Latte bovino: il prezzo lo fa il mercato, il rischio resta in stalla

A settembre il prezzo del latte alla stalla in Italia è inferiore di oltre il 20% rispetto a un anno prima. Nel secondo numero dell’Allevatore informato, il confronto tra ricavi, produzioni e costi evidenzia la necessità di ripensare la determinazione del prezzo, per dare agli allevatori la possibilità di programmare e investire

21 Ottobre, 2026

Ricavi

In Europa il prezzo del latte bovino alla stalla a settembre 2026 è lievemente in crescita e ciò è coerente con il netto calo produttivo tipico del secondo semestre dell’anno.

In Italia il prezzo è stabile rispetto al mese precedente ma inferiore del 20.22% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente.

La CCIAA di Verona quota nella sua Borsa merci il latte bovino crudo alla stalla nel mese di settembre 2026, 49.54 euro/q.le (franco partenza e senza premi qualità) che prosegue il trend positivo iniziato ad agosto. Pur tuttavia facendo un confronto con il prezzo pagato a settembre 2025 mancano ben 13.41 euro/q.le

Produzione

La seguente tabella dimostra che c’è una debole e instabile coerenza tra  il prezzo del latte alla stalla e la quantità prodotta, almeno nel periodo che va da gennaio 2024 a settembre 2026. 


Costi

Abbiamo inoltre verificato se esiste una relazione tra le principali voci del costo di produzione e il prezzo del latte bovino alla stalla, nel bene e nel male. Alla fine del primo trimestre 2026 a fronte di un evidente costo del gasolio agricolo e dei principali concentrati e quindi del costo di produzione del latte c’è stato un crollo del prezzo del latte bovino alla stalla che persiste tuttora nonostante ci sia il consueto calo produttivo tipico del secondo mese dell’anno. 


Conclusioni

Questi dati dimostrano inequivocabilmente la dimensione commodity del prezzo del latte bovino alla stalla che rende di fatto molto rischiosi gli investimenti che gli allevatori possono fare di medio lugo periodo per aumentare la loro efficienza, il benessere degli animali e la sostenibilità delle produzioni.

Gli interventi urgenti di settore non devono riguardare solo agevolazioni fiscali o ristorni economici ma la creazione di un meccanismo che regolamenti la determinazione del prezzo del latte alla stalla in funzione dei costi di produzione degli allevatori, dei consumi e dei prezzi dei prodotti lattiero caseari.

Questo clima di volatilità oltre a creare problemi alla zootecnica crea difficoltà finaziarie ed economiche anche a tutta le imprese che forniscono alla produzione primaria beni e servizi. Ripetiamo ormai da tempo che l’agricoltura è un settore economico e sociale per le nazioni e non po’ assolutamente essere assoggettata alle regole di mercato delle domanda e dell’offerta.

Ne è una testimonianza concreta la PAC, che sostiene la produzione primaria europea attraverso l’erogazione di risorse economiche legate al raggiungimento di specifici obiettivi.

 

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