Fiormaggi 2026, a Breno il concorso dei formaggi di malga della Valle Camonica
Dal 19 al 22 ottobre la settima edizione mette a confronto le produzioni degli alpeggi camuni

La tradizione casearia della Valle Camonica è legata alle malghe, ai pascoli e al lavoro dei casari che trasformano il latte durante la stagione d’alpeggio. È una tradizione nata in un territorio molto vario, che dal fondovalle sale verso gli ambienti alpini e nel quale cambiano, insieme alla quota, il clima e la vegetazione.
La ricchezza botanica della Valle Camonica è stata documentata da ricerche condotte nell’arco di oltre vent’anni sulla flora della Lombardia centro-orientale. I rilievi, organizzati per aree di osservazione, mostrano come il numero delle specie vegetali cambi da una zona all’altra in relazione alla varietà di quote e ambienti. Il documento sulla biodiversità del territorio camuno riporta circa 2.300 specie censite. È un dato che descrive l’insieme della flora locale, dai boschi agli ambienti d’alta quota, e aiuta a collocare i pascoli delle malghe in un paesaggio naturale particolarmente interessante.
È in questo territorio che nasce Fiormaggi, il concorso dedicato ai formaggi prodotti nelle malghe camune, arrivato alla settima edizione, con l’obiettivo di mettere a confronto le produzioni ottenute durante la stagione del pascolo.
L’iniziativa è organizzata dall’associazione PromAzioni360, presieduta da Loretta Tabarini, con il sostegno e il patrocinio della Comunità Montana di Valle Camonica. Nel tempo, il concorso ha coinvolto sempre più produttori di malga, offrendo ai casari la possibilità di confrontare le proprie produzioni e dando visibilità a formaggi che raramente escono dalle loro aree di origine.
La varietà dei prodotti locali trova spazio nei sei premi di categoria previsti anche per il 2026: Silter DOP con marchio dell’alpe di provenienza, Nostrano stagionato, Nostrano fresco, Formaggella, Càsolet e Ricotta stagionata o affumicata. Distinguere le produzioni permette alla giuria di valutare separatamente formaggi diversi per lavorazione, caratteristiche e tempi di maturazione.
Il Silter DOP, prodotto con latte vaccino crudo parzialmente scremato per affioramento, è il formaggio camuno che ha ottenuto una denominazione europea. Il disciplinare ne consente la produzione durante tutto l’anno nella Valle Camonica e nel Sebino bresciano; a Fiormaggi concorre nella versione identificata dal marchio dell’alpe. Nostrano, Formaggella e Càsolet mostrano altre possibilità di lavorazione del latte e raccontano una tradizione che non si esaurisce nella sua produzione più conosciuta.
I campioni presentati a Fiormaggi saranno resi anonimi e identificati soltanto da un codice. A giudicarli saranno esperti provenienti da fuori zona, scelti per garantire uno sguardo indipendente sulle produzioni in gara. La giuria terrà conto di aspetto, profumi, gusto, struttura e maturazione, assegnando i premi previsti per ciascuna categoria.
Accanto ai riconoscimenti di categoria ci sarà il «Colpo al cuore», destinato al formaggio che emoziona maggiormente i giudici all’assaggio. Come spiega Loretta Tabarini, non deve necessariamente coincidere con uno dei sei vincitori, si tratta di un riconoscimento distinto, che lascia spazio a un’impressione capace di andare oltre il punteggio.
I formaggi iscritti al concorso dovranno essere consegnati entro le 12.30 del 20 ottobre. La premiazione si svolgerà giovedì 22 ottobre durante una cena aperta al pubblico su prenotazione, occasione per assaggiare le produzioni premiate e incontrare chi le realizza.
Info e iscrizioni
Associazione PromAzioni360 – Loretta Tabarini
Tel. 339 8824098
Email: loretabarini@hotmail.it

















































































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