Sala gremita al Parlamento europeo di Bruxelles per la proiezione del documentario World Without Cows (Un mondo senza mucche)

Il documentario "Un mondo senza mucche" indaga il ruolo dei bovini tra ideologia, scienza, nutrizione e clima

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26 Maggio, 2025

Su iniziativa del gruppo politico Renew Europe e dell’eurodeputato Benoît Cassart, il 21 maggio si è tenuta la proiezione del documentario Un mondo senza mucche al Parlamento europeo.

World Without Cows (Un mondo senza mucche) esplora la complessità che si cela dietro una domanda apparentemente semplice: «Staremmo meglio in un mondo senza mucche?» (leggi anche “Staremmo davvero meglio in un mondo senza bovini? Arriva il documentario World Without Cows“).

«L’impatto culturale, sociale, economico, nutrizionale e ambientale delle bovine è troppo spesso influenzato dall’ideologia, dalla scarsa conoscenza del settore e da un approccio emotivo non scientifico», ha sottolineato Benoît Cassart, allevatore, eurodeputato e co-presidente dell’intergruppo dedicato alla zootecnia sostenibile.

I giornalisti Michelle Michael e Brandon Whitworth, grazie al loro lavoro di inchiesta, mettono in discussione queste narrazioni e riescono a stimolare un dialogo basato sui fatti e sulla scienza.

Il progetto Un mondo senza mucche è stato avviato da Alltech e dal suo CEO Mark Lyons. Alltech è un’azienda fondata dal Dr. Pearse Lyons, imprenditore e scienziato irlandese, specializzata nella nutrizione animale.

Tara McCarthy, Vicepresidente globale ESG di Alltech, ha spiegato che l’obiettivo del documentario è «quello di aprire spazi di dialogo sull’allevamento bovino, sulle sue esternalità positive e negative, che non vengono negate nel documentario, e promuovere la resilienza di un settore così indispensabile per la sicurezza alimentare nel mondo ma anche per la transizione ambientale».

Il documentario mostra il ruolo svolto dalle mucche nell’alimentazione di una popolazione mondiale in continua crescita. In particolare, descrive il fenomeno dell’“upcycling”, studiato da Tryon Wickersham della Texas A&M University, che dimostra come 700 libbre di mais forniscano l’apporto proteico necessario per nutrire 3 bambini per un anno. Se la stessa quantità di mais viene data a una mucca, diventa possibile nutrire 17 bambini per un anno.

Il documentario sottolinea inoltre la capacità dei bovini di trasformare alimenti che l’uomo non è in grado di consumare, come l’erba e i foraggi, in proteine consumabili dagli esseri umani.

Il documentario mostra come, secondo il Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico (IPCC), le mucche siano responsabili del 5 al 7% delle emissioni globali di gas serra, ma i pascoli possono immagazzinare più carbonio di quanto le bovine ne emettano, come dimostrato dal ranch Buck Island in Florida.

Adrien Paquet, dell’allevamento La Praule in Vallonia, intervenuto durante il dibattito seguito alla proiezione, ha sottolineato come i metodi di misurazione delle emissioni installati nel suo allevamento mostrino esattamente gli stessi risultati di quelli del ranch Buck Island in Florida.

«La capacità del suolo di immagazzinare carbonio è un elemento importante dell’impronta ambientale complessiva delle mucche, che, come sottolineano gli esperti, è un’arma cruciale nella lotta contro il cambiamento climatico», ha concluso.

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