Dopo 33 anni ecco le nuove linee guida FAO per l’uso del suolo

La FAO ha lanciato durante la COP17 sulla biodiversità le nuove linee guida per la pianificazione integrata dell'uso del suolo. Il documento fornisce a governi e agricoltori strumenti partecipativi per un uso sostenibile

3 Novembre, 2026

Il 29 ottobre 2026, durante la 17ª riunione della Conferenza delle Parti della Convenzione sulla Diversità Biologica (COP17) tenutasi a Yerevan e Roma, la FAO ha pubblicato le nuove Linee guida per la pianificazione integrata dell’uso del territorio (ILUP). La pubblicazione costituisce il primo aggiornamento formale del quadro metodologico globale dal 1993. L’obiettivo è offrire un riferimento volontario e non vincolante per aiutare i Paesi a conciliare sicurezza alimentare, sviluppo economico e gestione della crisi climatica. Le direttive supportano il passaggio verso sistemi agroalimentari più sostenibili, integrandosi con i quadri giuridici esistenti.

La pressione sull’ambiente rurale richiede di superare la gestione frammentata del territorio, attraverso decisioni basate sui dati più recenti. Elaborate tramite una consultazione globale con i membri della FAO ed esperti tecnici, le linee guida facilitano il dialogo tra i vari settori. Il riconoscimento del Comitato per l’Agricoltura della FAO è un passaggio necessario per una gestione partecipativa del suolo e dell’acqua.

Intelligenza del suolo

La pianificazione integrata dell’uso del territorio (ILUP) è definita come la valutazione sistematica delle potenzialità del suolo e dell’acqua per selezionare le migliori opzioni di gestione. Si parla di intelligenza del suolo, intesa come combinazione sinergica tra dati pedologici digitali, mappature geospaziali, monitoraggio e conoscenze locali. Questo approccio supera il vecchio modello centralizzato top-down, che ignorava le esigenze dei produttori generando disinteresse nelle comunità. Ponendo agricoltori e allevatori al centro del processo, le scelte vengono negoziate in modo trasparente e partecipativo.

Il funzionamento dell’ILUP si articola in quattro sfere tematiche interconnesse. La sfera del paesaggio comprende fattori come clima, terreno e infrastrutture. La sfera dei mercati regola le dinamiche economiche e finanziarie. La sfera delle norme sociali racchiude i valori e le prassi gestionali della popolazione. La sfera della legislazione stabilisce le leggi e i diritti che regolano il possesso e l’uso della terra. La pianificazione si sviluppa su tre livelli amministrativi coordinati verticalmente e orizzontalmente. Il livello nazionale definisce l’orientamento strategico. Il livello intermedio gestisce il coordinamento delle infrastrutture. Il livello locale attua i piani operativi sul campo con i produttori. In definitiva, si considerano 9 fasi che verranno inserite nella guida per professionisti. Queste sono avvio e definizione degli obiettivi, identificazione degli stakeholder e costituzione della task force multidisciplinare. Si prosegue con la caratterizzazione del territorio e l’analisi delle opzioni d’uso, per poi concordare le soluzioni, redigere il piano d’azione, attuarlo e monitorarne gli esiti.

Una produzione destinata a crescere

Secondo le stime della FAO, entro il 2050 l’agricoltura dovrà produrre circa il 50% in più di cibo, mangimi e fibre rispetto al 2012 per soddisfare l’aumento demografico. Oltre il 60% del degrado del suolo causato dalle attività umane coinvolge le terre agricole, compromettendo la fertilità dei seminativi e la produttività dei pascoli. Le analisi dell’IPBES confermano che il 75% della superficie terrestre emersa è stato significativamente modificato dall’uomo, con proiezioni del 90% entro il 2050.

Fondamentali nella mitigazione climatica 

Il comparto AFOLU, relativo ad agricoltura, silvicoltura e altri usi del suolo, genera circa il 23% delle emissioni antropiche nette di gas serra. I terreni a gestione convenzionale presentano una perdita di carbonio organico del suolo compresa tra il 25 e il 75% rispetto agli ecosistemi naturali. Tuttavia, l’adozione di pratiche sostenibili offre un potenziale di mitigazione stimato in 15 miliardi di tonnellate di CO2 equivalente all’anno, pari al 30% dello sforzo globale richiesto al 2050 per contenere il riscaldamento entro 1,5 gradi Celsius.

Città vs campagna

Il 56% della popolazione globale vive in città, una quota destinata a salire ai due terzi entro il 2050. L’agricoltura urbana e periurbana viene integrata nei piani territoriali per aumentare la sicurezza alimentare locale. L’impiego della piattaforma FAO Agro-Informatics e del modello GAEZ 5 consente di valutare l’idoneità delle colture per ridurre i divari di resa senza espandere ulteriormente le aree agricole.

In definitiva

Le nuove linee guida FAO scommettono sul passaggio a una pianificazione partecipativa, sull’applicazione dell’intelligenza del suolo e sulla promozione della neutralità in materia di degrado della terra. La difficoltà maggiore sarà coordinare le istituzioni e coinvolgere equamente tutti gli attori locali.

Prossimi step

La pubblicazione della Guida per i professionisti dettaglierà le nove fasi della metodologia ILUP in azioni concrete per i pianificatori locali. La FAO metterà inoltre a disposizione corsi di apprendimento digitale e la piattaforma online Land Resources Planning Toolbox, che conterrà oltre 160 strumenti informativi.

Fonte: Report FAO

 

Da leggere - Ottobre 2026

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