ColtivaItalia, via libera definitivo: 300 milioni per la filiera bovina. Ora i decreti attuativi

Il Senato conclude l’iter parlamentare del provvedimento. Confermati gli investimenti per allevamenti, filiere e ricambio generazionale, insieme alla banca dati unica zootecnica. Le associazioni accolgono favorevolmente le risorse, ma resta decisivo il passaggio all’operatività

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4 Novembre, 2026

ColtivaItalia ha ottenuto l’approvazione definitiva del Parlamento. Oggi il Senato ha dato il via libera al disegno di legge “Misure di consolidamento e sviluppo del settore agricolo”, già approvato dalla Camera, con 76 voti favorevoli, nessun contrario e 64 astensioni.

Del progetto e dei suoi obiettivi avevamo parlato in questo approfondimento, dopo la presentazione in Consiglio dei ministri a luglio scorso. Ora il percorso parlamentare è concluso e il testo conferma interventi importanti per la zootecnia, gli investimenti produttivi e il ricambio generazionale, con i principali stanziamenti distribuiti nel 2027–2029.

Per le aziende, tuttavia, l’approvazione non equivale ancora alla possibilità di presentare domanda, diversi strumenti richiedono decreti attuativi e procedure operative.

Carne bovina e dati degli allevamenti

Il capitolo più direttamente rivolto agli allevatori è quello dedicato alla produzione nazionale di carne bovina e alla linea vacca-vitello, con 300 milioni di euro: 50 milioni nel 2027, 200 nel 2028 e 50 nel 2029.

I contributi riguardano imprenditori agricoli singoli o associati che abbiano sottoscritto accordi o contratti comprendenti, oltre all’allevamento, almeno un’altra fase della filiera. Tra gli interventi previsti figurano il rafforzamento del patrimonio di riproduttrici, gli incroci tra bovine da latte o a duplice attitudine e tori da carne, lo svezzamento e l’accrescimento dei vitelli e il miglioramento delle strutture aziendali.

Condizioni, procedure e importi saranno definiti da un decreto interministeriale, rispettando la ripartizione del 70% a favore della filiera orientata alla carne e del 30% per quella a duplice attitudine carne-latte. La dotazione comprende anche 12 milioni per l’assistenza tecnica AGEA.

Di interesse trasversale è poi la Banca dati unica zootecnica, tenuta dal Ministero della Salute e gestita attraverso il Centro nazionale servizi dell’IZS Abruzzo e Molise. Il testo prevede anche il fascicolo zootecnico elettronico, integrato con quello aziendale nel SIAN, per semplificare gli adempimenti e migliorare lo scambio delle informazioni. Un decreto, previsto entro 90 giorni dall’entrata in vigore della disposizione, dovrà definirne il funzionamento.

Investimenti, giovani e imprese in difficoltà

Il provvedimento incrementa il Fondo per la sovranità alimentare di 30 milioni nel 2026 e 40 nel 2027 e autorizza ulteriori 300 milioni nel 2027–2029 per investimenti produttivi e filiere, comprendendo anche produzione, svezzamento e allevamento di vitelli autoctoni. Si tratta di una dotazione distinta da quella per la carne bovina e destinata a una pluralità di interventi agricoli.

All’imprenditoria giovanile e femminile sono destinati 150 milioni nel triennio 2027–2029, mentre sul fronte fondiario vengono previste procedure per concedere ai giovani terreni ISMEA rimasti invenduti.

Tra le altre disposizioni figurano la possibilità, a determinate condizioni, di sospendere per dodici mesi la quota capitale delle rate in scadenza nel 2026 per imprese colpite da epizoozie o fitopatie nel 2025 e nuove procedure di diffida per specifiche violazioni sanabili della disciplina sulle pratiche commerciali sleali.

Le associazioni di categoria

Coldiretti, nel commentare il voto definitivo, esprime soddisfazione per un provvedimento che sostiene produzioni nazionali, filiere e ricambio generazionale. Tra gli elementi valorizzati dall’organizzazione figurano il sostegno alla linea vacca-vitello e la semplificazione della gestione dei dati degli allevamenti.

Anche Copagri accoglie favorevolmente l’approvazione. Il presidente Tommaso Battista sottolinea il valore degli investimenti per le imprese, chiedendo di accelerare i decreti attuativi affinché le risorse possano raggiungere il settore.

Un giudizio positivo era già stato espresso, dopo il passaggio alla Camera di agosto, da Cia-Agricoltori Italiani e Confagricoltura. Cia aveva richiamato l’urgenza di sostenere produttori alle prese con costi crescenti e difficoltà climatiche; Confagricoltura aveva evidenziato l’importanza delle risorse per le produzioni strategiche e la necessità di renderle disponibili rapidamente.

Quando potranno partire gli interventi

Al momento della verifica, la scheda del Senato riporta “approvato definitivamente, non ancora pubblicato”. Restano quindi distinti i passaggi della promulgazione, della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale e dell’entrata in vigore.

Per gli allevatori, il prossimo appuntamento concreto sarà soprattutto con i provvedimenti attuativi, saranno questi a definire l’accesso alle misure, la documentazione richiesta e le modalità di presentazione delle domande.

Fonte: Senato della Repubblica, CS associazioni di categoria

 

Da leggere - Ottobre 2026

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