Caro gasolio, il Governo apre agli autotrasportatori. E gli agricoltori?

Mentre per il settore dell'autotrasporto arrivano i primi impegni, il settore agricolo continua ad attendere risposte concrete su come affrontare la crisi

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21 Ottobre, 2026

Prime risposte dal Governo per gli autotrasportatori, ma la protesta non si ferma. Dopo giorni di presidi e blocchi stradali (QUI), l’incontro del 20 ottobre con il ministro Salvini e il viceministro Rixi ha portato all’annuncio di nuove misure economiche e allo sblocco di risorse già stanziate. Le associazioni chiedono però tempi certi e provvedimenti immediatamente applicabili. Intanto, anche il mondo agricolo continua a mobilitarsi contro il caro carburanti e l’aumento dei costi di produzione.

Gli effetti di queste azioni, pacifiche, composte e determinate a raggiungere dei rapidi risultati, sono già tangibili. I cittadini li stanno toccando con mano soprattutto nelle regioni del Sud: file interminabili ai distributori, dove il carburante inizia a scarseggiare, scaffali dei supermercati semivuoti, negozi e ristoranti che lasciano le serrande abbassate per unirsi alle dimostrazioni.

Prime aperture per gli autotrasportatori

Le principali associazioni nazionali dell’autotrasporto, a seguito della forte pressione esercitata e alla luce della gravità della situazione, hanno ottenuto la convocazione di un incontro per la giornata di ieri, martedì 20 ottobre,  presso la Prefettura di Milano.

L’incontro è stato presieduto dal Vicepresidente del Consiglio e Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, affiancato dal Viceministro Edoardo Rixi.

Secondo quanto divulgato nel comunicato stampa ufficiale di CNA FITA, le principali tematiche affrontate sono state: l’aumento del costo dei carburanti; la crescita generalizzata dei costi di gestione; la tenuta economica delle imprese; le misure urgenti necessarie per garantire la continuità operativa del settore.

Nello stesso documento si legge anche che, grazie soprattutto al lavoro svolto da UNATRAS,  è stata convocata formalmente dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, anche  la prima seduta del “Tavolo permanente dell’autotrasporto di merci e della logistica“, fissata per il 27 ottobre 2026 alle ore 16.00.

Le risposte del Governo

Secondo quanto riportato nei comunicati ufficiali di FAI e Confartigianato Trasporti, sono stati annunciati lo sblocco dei crediti d’imposta sul gasolio, ulteriori risorse per compensare i rincari dei carburanti, la disponibilità dei contributi per le Autostrade del mare e l’impegno a introdurre un meccanismo automatico di adeguamento delle tariffe di trasporto alle variazioni del prezzo del gasolio.

Le associazioni hanno accolto positivamente gli impegni, chiedendo però «pagamenti certi e provvedimenti esigibili», la cui attuazione sarà oggetto di una prima verifica nell’incontro fissato al MIT per il 27 ottobre.

Nel frattempo, le proteste hanno avuto sviluppi differenti sul territorio: in Sicilia il fermo degli autotrasportatori è stato revocato, come confermato da un comunicato ufficiale della Regione. Il presidente Renato Schifani ha espresso soddisfazione per l’esito del confronto, annunciando anche ulteriori risorse regionali previste nel disegno di legge sulle variazioni di bilancio.

In Calabria, invece, Fedralog ha comunicato tramite i canali social la prosecuzione del fermo fino al 27 ottobre, giudicando insufficienti le risposte del Governo, considerate prevalentemente uno sblocco di risorse già stanziate. La vertenza, dunque, non può ancora considerarsi conclusa, mentre restano forti le preoccupazioni per le ripercussioni dei blocchi sulle filiere produttive, in particolare su quelle agroalimentari.

Nel frattempo gli agricoltori?

Mentre il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti incontra le associazioni dell’autotrasporto, il mondo agricolo intensifica la mobilitazione contro il caro carburanti e l’aumento dei costi di produzione e resta in attesa di risposte. Solo qualche intervento a livello regionale sta sostenendo il comparto, come avvenuto in Sardegna, nelle Marche, in Puglia, in Calabria, in Campania, in Basilicata e, proprio ieri, in Lombardia e in Emilia-Romagna (leggi QUI).

CIA-Agricoltori Italiani ha avviato il 13 ottobre un presidio nazionale davanti a Montecitorio, a Roma, con iniziative previste fino al 22 ottobre. La mobilitazione punta a richiamare l’attenzione sulla crescente distanza tra i costi sostenuti dalle aziende e i prezzi riconosciuti ai produttori. Secondo CIA, ad agosto il gasolio agricolo aveva registrato un rincaro del 40% rispetto all’estate precedente. Tra le richieste avanzate dal presidente Cristiano Fini figurano il rifinanziamento del credito d’imposta sul gasolio agricolo, l’estensione delle risorse stanziate per i fertilizzanti agli altri rincari produttivi e nuovi finanziamenti per Agricoltura 4.0.

