivamente sul prezzo più basso, sostituendola con un approccio strategico che valorizzi la qualità, la sostenibilità ecologica e l’autonomia produttiva europea. Per raggiungere questo traguardo, la Commissione ha introdotto procedure semplificate e una disciplina specifica per la spesa alimentare pubblica, consentendo ai valutatori di premiare gli elevati standard di benessere animale, la freschezza e la corretta remunerazione dei produttori agricoli.

Una proposta importante

Il settore della ristorazione collettiva pubblica rappresenta una leva economica strategica per l’intera agricoltura dell’Unione Europea. Per oltre un decennio le stazioni appaltanti hanno operato sotto il vincolo delle direttive del 2014, che privilegiavano il costo minimo immediato a scapito delle esternalità sociali e ambientali. Durante il dibattito istituzionale e nei lavori preparatori della Commissione è emerso con chiarezza che le gare d’appalto per scuole, ospedali e case di cura non possono essere gestite come meri procedimenti amministrativi. Si percepisce una forte esigenza geopolitica ed economica di rafforzare la filiera agroalimentare comunitaria, garantendo che le risorse dei contribuenti sostengano direttamente la capacità produttiva locale e la transizione verso modelli di allevamento meno impattanti.

Parola d’ordine qualità 

Dal punto di vista tecnico, il nuovo impianto legislativo sostituisce le precedenti tre direttive con un regolamento unico direttamente applicabile in tutti gli Stati membri. L’elemento di maggiore novità per il comparto zootecnico è contenuto nell’Articolo 53 del testo normativo, intitolato Food procurement

Questa disposizione permette ai richiedenti di indicare, nei criteri di aggiudicazione, requisiti specifici relativi alla qualità e alla sostenibilità degli alimenti. Tra questi aspetti figurano espressamente le condizioni di benessere animale, le garanzie di equa remunerazione per gli agricoltori, i metodi di produzione biologica, i regimi di qualità con indicazione geografica e il grado di freschezza e di stagionalità delle forniture. Nel dettaglio, la riforma sancisce l’applicazione generalizzata del criterio del miglior rapporto qualità-prezzo, imponendo che la componente qualitativa pesi per almeno il 30% del punteggio totale, con una quota che arriva al 50% per i contratti ad alta intensità di manodopera. Sebbene il benessere animale sia riconosciuto formalmente nel testo, l’applicazione di tali criteri di sostenibilità rimane facoltativa, per cui la reale efficacia dipenderà dalle scelte dei singoli enti acquirenti.

I numeri della ristorazione pubblica 

Gli appalti pubblici complessivi generano una spesa pari a circa il 15% del Prodotto Interno Lordo dell’Unione Europea. Nel settore alimentare, le autorità pubbliche europee spendono annualmente circa 50 miliardi di euro per l’acquisto di cibo e di servizi di catering. Questa cifra si traduce nella somministrazione di un volume compreso tra 8 e 10 miliardi di pasti ogni anno tra scuole, strutture sanitarie e istituzioni pubbliche. L’assenza di criteri minimi obbligatori a livello europeo ha finora limitato la capacità della spesa pubblica di orientare il mercato verso modelli zootecnici ad alto valore aggiunto. I dati quantitativi confermano che anche lievi variazioni percentuali nelle specifiche degli appalti possono spostare grandi volumi di domanda, aiutando economicamente le aziende agricole che sostengono investimenti strutturali nel benessere animale.

Il parere delle associazioni

L’annuncio della proposta legislativa ha generato un’ampia discussione tra le principali rappresentanze degli allevatori e le organizzazioni europee per la tutela degli animali. L’associazione delle cooperative agricole europee Copa-Cogeca ha espresso pieno sostegno al superamento del dogma del prezzo più basso, accogliendo favorevolmente la menzione dell’equa remunerazione e dei marchi di qualità. Tuttavia, Copa-Cogeca ha evidenziato la necessità che Parlamento e Consiglio garantiscano flessibilità per non sovraccaricare di burocrazia gli enti locali. 

Sul fronte dell’associazionismo per la protezione animale, Eurogroup for Animals ha definito il testo un importante passo avanti per il riconoscimento del benessere animale nella ristorazione collettiva. Ciononostante, l’organizzazione ha espresso riserve sulla natura opzionale dei criteri, ribadendo l’esigenza di fissare standard minimi obbligatori affinché i fondi pubblici sostengano concretamente la transizione zootecnica. Parallelamente, le organizzazioni Farm Europe ed Eat Europe hanno valutato positivamente l’inserimento delle clausole alimentari, sottolineando l’importanza della stagionalità e della filiera corta. I vertici chiedono, tuttavia, un intervento del Parlamento europeo per trasformare le raccomandazioni in vincoli, richiedendo al contempo regole stringenti per limitare l’acquisto di cibi ultra-processati nei contesti scolastici e ospedalieri.

Cosa accadrà adesso?

La proposta di regolamento Public Procurement Act apre un nuovo capitolo nella gestione della spesa pubblica alimentare nel mercato unico. L’integrazione del benessere animale e della sostenibilità nei criteri d’asta rappresenta una concreta opportunità di mercato per gli allevatori che intendono qualificare le proprie produzioni. Al contempo, la natura volontaria delle clausole e i tempi dell’iter legislativo comunitario rappresentano due nei sulla garanzia dell’uniformità applicativa nei diversi Stati membri. I prossimi passaggi negoziali presso il Parlamento Europeo e il Consiglio dell’Unione Europea determineranno se gli enti appaltanti saranno dotati di strumenti idonei per tradurre gli ideali in un sostegno economico a una zootecnia più sostenibile.

Fonte: Commissione europea

Da leggere - Agosto 2026

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