Afta epizootica: il Regno Unito blocca l’import di animali e loro prodotti dai paesi colpiti. Coldiretti chiede lo stesso per l’Italia
Il governo britannico ha deciso di bloccare le importazioni di bovini, suini, ovicaprini e ruminanti selvatici, e dei loro prodotti, da Austria, Ungheria e Slovacchia. Anche Coldiretti chiede il blocco delle importazioni e controlli serrati per difendere gli allevamenti italiani

A seguito del rilevamento il 25 marzo di un secondo focolaio di afta epizootica in Ungheria, al confine con l’Austria, e dei quattro focolai confermati in Slovacchia, il governo del Regno Unito ha predisposto un insprimento delle misure messe in atto per prevenire la diffusione della malattia sul suolo britannico.
Già nelle scorse settimane il goverso preso provvedimenti per sospendere l’importazione di bovini, suini, ovini, caprini, ruminanti selvatici e suini (inclusi cervi e cinghiali), e dei loro prodotti, come carne fresca e prodotti lattieri-caseari, da Slovacchia, Ungheria e Germania.
In questi giorni, a causa della vicinanza del nuovo caso in Ungheria al confine austriaco, è stata presa la decisione di sospendere anche le importazioni dall’Austria. Il governo fa sapere che sono già in corso azioni con le autorità locali e i commercianti per affrontare i possibili rischi delle merci in viaggio verso la Gran Bretagna.
Inoltre, i viaggiatori non potranno più introdurre carne, prodotti a base di carne, latte e prodotti lattiero-caseari, alcuni prodotti compositi e sottoprodotti animali di suini e ruminanti (incluse specie non domestiche), fieno o paglia, dall’Austria, dalla Germania, dall’Ungheria e dalla Slovacchia in Gran Bretagna.
Per quanto riguarda la Germania, il divieto d’importazione è stato revocato il 24 marzo per quanto riguarda gli animali ma non per i loro prodotti. Questa decisione segue una rigorosa valutazione tecnica delle misure applicate sul territorio tedesco e il riconoscimento, da parte dell’Organizzazione mondiale per la sanità animale (WOAH), di quasi tutta la Germania come indenne dall’afta epizootica. Il divieto di importazione di animali rimane valido per la zona di contenimento che copre un raggio di 6 km attorno al focolaio tedesco.
Il capo dei servizi veterinari del Regno Unito ha comunque esortato gli allevatori a rimanere vigili sui segni clinici dell’afta epizootica anche se al momento non non sono stati segnalati casi nel territorio britannico.
“A seguito del rilevamento di un secondo caso di afta epizootica in Ungheria, con un’area di restrizione che attraversa il confine con l’Austria, abbiamo preso provvedimenti per impedire l’importazione di merci potenzialmente rischiose dall’Austria – ha dichiarato Christine Middlemiss, capo dei servizi veterinari del Regno Unito -. Vorrei esortare gli allevatori a continuare a esercitare la massima vigilanza sui segnali della malattia, a garantire che venga mantenuta una scrupolosa biosicurezza e a segnalare immediatamente qualsiasi sospetto di malattia all’Agenzia per la salute animale e vegetale”.
“Continueremo a proteggere gli allevatori della nostra nazione dal rischio rappresentato dall’afta epizootica. Questo è il motivo per cui abbiamo agito immediatamente per imporre restrizioni all’importazione dall’Austria – ha affermato il ministro dell’agricoltura Daniel Zeichner britannico. – Continueremo a tenere sotto controllo la situazione e non esiteremo ad aggiungere altri paesi all’elenco se la malattia continua a diffondersi ulteriormente”.
La situazione in Italia
In Italia il 21 marzo il Ministero della Salute ha divulgato una nota firmata dal Direttore Generale DGSA, Giovanni Filippini, con la quale è stato stabilito il rintraccio di tutte le partite di animali sensibili all’afta provenienti dalla Slovacchia negli ultimi 30 giorni ed il controllo su tutte le successive partite di tali animali provenienti da tutto il territorio slovacco.
Inoltre, nel documento si stabilisce che, non potendo escludere la possibilità di un’estensione dei focolai anche all’Austria, confinante sia con l’Ungheria che con la Slovacchia, gli UVAC predisporranno il sequestro nei luoghi di prima destinazione delle partite di animali sensibili all’afta provenienti dai Lander austriaci confinanti con i suddetti Paesi e l’esecuzione sulle stesse di controlli clinici e di laboratorio.
Coldiretti chiede il blocco delle importazioni e controlli serrati per difendere gli allevamenti italiani
La Coldiretti ha espresso massima preoccupazione per la diffusione dell’afta epizootica in Ungheria e Slovacchia, con il rischio concreto che la malattia possa propagarsi anche in Austria e rappresentare una minaccia per l’intero comparto zootecnico europeo.
Per questo i vertici dell’organizzazione, davanti agli agricoltori riuniti il 28 marzo a Roma, ha chiesto l’immediato blocco delle importazioni in Italia di animali sensibili all’afta epizootica, estendendo il divieto all’intero territorio degli Stati coinvolti e non solo alle zone di protezione attualmente individuate. Parallelamente, secondo Coldiretti, è necessario un aumento dei controlli alle frontiere, per evitare che triangolazioni commerciali tra Paesi possano aggirare i divieti e mettere a rischio la sicurezza sanitaria degli allevamenti nazionali.
“In attesa che Bruxelles si pronunci – scrive Coldiretti, – l’Italia segua paesi come l’Austria che ha già implementato misure restrittive in tal senso. Esprimiamo la nostra solidarietà agli allevatori ungheresi e slovacchi, che stanno affrontando questa grave emergenza sanitaria, ma ribadiamo l’urgenza di azioni concrete per difendere il nostro sistema allevatoriale. Un’epidemia di afta epizootica sarebbe un colpo insostenibile per un settore già duramente colpito dalla peste suina africana e dalla lingua blu, arrivate proprio dal Nord Europa, con danni gravissimi dovuti all’abbattimento di decine di migliaia di capi e al blocco della movimentazione degli animali“.



















































































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