Anche Coldiretti ha organizzato diverse iniziative. Il 19 ottobre centinaia di agricoltori e allevatori hanno manifestato a Firenze, davanti alla Presidenza della Regione Toscana, chiedendo risorse straordinarie, strumenti di credito agevolato e anticipazioni dei premi PAC. Il 14 ottobre, durante una mobilitazione di circa 5.000 agricoltori a Bari, la Regione Puglia ha annunciato un pacchetto di interventi da 30 milioni di euro, di cui 10 milioni destinati a ridurre il costo del carburante agricolo e 20 milioni a sostegno delle filiere. In Abruzzo gli agricoltori delle quattro province sono stati convocati per oggi, mercoledì 21 ottobre, alla sede del Consiglio regionale all’Aquila, in concomitanza con la seduta dell’assemblea regionale,  per chiedere uno sconto retroattivo sul gasolio agricolo utilizzato e da utilizzare nel periodo giugno-dicembre 2026, e per attenuare l’impatto dei rincari sui bilanci aziendali.

Concorda Confagricoltura, che ha sollecitato interventi urgenti, sia nazionali sia regionali, per contenere il costo del gasolio agricolo, segnalando il rischio che alcune imprese rinuncino a coltivare parte dei terreni a causa dell’aumento delle spese. Chiede, inoltre, interventi urgenti delle istituzioni per sbloccare la logistica e sostenere le imprese, insieme a strategie di lungo periodo per ridurre la vulnerabilità del settore alle crisi energetiche.

Copagri, in Campania, attraverso la presidente regionale Angela Pisacane, chiede al Ministero e alla Regione misure straordinarie per sostenere il reddito degli agricoltori, tra cui aiuti immediati contro il caro costi, accesso al credito agevolato, prezzi più equi lungo la filiera e un utilizzo più efficace delle risorse della PAC. Tra le proposte figura anche l’istituzione di un «Reddito di contadinanza» e la convocazione urgente di un tavolo tecnico regionale e di un confronto nazionale, per definire interventi concreti, con risorse dedicate e tempi certi.

Le associazioni di categoria tutte hanno espresso preoccupazione, non solo per i rincari, ma anche per le conseguenze dei blocchi dell’autotrasporto nel Sud Italia, che stanno mettendo a rischio la commercializzazione delle produzioni agroalimentari. Particolarmente delicata è la situazione dei prodotti freschi, tra cui il latte, una merce altamente deperibile che richiede tempi rapidi di raccolta, trasporto e lavorazione per garantire la continuità della filiera e preservare la qualità del prodotto. I ritardi nella movimentazione possono quindi provocare gravi danni economici agli allevatori e alle cooperative.

Forte preoccupazione è stata espressa, questa mattina, anche dal Consorzio della Mozzarella di Bufala Campana DOP, nella persona del direttore Pier Maria Saccagni, che ha sottolineato la problematica legata alla consegna del latte ai caseifici entro le 60 ore, come previsto dal disciplinare.  Alla chiusura dei caseifici si aggiungono le difficoltà degli allevatori che non sanno dove poter conservare il latte e non stanno ricevendo gli approvvigionamenti per gli animali. L’annuncio della prosecuzione della protesta in Campania può aggravare ulteriormente la situazione.

«È urgente un intervento risolutivo del Governo, per evitare il panico che già si vede in queste ore”, commenta il direttore Saccani, che lancia infine un appello «al senso di responsabilità di chi sta manifestando, a cui chiediamo un’attenzione per i prodotti deperibili, lasciandoli passare per non innescare una guerra dei poveri».

Legacoop Agroalimentare, che evidenzia le criticità anche per altre produzioni deperibili, come kiwi e uva da tavola. Il presidente Cristian Maretti auspica che il confronto tra Governo e autotrasportatori porti a una rapida sospensione dei blocchi o, almeno, a garantire la circolazione dei mezzi che trasportano merci deperibili, evitando che le conseguenze delle proteste ricadano ulteriormente sulle imprese agricole, già penalizzate dall’aumento dei costi di produzione.

Fonti: FAI – Confartigianato Trasporti – Fedralog Calabria – Cia – Coldiretti – Confagricoltura – Coopagri – Legacoop Agroalimentare

 

Da leggere - Ottobre 2026

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