La dermatite nodulare contagiosa arriva in Francia. Aggiornamenti sulla situazione nazionale e non

La LSD ha colpito la Francia per la prima volta, e in particolare un allevamento bovino in Savoia. In Italia confermato un nuovo focolaio in Sardegna mentre risulta estinto quello in Lombardia. Una panoramica sulla situazione attuale e sulle misure messe in atto dalle regioni coinvolte

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30 Giugno, 2025

Ieri, 29 giugno 2025, è stato confermato per la prima volta in Francia un focolaio di dermatite nodulare contagiosa (o Lumpy Skin Disease – LSD). A darne notizia è il Ministero dell’Agricoltura e della Sovranità Alimentare francese.

In Italia, in questi giorni, è stato registrato un nuovo focolaio in Sardegna, sconfinando dalla provincia di Nuoro a quella di Sassari e portando così a cinque il numero totale di allevamenti coinvolti.

La situazione in Francia

La dermatite nodulare contagiosa, particolarmente presente in Nord Africa e, dal 22 giugno, anche in Italia, è arrivata ora in un allevamento bovino situato nel dipartimento francese della Savoia, nella regione dell’Alvernia-Rodano-Alpi.

SavoiaI bovini presentavano i segni clinici tipici dell’infezione da virus della LSD (febbre e noduli cutanei), come confermato dal laboratorio nazionale di riferimento.

Il Ministero si è attivato tempestivamente, in conformità con la legge europea che impone l’eradicazione di questa malattia, per debellare il focolaio e impedire che la malattia prenda piede e si diffonda sul territorio francese.

E’ stata infatti istituita una zona regolamentata con un raggio di 50 chilometri attorno all’allevamento colpito. Le autorità hanno inoltre stabilito una serie di misure preventive rafforzando la sorveglianza veterinaria, nonché restrizioni alla movimentazione dei bovini volte a impedire la diffusione della malattia ad altre aziende agricole, in particolare al di fuori di questa zona regolamentata.

Le prefetture dei dipartimenti di Savoia, Alta Savoia, Ain e Isère sono interessate dal perimetro di restrizione di 50 chilometri attorno al focolaio. Saranno condotte indagini per identificare la fonte del contagio.

Ultimi aggiornamenti in Italia

Secondo quanto riportato dal BENV – Bollettino Epidemiologico Nazionale Veterinario sono 985 gli animali coinvolti, di cui 316 tra abbattuti e deceduti. Ai due allevamenti del comune sardo di Orani (Nuoro) e a quello del vicino comune di Orotelli se ne va ad aggiungere uno del comune di Bottida, nel sassarese. Il focolaio rilevato, invece, nell’allevamento lombardo del comune di Porto Mantovano (Mantova), dal 28 giugno scorso risulta estinto.

 

Gli interventi della Regione Lombardia 

Per gestire l’emergenza scaturita dalla conferma del focolaio di Mantova, venerdì 27 giugno scorso si è tenuto un incontro urgente tra Governo e Regione (QUI), alla presenza del sottosegretario all’Agricoltura, Patrizio La Pietra, il sottosegretario alla Salute, Marcello Gemmato, l’assessore all’Agricoltura della Regione Lombardia, Alessandro Beduschi, e il direttore generale della Sanità Animale del Ministero della Salute, Giovanni Filippini. La finalità del vertice era di fare il punto sulle misure da adottare a seguito della conferma del caso di dermatite nodulare contagiosa (LSD) nell’allevamento di bovini in provincia di Mantova.

Le misure prontamente intraprese hanno riguardato:

  • sequestro dell’allevamento interessato;
  • istituzione delle zone di protezione (20 km) e sorveglianza (50 km);
  • divieto di movimentazione di bovini per fiere e mercati;
  • divieto di movimentazione di letame e liquami provenienti dalla zona di restrizione. Sui reflui sono però in fase di preparazione appositi protocolli che consentiranno anche questa movimentazione con norme sanitarie a garanzia.

Al tempo stesso, in accordo con il Ministero della Salute, sono state autorizzate importanti deroghe per evitare blocchi produttivi. In particolare:

  1. possibilità di movimentazione del latte verso gli stabilimenti di trasformazione e nei caseifici. Il latte crudo, infatti, pur non potendo essere destinato direttamente al consumo umano se proveniente da allevamenti in zona di restrizione, potrà comunque essere trasportato verso stabilimenti di trasformazione autorizzati. Dove verrà sottoposto a pastorizzazione o a processi idonei alla sicurezza alimentare.
  2. Trasferimento di animali vivi provenienti da zone libere verso impianti di macellazione situati all’interno delle zone di restrizione.
  3. Movimentazione di animali da vita (verso altri allevamenti) consentita, al momento, nelle zone di restrizione solo per motivi di benessere.
  4. Movimentazione di animali verso macellazione è garantita previa visita cliniche effettuate dai veterinari delle ATS.

La task force a lavoro in Sardegna

Di ritorno dal suo sopralluogo, la delegazione del Ministero della Salute insieme al gruppo di esperti del Team Euvet ha dato atto che l’Assessorato regionale alla Sanità della Sardegna ha affrontato la scoperta della Dermatite nodulare contagiosa bovina con la massima tempestività e correttezza (leggi QUI). Sono state messe in atto immediatamente tutte le precauzioni possibili, in stretto accordo con l’Unità di crisi ministeriale, al fine di garantire un monitoraggio continuo dell’evoluzione epidemiologica e attivare con rapidità tutte le misure di biosicurezza previste dai protocolli nazionali ed europei. L’assessore della Sanità, Armando Bartolazzi, ha dichiarato che le indagini epidemiologiche sono ancora in corso e, dato che il tempo di incubazione della malattia può durare fino a 28 giorni, le prossime due settimane saranno cruciali per comprendere la dimensione del fenomeno e per decidere la conferma o la rimodulazione delle misure restrittive attualmente in corso. Ha inoltre aggiunto che non appena dal Ministero sarà disponibile il vaccino, che già esiste ed è in commercio in ambito extra UE, si partirà immediatamente con la vaccinazione. A tal proposito l’assessore dell’Agricoltura, Franco Satta, ha voluto rassicurare gli allevatori rispetto alle tempistiche di distribuzione del vaccino, dicendo che faranno in modo di creare i minori disagi possibili alle aziende. L’assessore ha poi aggiunto:

“la Sardegna movimenta in media 80 mila capi bovini, di cui oltre il 50% destinato alle esportazioni. Se il blocco permarrà per 30-60 giorni dopo la vaccinazione il Ministero dell’Agricoltura e quello della Sanità hanno già garantito risorse e collaborazione per non lasciare sola la nostra isola. Come Regione Sardegna stiamo quantificando tra campagna di vaccinazione e fasi successive una spesa di circa 10 milioni di euro. È importante anche chiarire che gli altri comparti dell’allevamento – ovini, caprini, equininon saranno oggetto di restrizione e che i prodotti lavorati lattiero-caseari potranno essere commercializzati anche in questo periodo”.

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